La prima esperienza lavorativa è spesso affrontata con contratti di stage e tirocinio, ma qual è il trattamento fiscale applicato? Ecco cosa c’è da sapere sulla tassazione per stage e tirocinio.
La maggior parte dei giovani affronta la prima esperienza lavorativa con un contratto di stage o tirocinio, trattandosi di un contratto ibrido molti si chiedono quale tassazione sia applicata. Ecco il calcolo dal lordo al netto nel 2026 per i compensi ricevuti per stage e tirocini.
I contratti di stage e tirocinio sono contratti di lavoro considerati ibridi, cioè un mix tra lavoro e formazione. Proprio tale caratteristica genera confusione sul trattamento fiscale.
Lo stage è un contratto di formazione-lavoro iol cui scopo è il primo inserimento nel mondo del lavoro o reinserimento in caso di perdita della precedente occupazione. Per lo stage la legge prevede delle norme specifiche.
Lo stage viene considerato un periodo formativo nel mondo del lavoro non obbligatorio. Allo stage viene parificato il tirocinio extra-curriculare, da cui deve essere distinto il tirocinio curriculare che, invece, è un periodo formativo previsto come obbligatorio all’interno di alcuni percorsi di studio. Di conseguenza, è finalizzato al conseguimento di abilitazioni e diplomi.
Un esempio di tirocinio curriculare è quello inserito all’interno dei corsi di laurea in scienze infermieristiche. Tra i tirocini con tale natura possono essere annoverati quelli per ottenere l’abilitazione, i tirocini professionalizzanti, come per la professione di avvocato e il TFA, cioè il tirocinio formativo attivo previsto per l’abilitazione all’insegnamento.
I tirocini curriculari non prevedono indennità, ma un rimborso spese che dipende dall’accordo tra ente erogante (azienda dove si effettua il tirocinio) ed ente promotore (ad esempio università).
Ecco come è disciplinata la retribuzione e tassazione di stage e tirocini.
Limiti temporali per stage e tirocini
Trattandosi di un contratto ibrido che prevede formazione e lavoro e soprattutto una retribuzione minima, si vuole evitare un abuso e quindi lo sfruttamento di lavoratori con tali contratti. Sono quindi previsti limiti temporali massimi.
I limiti temporali sono:
- per stage e tirocini formativi o di orientamento la durata massima è di 6 mesi;
- per gli stage/tirocini di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro la durata massima è 12 mesi;
- nel caso in cui lo stage sia erogato in favore di soggetti svantaggiati o disabili, la durata massima viene raddoppiata fino a 24 mesi.
Non solo limiti temporali, ma anche limiti al numero di contratti che è possibile stipulare in rapporto al numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato.
Le aziende:
- fino a 5 dipendenti con contratto indeterminato possono assumere 1 tirocinante;
- con un numero di dipendenti a tempo indeterminato compreso tra 6 e 19 possono assumere 2 tirocinanti;
- con più di 20 dipendenti con contratto a tempo indeterminato possono assumere tirocinanti per un massimo del 10% del numero di lavoratori con contratto a tempo indeterminato.
L’obiettivo è fare in modo che il datore di lavoro non nasconda dietro un contratto di tirocinio extra-curricolare, o stage, un rapporto di lavoro vero e proprio con i vantaggi che però gli derivano da questa tipologia contrattuale.
La retribuzione di stage e tirocinio
Con la legge di bilancio 2022 (articolo 1, commi 720-726) sono state introdotte importanti novità nel contratto di stage e tirocinio. In primo luogo si chiarisce che il contratto è un percorso formativo di alternanza tra studio e lavoro finalizzato all’orientamento e alla formazione professionale al fine di migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
È stabilito che il datore di lavoro prima di attivare un contratto di stage debba effettuare una comunicazione al Centro per l’Impiego competente per territorio contenente tutti i dati dello stagista e le caratteristiche del contratto.
In nessun caso lo stagista perde la qualità di disoccupato. Per stage e tirocini extra-curriculari è prevista un’indennità di partecipazione. Proprio in riferimento a questa ci occuperemo della tassazione di stage e tirocinio.
Come viene tassato il tirocinio?
La retribuzione, o meglio l’indennità di partecipazione, non può avere un valore inferiore a 300 euro, sono però le Regioni a dover stabilire i limiti. A fronte di questi importi è necessario pagare le tasse.
I proventi del contratto di tirocinio extra-curricolare, o stage, sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente (come previsto dall’articolo 50 Tuir, comma 1, lettera c) e, di conseguenza, si applicano le regole sulla tassazione di questi con le aliquote Irpef a scaglioni. Naturalmente dovranno essere calcolate anche addizionali regionali e comunali.
Come per le altre tipologie di contratto di lavoro dipendente, le imposte sono versate dal sostituto di imposta, cioè dal datore di lavoro, questo implica che lo stagista riceve una busta paga con indicati gli importi al lordo e al netto.
