Morti coronavirus: la Cina nasconde i veri numeri?

I morti per coronavirus potrebbero essere 100.000, e non 100 come dice il governo cinese. Ecco perché molti sostengono che la Cina stia insabbiando i veri numeri dell’epidemia.

Morti coronavirus: la Cina nasconde i veri numeri?

La Cina non dice la verità sul numero di morti e casi di coronavirus. È quanto sostengono alcuni esperti, utenti sui social e media internazionali.

In quanto stato autocratico, la Cina starebbe manipolando l’informazione relativa alla diffusione del virus, e il numero di vittime e di pazienti infetti è molto più alto di quello dichiarato. D’altronde non sarebbe la prima volta: già con la SARS nel 2003 il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie si è dimostrato abile nel negare la diffusione dell’epidemia e nascondere i dati reali di ricoverati negli ospedali.

Timori così forti e diffusi che il presidente cinese Xi Jinping ha insistito sul fatto che il suo governo stia rilasciando informazioni sullo scoppio della nuova polmonite in modo trasparente e responsabile.

Coronavirus: numero morti reale è 100.000?

106 morti e oltre 4.500 persone infette: questo il bilancio del coronavirus in Cina a oggi 28 gennaio 2020, stando ai numeri confermati dal governo. A questi si aggiungono altri 70 casi di contagio individuati fuori dai confini cinesi, tra cui Hong Kong, Australia, Canada, Stati Uniti, Francia e Germania.

Il primo caso di coronavirus è stato segnalato ufficialmente dalle autorità cinesi il 31 dicembre 2019, e solo dopo una settimana è stata data notizia del primo decesso. Oggi in Cina circa 60 milioni di persone sono sottoposte a restrizioni di viaggio o sono bloccate in entrata o in uscita dalla provincia di Hubei, il cui capoluogo Wuhan è ormai una città-fantasma blindata. Aziende, scuole e aeroporti sono chiusi, i trasporti pubblici fermi.

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La teoria secondo cui la Cina non sta fornendo i veri numeri del coronavirus è stata avanzata dal prof. Neil Ferguson, esperto di salute pubblica dell’Imperial College, nel Regno Unito. L’accademico afferma che è presumibile che in Cina le persone colpite da coronavirus siano in realtà 100.000 o più. Secondo gli studi sulla malattia condotti da lui e il suo team per l’OMS, il virus ha un tasso riproduttivo di 2,5-3, il che significa che ogni persona infetta può averlo trasmesso ad altre tre. “La mia ipotesi migliore ora è forse 100.000 casi di coronavirus in questo momento, anche se i numeri potrebbero andare da 30.000 a 200.000, ma quasi certamente diverse decine di migliaia di persone sono infette”, ha detto Ferguson.

A differenza della SARS, spiega l’esperto, che ha fatto ammalare gravemente tutti coloro che hanno contratto il virus, il nuovo coronavirus sembra essere riuscito a mimetizzarsi meglio. Le persone potrebbero essere contagiate senza che vengano riconosciuti i sintomi, inoltre dalla Cina arrivano notizie di persone che hanno infettato altre prima di aver manifestato i segni della malattia.

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I precedenti della Cina su epidemie coronavirus

Un altro motivo che rende ragionevole la teoria secondo cui la Cina stia nascondendo il vero numero di persone infette o morte per coronavirus, sono i precedenti del Paese nella gestione delle crisi sanitarie.

Nel 2003 il Paese ha cercato di coprire lo scoppio della SARS che ha sconvolto il mondo. Ci sono voluti 5 mesi perché il governo annunciasse al mondo l’epidemia che uccise 800 persone e raggiunse 30 paesi.

Anche nel 2008 il governo cinese ha permesso l’insabbiamento dello scandalo del latte contaminato da melamina (sostanza tossica usata nella fabbricazione di colle e plastiche). Anche in quel caso il ministero della Sanità ha rivisto il bilancio di vittime e ricoverati fornito in precedenza.

Le uniche fonti sono quelle ufficiali

Gli esperti hanno affermato che l’attuale coronavirus (2019-nCoV) non è mortale come la SARS e fanno notare che la superpotenza asiatica potrebbe aver imparato dalla disastrosa esperienza nella copertura del virus della SARS.

Gli scienziati di tutto il mondo hanno infatti avuto accesso ai dati sui tassi di infezione e sul genoma del nuovo coronavirus nell’ambito dell’Iniziativa globale sulla condivisione dei dati sull’influenza, grazie alla quale possono sviluppare test diagnostici e condurre ricerche sui farmaci.

Tuttavia diversi media internazionali fanno sapere che le autorità cinesi di Wuhan hanno vietato ai media locali di riferire numeri reali così come agli ospedali è stato imposto di non rilasciare autonomamente alcun resoconto sui ricoveri. Le uniche fonti certe, quindi, provengono dal governo senza che alcuna autorità indipendente possa verificarne la veridicità.

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2 commenti

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a63paolo • 2 febbraio

Ma sono 100.000 morti o 100.0000 contagiati???

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gio904 • 1 febbraio

dall’articolo (dal titolo) inizialmente si ipotizza che il numero dei morti possa essere 100.000 poi, continuando la lettura, pare che 100.000 sia un’ipotesi che riguardi il numero dei contagiati. La cosa è molto differente.

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