Canone Rai, possibile una riduzione in Legge di Bilancio 2027. Cosa dice l’emendamento

Patrizia Del Pidio

23 Settembre 2026 - 13:33

Canone Rai verso il taglio nella Manovra 2027 ma resta in bolletta. L’emendamento per ridurre l’importo e la copertura con risorse pubbliche.

Canone Rai, possibile una riduzione in Legge di Bilancio 2027. Cosa dice l’emendamento

Il canone Rai potrebbe essere ridotto dalla prossima Legge di Bilancio 2027, ma non sarà tolto dalla bolletta elettrica. La notizia è delle ultime ore, dopo che è stato presentato un emendamento che riapre la possibilità dello sconto sull’abbonamento televisivo.

Con la riapertura del dibattito sulla Manovra di fine anno, si torna a parlare del canone Rai che da qualche anno è protagonista indiscusso di molteplici emendamenti presentati. Lo scorso anno, anche se era stata ventilata una possibilità di riduzione, la misura non aveva trovato posto (e forse risorse) per essere inserita nel testo finale.

Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo, cosa potrebbe cambiare e cosa dice l’emendamento che ipotizza la riduzione.

Cosa prevede l’emendamento sul canone Rai?

Il canone ordinario, attualmente, si paga 90 euro l’anno in 10 rate mensili da 9 euro l’una. Da gennaio a ottobre il canone mensile viene inserito nelle bollette dell’energia elettrica e il pagamento avviene in maniera automatica sull’utenza della casa in cui si ha la residenza. Chi non possiede un televisore può evitare che l’importo sia addebitato in automatico in bolletta presentando ogni anno una dichiarazione di non detenzione.

L’emendamento presentato da Claudio Fazzone e Roberto Rosso, entrambi esponenti di Forza Italia, apre alla possibilità di ridurre l’importo annuale del canone a condizione che il minor gettito venga compensato con altre risorse pubbliche. Anche se il canone costerebbe meno alle famiglie, l’emendamento offre una sorta di paracadute alla Rai, visto che le risorse pubbliche destinate all’azienda rimarrebbero invariate e a compensare la differenza sarebbe lo Stato.

Proprio il passaggio che prevede la compensazione con finanziamenti pubblici potrebbe essere quello decisivo: ridurre il canone senza togliere risorse alla Rai, però, necessita di reperire coperture. Anche se per le famiglie pagare di meno il canone potrebbe significare un esborso minore sulla bolletta dell’energia elettrica, bisogna sottolineare che la differenza che giungerebbe dai finanziamenti statali peserebbe, in ogni caso, sulla collettività.

Il canone Rai resta in bolletta

Nonostante se ne parli da anni, nonostante l’Unione Europea abbia chiesto chiarezza sugli oneri impropri in bolletta, il canone Rai resta all’interno della bolletta dell’energia elettrica. L’ipotesi di una cancellazione totale del balzello o lo spostamento del pagamento fuori della fattura dell’energia per ora proprio non è in discussione. C’è da dire che dal 2016, quando il prelievo è stato reso automatico nella bolletta della luce, l’evasione fiscale del canone Rai si è quasi del tutto azzerata.

Le reazioni all’emendamento

Il percorso dell’emendamento non appare così scontato, visto che le opposizioni hanno manifestato il dissenso per la misura: anche applicando lo sconto, infatti, la differenza di gettito verrebbe comunque coperta con soldi pubblici (quindi prelevati dalle tasse generali che i contribuenti versano) che verrebbero sottratti ad altro per finanziare la televisione pubblica.

Ma quello che va valutato, in conclusione, è l’impatto reale che una riduzione del canone Rai avrebbe per le tasche dei contribuenti. Seppure il canone annuo venisse ridotto a 70 euro (come già avvenuto in passato), si tratterebbe di un risparmio di 20 euro l’anno che, diviso per le 10 bollette in cui è spalmato il canone, significherebbe pagare in meno 2 euro al mese.

Il risparmio per i cittadini sarebbe talmente irrisorio da non impattare sul totale della fattura elettrica. Un risparmio di 20 euro l’anno, tra l’altro, non sposta minimamente il potere di acquisto di una famiglia, né aiuta a contrastare l’inflazione e il caro vita. Di contro i conti pubblici, per coprire la differenza, dovrebbero prevedere uno stanziamento di 400-430 milioni di euro presi dalla fiscalità generale. Il contribuente, quindi, risparmia 2 euro al mese sulla bolletta della luce, ma finisce con il finanziare lo stesso il canone Rai con le altre tasse che versa.

Se una riduzione impatta così poco sull’economia dei cittadini, perché il dibattito politico continua a rispolverare, anno dopo anno, la proposta di riduzione? Il canone Rai è una delle tasse più odiate dai cittadini e poter dire che è stato tagliato potrebbe avere un forte effetto comunicativo.