Visite fiscali durante il coronavirus, sono sospese? Nuove regole dall’Inps

Isabella Policarpio

14 Aprile 2020 - 13:33

17 Giugno 2020 - 15:42

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Nuove disposizioni circa le visite fiscali per i lavoratori in quarantena. Qui fasce orarie, modalità e soggetti esclusi dalla visita medica. Le disposizioni dell’Inps.

Con il coronavirus cambiano anche le regole per effettuare le visite fiscali, ovvero la visita di controllo al domicilio per verificare che l’assenza dal posto di lavoro sia giustificata da un reale motivo di salute. Tuttavia per i soggetti che si assentano perché positivi alla COVID-19 sono necessari degli accorgimenti particolari, per evitare di mettere a rischio il personale medico che effettua i controlli domiciliari.

Per questo, l’Inps ha stabilito la sospensione delle visite fiscali dal 10 marzo 2020 fino a data da destinarsi quando finirà il lockdown dei cittadini (presumibilmente almeno fino al 4 maggio 2020) . Ma anche allora, ci saranno delle regole ben precise a cui attenersi.

Le disposizioni sul coronavirus sono contenute nei messaggi di sospensione Hermes numero 1013 dell’8 marzo e numero 1061 del 10 marzo 2020 e valgono per tutto il territorio nazionale.

Visita fiscale per lavoratore in quarantena

C’è chi non può lavorare a causa del lockdown e chi, invece, dovrebbe (ad esempio i cassieri nei supermercati e tutti coloro che possono sfruttare lo smart working) ma non possono perché hanno contratto il coronavirus. In questo caso il datore di lavoro potrebbe chiedere la visita fiscale per verificare il reale stato di salute del dipendente, tuttavia questo potrebbe mettere a rischio il medico incaricato dall’Inps.

Per tale ragione fino alla fine dell’emergenza sanitaria le visite di controllo al domicilio sono sospese. Se c’è necessità del certificato medico di malattia Inps per giustificare l’assenza dal lavoro si deve procedere in questo modo: rilascio di una dichiarazione indirizzata all’Inps, al medico di medicina generale/pediatra di libera scelta e al datore di lavoro dove si riporta che il soggetto è in quarantena (perché risultato positivo al test della COVID-19 o perché di ritorno da un viaggio all’estero) con l’indicazione della data di inizio e fine dell’isolamento.

Accorgimenti per la visita fiscale

Prima che si arrivasse alla sospensione erano state emanate dall’Inps delle linee guida sui comportamenti a cui i medici adibiti alla visita fiscale dovevano attenersi, sempre per limitare le occasioni di contagio dai pazienti:

  • chiedere informazioni sullo stato di salute del lavoratore in quarantena dal citofono (in modo da accertare che sia in casa e non in un altro luogo);
  • effettuare il riscontro medico in base ai dati diagnostici e di prognosi che sono già in suo possesso (senza visitare il paziente di persona).

Giusto sospendere le visite fiscali?

Anche se il numero dei contagi sembra essere arrivato a quello che gli esperti chiamano il “plateau” (una pianura, in cui i numeri non diminuiscono e non crescono sensibilmente), ci vorrà ancora del tempo prima che l’emergenza possa finire. Il sistema sanitario è saturo e in alcune Regioni - soprattutto al Sud - si teme il collasso: pochi posti in terapia intensiva e personale medico sanitario allo stremo.

Sono tanti, troppi, i medici vittime di questa disgrazia, e il conto più salato lo pagano i medici di famiglia, coloro che, ancor più degli altri, hanno un rapporto frontale con i pazienti e sono impegnati nelle visite domiciliari. Per tale ragione, la sospensione temporanea delle visite fiscali a casa è senza dubbio una scelta ragionata e necessaria.

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