Quanto si guadagna durante lo stage o il tirocinio? L’importo varia in base alla Regione di impiego. Ecco gli importi aggiornati al 2026.
Quanto si guadagna con uno stage o un tirocinio? È una delle domande più frequenti tra studenti, neolaureati e giovani in cerca di un primo inserimento nel mondo del lavoro.
Capire cosa spetta - nel 2026 - a stagisti e tirocinanti è fondamentale, perché queste esperienze rappresentano spesso il primo vero contatto con un’azienda: in alcuni casi aprono la strada a un’assunzione in pianta stabile, in altri servono comunque a costruire competenze spendibili e rafforzare il proprio curriculum.
È però importante chiarire subito un punto: stage e tirocini non vengono considerati come dei veri e propri contratti di lavoro. Si tratta, infatti, di strumenti di politica attiva e di formazione, pensati per favorire l’orientamento professionale e l’acquisizione di competenze pratiche. Proprio per questa ragione non si parla tecnicamente neppure di stipendio, per quanto ciò non significhi che il tirocinante lavori gratis.
La normativa prevede infatti il riconoscimento di una indennità di partecipazione, il cui importo minimo è fissato a 300 euro al mese dalla legge n. 92 del 2012. La stessa legge, tuttavia, attribuisce alle Regioni la possibilità di stabilire soglie più elevate, ed è proprio su questo punto che negli ultimi anni si è registrata un’evoluzione significativa: molte amministrazioni regionali hanno infatti innalzato l’importo minimo, garantendo ai tirocinanti una retribuzione più alta rispetto allo standard nazionale.
In Italia, quindi, chi propone tirocini fuori dal percorso di studi senza riconoscere alcuna indennità viola le regole: per questo è sempre consigliabile diffidare delle offerte di stage non retribuito. Diverso è il caso dello stage curricolare, svolto durante il percorso universitario o scolastico, che diversamente può non prevedere un compenso economico ma consente di ottenere crediti formativi.
Chiarito il quadro generale, vediamo ora quanto si guadagna realmente quest’anno con uno stage o un tirocinio, analizzando gli importi minimi previsti nelle diverse Regioni e cosa può aspettarsi chi intraprende questo tipo di esperienza.
Indennità di frequenza stage e tirocinio
Prima di scendere nel dettaglio di quanto spetta durante stage e tirocini, è bene soffermarsi sul fatto che non essendo una vera e propria attività lavorativa non si può neppure parlare propriamente di stipendio o di busta paga per il tirocinante. Né tantomeno esiste un vero e proprio contratto di lavoro tra le parti, bensì il Piano formativo firmato da un rappresentante dell’azienda (solitamente il tutor), il centro per l’impiego e il tirocinante che obbliga le parti a seguire le regole fissate dalla “Convenzione di stage e piano formativo individuale”.
Con il termine tirocinio, o stage, si intende infatti un periodo più che altro formativo, con l’obiettivo di far conseguire al tirocinante “un’esperienza pratica e professionale finalizzata a migliorare l’occupazione e facilitare la transizione verso un’occupazione regolare” (secondo quanto stabilito dalla normativa comunitaria).
Durante tale periodo spetta la cosiddetta indennità di partecipazione, il cui valore minimo è di 300 euro con la possibilità per ogni regione di fissare un importo più elevato.