A differenza del contratto di lavoro dipendente vero e proprio, non è previsto il versamento di contributi previdenziali e assicurazione. L’unica assicurazione che resta obbligatoria anche in questo contratto è quella Inail a copertura di eventuali infortuni sul lavoro.
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Come calcolare il netto di uno stage?
La prima cosa da ricordare è che in Italia esiste la No Tax Area, cioè un’area di reddito che non viene tassata, ciò avviene per effetto delle detrazioni previste per il lavoro dipendente. Per il 2026 sono confermati i limiti adottati già nel 2025: la No Tax Area per i lavoratori dipendenti corrisponde a 8.500 €, parificata a quella dei pensionati. Fino al 2023 era 8.174 euro. Ne consegue che coloro che in un anno percepiscono tramite contratto di stage o tirocinio una somma lorda inferiore, si ritrovano ad avere un netto e un lordo uguali.
Facendo i dovuti calcoli si scopre che per un tirocinante con contratto per 12 mesi che ha un’indennità inferiore a 708 € al mese, netto e lordo coincidono. Se l’importo è maggiore si esce dalla No Tax Area e, quindi, viene calcolata l’imposta lorda. Se lo stesso tirocinante ha altri redditi deve presentare la dichiarazione e si applica poi la tassazione corrispondente.
Per coloro che hanno un’indennità mensile che porta al superamento dell’area non tassata, si applicano le aliquote previste per lo scaglione di riferimento a cui devono essere aggiunte le addizionali regionali e comunali che dipendono dalla politica adottata dalla Regione e dal Comune.
Di solito l’addizionale regionale oscilla tra 1,23% e 3,33%, mentre l’addizionale comunale non può superare lo 0,8%; i Comuni possono scegliere di azzerare l’addizionale oppure di applicarla per scaglioni di reddito, quindi non è possibile fornire un calcolo dal lordo al netto preciso.
Come dichiarare i redditi da stage e tirocinio
Si è detto che i redditi derivanti da stage e tirocinio sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente, di conseguenza devono essere dichiarati, tranne il caso in cui non si superi la No Tax Area, ma quali sono le istruzioni operative?
Per l’anno di imposta 2026, come già detto in precedenza, è confermata la No Tax Area a 8.500 euro.
Per chi supera il valore della No Tax Area è comunque prevista la detrazione per lavoro dipendente pari per il 2026 a 1.955 euro da scalare all’imposta lorda.
Sappiamo che il datore di lavoro consegna annualmente la Cu (Certificazione Unica) ai lavoratori, anche nel caso di contratti di stage o tirocinio vale la stessa regola. La Cu, o le Cu nel caso in cui nel corso dell’anno siano maturati diversi rapporti di lavoro, deve poi essere utilizzata per la dichiarazione dei redditi con modello 730 oppure con il modello redditi PF. Il datore di lavoro consegna il Cu al lavoratore all’Agenzia delle Entrate.
I redditi percepiti dai tirocini e stage devono essere inseriti nel quadro RC del modello 730 o del modello Redditi PF, indicando nel rigo RC6 il numero dei giorni per cui è stata concessa l’agevolazione.
Nel caso in cui il datore di lavoro abbia versato le imposte in qualità di sostituto, il contribuente potrebbe avere diritto a rimborsi fiscali.
Unione Europea, stop agli stage gratuiti
L’Unione Europea nel 2023 ha approvato una Risoluzione che invita la Commissione Europea a un’azione più forte nella tutela di stage e tirocini e in particolare invita ad adottare uno strumento forte per il contrasto a stage gratuiti.
Nella proposta del Parlamento Europeo si prevede, per i tirocini post laurea o diploma, l’introduzione di un obbligo di retribuzione. La retribuzione deve essere in linea con il salario minimo del Paese membro dove lo stage viene attivato o con i minimi fissati dai contratti collettivi per i Paesi come l’Italia che non hanno fissato un salario minimo.
La durata degli stage e tirocini deve essere limitata nel tempo, ma comunque non inferiore a un mese.
Inoltre all’interno del contratto le disposizioni inerenti la durata del rapporto di stage o tirocinio non devono comportare:
- sostituzione di posti di lavoro di primo livello;
- posti vacanti per lavori a tempo pieno o contratti di lavoro a tempo indeterminato;
- prolungamento dello stesso tirocinio nella stessa posizione per lo stesso soggetto promotore del tirocinio.
Infine, il Parlamento Europeo incoraggia l’adozione certificato comune europeo che attesti le conoscenze e le competenze acquisite.
Deve essere ricordato anche che dal 2022 hanno diritto alla Cassa integrazione e FIS anche i lavoratori inquadrati con tutti i tipi di contratto di apprendistato.
Quanto si guadagna con tirocinio?
Il guadagno, o meglio reddito di uno stage dipende dalla Regione e dall’ente erogatore/datore di lavoro. Le Regioni fissano un tetto minimo che varia da 300 € a 800 €, naturalmente chi eroga il tirocinio può anche scegliere un’indennità maggiore.
La normativa stabilisce che il contratto debba prevedere un numero minimo di 20 ore settimanali e massimo di 40 ore settimanali.
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