Canone TV, in Germania costa 220 euro, in Italia 90. Il confronto europeo

Alberto De Pasquale

02/02/2026

In Italia il cosiddetto “canone Rai” costa 90 euro all’anno, meno della media, ma in vari Paesi europei un’imposta simile neanche esiste.

Canone TV, in Germania costa 220 euro, in Italia 90. Il confronto europeo

Il canone TV, impropriamente chiamato canone Rai, è forse l’imposta meno amata dagli italiani.

Quantomeno, è ciò che era emerso in un vecchio sondaggio condotto dal Centro studi Anci nel 2011: all’epoca ammontava a 110,5 euro e si pagava tramite bollettino postale o in banca. Dopo la parentesi del 2024, quando era sceso temporaneamente a 70 euro, dal 2025 il canone è tornato a 90 euro e anche quest’anno, come accade da quasi dieci anni, verrà rateizzato nella bolletta dell’energia elettrica.

La situazione in Europa

Solo 21 dei 56 Paesi aderenti all’Unione europea di radiodiffusione (Uer o Ebu in inglese) prevedono il pagamento di un canone televisivo. E il loro numero continua a scendere, visto che negli ultimi tempi diverse nazioni lo hanno abolito o trasformato. Solo per fare qualche esempio, non esiste in Spagna, in Belgio, nei Paesi Bassi e in Francia: Parigi ha cancellato l’imposta, da 138 euro all’anno, nel 2022.

Nonostante le eliminazioni, portate avanti anche con una certa convinzione (il presidente francese Macron lo definì «obsoleto e inadatto»), il canone garantisce circa il 47% dei fondi al servizio pubblico radiotelevisivo nei Paesi dell’Uer. Oltre a esaltarne l’importanza, l’ente sottolinea l’accessibilità delle “fee” pagate nei vari Paesi: 116 euro in media all’interno dell’Unione Europea, pari a circa 32 centesimi al giorno. Essendo da 90 euro, in Italia il canone televisivo costa invece 24 centesimi al giorno ed è quindi più basso della media, a livelli decisamente inferiori nel confronto con alcune specifiche nazioni.

Dove il canone è più caro?

Come segnala l’Uer, nel 2024 uno dei canoni TV più alti d’Europa è stato il Rundfunkbeitrag della Germania, da 220 euro all’anno, cioè 60 centesimi al giorno. Più basso, ma comunque ben sopra la media, c’è il canone TV dell’Irlanda, da 160 euro, ossia 44 centesimi al giorno. In Slovenia il costo è di 153 euro, in Croazia di circa 127, in Repubblica Ceca di 86 e in Polonia di 76. In Portogallo e in Grecia bastano invece circa 36 euro all’anno.

Naturalmente l’importo può avere un peso diverso tra le varie nazioni, considerando il differente costo della vita. E allora potrà forse sorprendere come l’incidenza economica del canone televisivo in Italia sia comunque più bassa rispetto a molti altri Paesi europei.

A livello europeo, nel 2024 il canone TV ha rappresentato un importo pari allo 0,29% delle retribuzioni medie (lorde) dei lavoratori dell’Ue, mentre per i tedeschi lo 0,41%. Nel caso dell’Italia, considerando che quell’anno era sceso a 70 euro, il canone era stato equivalente allo 0,21% del salario medio dei dipendenti, mentre con il canone attuale a 90 euro vale circa lo 0,27%.

Eccetto poche eccezioni, deve pagare il canone chiunque disponga di uno o più apparecchi televisivi nell’abitazione di residenza. Si può essere esentati dal versamento del canone nel caso si presenti una dichiarazione sostitutiva che dimostra la sussistenza di determinate condizioni, tra cui il non essere in possesso di un televisore. C’è tempo fino al 2 febbraio per presentare la dichiarazione e ottenere l’esonero per l’intero 2026.