Quanto guadagna un tirocinante: cosa prevedono le singole regioni
Non tutti i tirocinanti, dunque, in Italia guadagnano lo stesso importo. Per sapere quanto spetta di indennità di partecipazione bisogna dunque consultare la normativa prevista dalla regione in cui si svolge lo stage. A tal proposito, ecco un riepilogo di quanto stabilito dalle singole amministrazioni regionali:
- Valle d’Aosta: indennità di partecipazione di almeno 600 euro nel caso di impegno pari a 40 ore settimanali. L’importo si riduce proporzionalmente qualora le ore di tirocinio svolte siano inferiori a 40, fino ad arrivare a 300 euro in caso di impegno per almeno 20 ore settimanali;
- Lombardia: l’importo minimo dell’indennità di partecipazione è di 500 euro su base mensile nel caso di partecipazione minima dell’80% nel monte ore su base mensile. L’indennità si può ridurre a 400 euro qualora al tirocinante vengano corrisposti i buoni pasto, o comunque possono usufruire della mensa aziendale. Si scende a 350 euro, invece, in caso di presenza in azienda non superiore a 4 ore giornaliere. Inoltre, laddove la partecipazione sia inferiore al 80% su base mensile, l’indennità è ridotta proporzionalmente, fermo restando il minimo di 300 euro mensili;
- Piemonte: indennità minima di 600 euro per un impegno orario massimo di 40 ore. Per avere diritto all’importo pieno è sufficiente una partecipazione mensile superiore al 70% del monte ore. Per il part time l’indennità è di 300 euro;
- Trentino Alto Adige: nella Provincia autonoma di Trento l’indennità ha un valore che va da un minimo di 300 a un massimo di 600 euro, mentre nella Provincia autonoma di Bolzano spetta per ogni ora svolta - in caso di almeno 40 ore di effettiva presenza - un’indennità di 4 euro per i maggiorenni, 3 euro per i minorenni. Spetta poi una maggiorazione di 1,50 euro l’ora quando la sede del tirocinio si trova al di fuori del Comune di residenza o domicilio;
- Veneto: indennità di importo minimo di 450 euro in caso di partecipazione per almeno il 70% dell’orario settimanale previsto. In caso sia prevista la corresponsione dei buoni pasto, o l’erogazione del servizio mensa, l’indennità può scendere a 350 euro;
- Liguria: per il full time l’indennità è di 500 euro, oppure di 400 euro più un rimborso spese di almeno 100 euro. L’importo spetta per intero in caso di almeno il 70% delle ore svolte, mentre in caso di presenza tra il 50% e il 69% l’importo viene dimezzato (250 euro). Non spetta alcuna indennità, invece, in caso di presenza per un numero di ore inferiore al 50% del limite massimo;
- Friuli Venezia Giulia: indennità che va da un minimo di 300 euro per un impegno non superiore a 20 ore settimanali, per poi essere incrementata proporzionalmente fino a raggiungere un minimo di 500 euro lordi mensili per un impegno massimo di 40 ore settimanali. Laddove il soggetto ospitante dovesse essere un ente della Pubblica amministrazione, allora l’indennità sale a 800 euro;
- Emilia Romagna: l’indennità ha un importo di 450 euro mensili;
- Toscana: l’indennità ha un importo di 500 euro mensili;
- Lazio: 800 euro mensili a fronte di una frequenza minima del 70% delle ore previste su base mensile (come indicato dal Ccnl). Diversamente, l’indennità di partecipazione viene proporzionata in base alle ore effettuate;
- Campania: non meno di 500 euro per la durata del tirocinio;
- Marche: al soggetto ospitante spetta l’obbligo di corrispondere un’indennità mensile minima di 400 euro lordi mensili, ma nel caso in cui l’orario settimanale sia di almeno 30 ore il minimo viene innalzato a 500 euro;
- Umbria: obbligo d’indennità di minimo 450 euro per le attività fino a un massimo di 40 ore settimanali;
- Abruzzo: indennità di 500 euro mensili;
- Basilicata: erogazione al tirocinante di un’indennità mensile di almeno 600 euro;
- Molise: nel caso dei tirocini formativi e di orientamento il minimo è di 300 euro in caso di orario part time, con un impegno quindi di massimo 20 ore settimanali. Nel caso d’impegno superiore l’indennità viene aumentata proporzionalmente, per arrivare a 450 euro in caso d’impegno fino a un massimo di 30 ore settimanali. Per i tirocini d’inserimento e reinserimento, invece, l’importo minimo è di 400 euro per il part time e di 600 euro per il full time;
- Puglia: il tirocinante ha diritto a un’indennità forfettaria di almeno 450 euro mensili;
- Calabria: l’indennità minima di partecipazione è di 400 euro mensili, erogata per intero a fronte di una frequenza minima del 70% delle ore previste su base mensile;
- Sicilia: indennità mensile di massimo 500 euro;
- Sardegna: 600 euro d’indennità massima, spettante anche nel caso in cui lo stagista risulti percettore di ammortizzatori sociali.
Tutti gli importi sopra indicati sono da considerare al lordo delle imposte dovute.
Come viene tassato lo “stipendio” del tirocinante
Come visto sopra, l’indennità di tirocinio viene erogata al lordo. Bisogna dunque considerare l’importo netto, tenendo conto di quali regole si applicano per la tassazione di un tale emolumento.
Intanto è bene chiarire l’aspetto contributivo: non trattandosi di un vero e proprio stipendio, i compensi - così come i rimborsi - erogati ai tirocinanti e stagisti non sono mai soggetti a contributi e assicurazioni di qualsiasi natura o cassa.
Per quanto riguarda la base fiscale, invece, questi sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente. La somma erogata, dunque, sarà soggetta alle trattenute Irpef - tenendo conto dei nuovi scaglioni e aliquote come fissati dall’ultima riforma fiscale - e alle addizionali regionali e comunali, tenendo ovviamente conto delle relative detrazioni.
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