A Wuhan i casi di coronavirus potrebbero essere stati 10 volte di più: lo studio

Chiara Ridolfi

29 Dicembre 2020 - 11:22

29 Dicembre 2020 - 11:35

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Uno studio mette in luce come i dati sul contagio da Covid-19 a Wuhan potrebbero essere ben più alti di quelli fino ad ora calcolati.

A Wuhan i casi di coronavirus potrebbero essere stati 10 volte di più: lo studio

I casi di Covid-19 a Wuhan potrebbero esser stati 10 volte di più di quelli registrati con una portata dell’epidemia ben diversa da quella che si è mostrata. A far luce su questo scenario sono i dati di uno studio condotto dalle autorità sanitarie pubbliche cinesi, analizzati poi da Bloomberg, che hanno attuato una campagna di test sierologici nel centro della pandemia.

I risultati dei test svolti dal Chinese Center for Disease Control and Prevention ad aprile sono stati resi noti solo il 28 dicembre, mostrando un’epidemia ben più radicata sul territorio di quanto fino a questo momento dichiarato.

Wuhan, i casi di Covid-19 sarebbero 10 volte di più: lo studio

I dati delle rilevazioni sierologiche condotte ad aprile a Wuhan hanno evidenziato che su più di 34.000 cittadini testati il 4,4% aveva sviluppato anticorpi in grado di combattere il patogeno responsabile del Covid-19. Wuhan ha una popolazione di 11 milioni di persone e il rapporto potrebbe quindi indicare che fino a 500.000 persone potrebbero esser state infettate dal virus.
Il dato, come fa notare anche Bloomberg, sarebbe ben diverso da quello segnalato ad aprile quando le autorità confermavano appena 50.000 casi di Covid-19.

Negli scorsi mesi in più occasioni sono state evidenziate le incongruenze tra i dati mostrati dalla Cina e quelli invece privati, mettendo in luce una gestione della prima fase della pandemia poco chiara. In più occasioni ci si è poi interrogati sul reale numero di morti in Cina per il Covid-19 e più voci hanno sollevato dubbi sui numeri resi noti dal governo cinese.
I dati dei test sierologici potrebbero chiarire in modo più esaustivo il reale impatto della pandemia sulla popolazione.

Tuttavia si deve anche tener conto del tipo di virus, dal momento che con il Covid-19 non tutti sviluppano sintomi della malattia e sono molte le persone infette che rimangono asintomatiche. Un elemento che potrebbe aver portato molti cittadini a sviluppare l’infezione, senza però rendersene conto.
Tuttavia fa riflettere l’incidenza di questa campagna di test nella zona di Wuhan, che registrata dati di gran lunga più alti delle altre aree del Paese. Nella campagna di analisi svolta nella zona dello Hubei il tasso di persone positive agli anticorpi è di appena 0,44% e addirittura sugli oltre 12.000 test sierologici effettuati nelle altre province e città cinesi solo due persone hanno mostrato la positività agli anticorpi.

Questi dati chiariscono come, la città più colpita dalla pandemia della Cina, sia ancora molto vulnerabile. Secondo gli epidemiologi per riuscire ad ottenere l’immunità di gregge è necessario che almeno la metà della popolazione sia venuta in contatto con il virus. Wuhan, sebbene sia stata la zona più colpita, risulta avere tassi di infezione simili a quelli europei delle prima ondata e quindi essere ancora vulnerabile al virus.

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