Wall Street cade con l’Italia: indici giù, è tonfo dei bancari

Anche Wall Street affonda sull’onda lunga dell’Italia. L’incertezza legata al nuovo Governo non è stata contenuta dai confini europei e si è riversata in pieno sul Nuovo Continente.

Wall Street cade con l'Italia: indici giù, è tonfo dei bancari

Wall Street è caduta sotto i colpi inferti dall’Italia e dalla sua incerta situazione politica.

Il mercato non è riuscito a contenere le sue insicurezze e le sue preoccupazioni entro i confini europei e i problemi legati alla formazione del nuovo Governo hanno avuto un impatto dirompente, dall’azionario fino ad arrivare all’obbligazionario.
Sul primo fronte si segnalano le imponenti perdite registrate dal Ftse Mib, che ha già bruciato oltre 60 miliardi di euro dall’inizio delle discussioni ad oggi. Anche le Borse europee hanno chiuso in profondo rosso ieri e sono state successivamente seguite a ruota da Wall Street, che ha archiviato la sessione con gli indici in deciso calo.

Sul fronte bond, poi, quello osservato ieri è stato un vero e proprio terremoto obbligazionario, che ha colpito soprattutto i titoli periferici sui quali si è scatenata un’impressionante ondata di vendite da parte degli investitori. Lo spread Btp-Bund ha sfondato i 300 punti, mentre il rendimento del decennale italiano ha viaggiato ben oltre la soglia del 3%.

Wall Street, insomma, è stata soltanto l’ultima vittima dell’Italia e della sua “crisi” di Governo.

L’andamento di Wall Street dopo la pausa

Dopo la chiusura di lunedì, la Borsa USA è tornata operativa all’insegna della debolezza. A registrare le performance peggiori ieri sono stati sia l’S&P 500 che il Dow Jones, che hanno messo a segno la più grande perdita percentuale giornaliera dell’ultimo mese.

A pesare, come accennato, sono stati i problemi legati al Governo in Italia, che hanno rinnovato i timori circa la tenuta dell’Eurozona. Esattamente come accaduto in Europa, anche a Wall Street a registrare le performance peggiori sono state le banche, veri e propri termometri della situazione e del sentiment di mercato.

La crisi politica italiana, e la conseguente ipotizzata minaccia al progetto della moneta unica, hanno determinato una vera e propria corsa ai beni rifugio tra cui il debito USA.

Di conseguenza i rendimenti del Treasury decennale sono scesi e le banche hanno ampliato i rossi di giornata. Gli istituti quotati sull’S&P 500 hanno registrato il più grande declino giornaliero degli ultimi 2 mesi e hanno archiviato gli scambi con ribassi superiori ai 4 punti percentuali.

JPMorgan Chase ha perso il 4,3% ieri e si è guadagnata il titolo di peggiore dell’indice. La banca d’affari è stata accompagnata nel baratro da Morgan Stanley, che ha invece bruciato 5,8 punti percentuali. Male anche Goldman Sachs, Citigroup e Bank of America, tutte arrivate a perdere almeno il 4%.

Come ha fatto notare Ed Keon, chief investment strategist di QMA, la connessione diretta tra il Governo italiano e Wall Street è abbastanza tenue, ma ricorda indirettamente alle persone l’incertezza geopolitica.

Quest’ultima ha imposto alla Borsa USA di tornare operativa all’insegna della debolezza. Affossati dall’incertezza di Governo in Italia, i principali indici di Wall Street hanno chiuso in rosso:

  • S&P 500: - 1,16%;
  • Nasdaq: -0,50%;
  • Dow Jones: -1,58%.

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