Cosa succede se non posso andare al lavoro a causa del maltempo? Assenza giustificata solo in questi casi.
Può succedere che la pioggia forte impedisca di andare al lavoro. D’altronde, l’allerta per maltempo può portare alla chiusura delle strade, al blocco o comunque al ritardo nella circolazione dei mezzi pubblici, tutte conseguenze che possono essere causa di impedimento per coloro che devono recarsi al lavoro.
Più volte però abbiamo spiegato come l’assenza dal lavoro debba essere sempre giustificata, poiché in caso contrario possono scattare delle sanzioni per il dipendente. Dal mancato pagamento dello stipendio alle conseguenze disciplinari che nei casi più gravi - ma non è questo il caso - possono portare anche al licenziamento.
È dunque lecito chiedersi se l’assenza è giustificata quando non si può andare al lavoro a causa del maltempo, una domanda che purtroppo è diventata sempre più frequente visto gli eventi meteorologici di estrema forza che negli ultimi anni si stanno susseguendo nel nostro Paese.
Pertanto, fermo restando che la prudenza è d’obbligo in determinate circostanze, è comunque importante tener conto degli obblighi che si hanno nei confronti dell’azienda. Ecco dunque come bisogna comportarsi se c’è maltempo e non potete andare al lavoro, e come fare per assicurarsi che ciò non comprometta il pagamento dello stipendio.
Come evitare una sanzione disciplinare
Sia per i dipendenti pubblici che per quelli privati l’assenza dal lavoro deve essere giustificata e comunicata in anticipo al proprio datore di lavoro, così da non rischiare una sanzione disciplinare; lo stesso vale quando questa è motivata dal maltempo.
Nel caso degli statali l’assenza è giustificata ogni volta che causa allerta meteo l’autorità locale vieta la chiusura dei pubblici uffici; in questi casi, infatti, il dipendente pubblico si trova di fronte alla possibilità oggettiva di svolgere il proprio lavoro e per questo oltre a non dover dare alcun preavviso al datore di lavoro ha anche diritto alla retribuzione.
Lo stesso vale quando non ci si può recare a lavoro perché il Comune di appartenenza ha emanato un’ordinanza che vieta la circolazione ai mezzi sprovvisti di catene o gomme termiche, o anche quando si verifica una grave calamità naturale.
Qualora non sussista alcuna di queste condizioni ma a causa del maltempo il dipendente pubblico non riesca comunque ad andare a lavoro (ad esempio a causa della soppressione di un treno) l’assenza è sempre giustificata ma non dà diritto ad alcuna retribuzione.
L’importante è comunicare l’assenza con il giusto preavviso, ossia non appena si verifica l’impedimento. Lo stesso vale per i dipendenti privati, per i quali l’assenza dal lavoro per maltempo non è retribuita (salvo alcune eccezioni).
Ricapitolando, per evitare una sanzione il dipendente deve:
- comunicare l’assenza alla propria azienda in maniera tempestiva;
- presentare una giustificazione valida.
Quindi per evitare una sanzione non è sufficiente che ci sia il maltempo, ma bisogna dimostrare che a causa di questo ci si è trovati in una situazione tale da non potersi recare al lavoro (chiusura delle strade, soppressione di mezzi pubblici, etc…).
Presentando una giustificazione valida e comunicando per tempo l’assenza al datore di lavoro ci si mette al riparo da qualsiasi sanzione disciplinare; tuttavia l’assenza non viene comunque retribuita, salvo determinati casi.
Quando l’assenza viene retribuita
Come anticipato il permesso retribuito per maltempo è riconosciuto solamente a dipendenti pubblici e solo nel caso in cui l’ufficio di impiego venga chiuso su disposizione dell’autorità locale.
In realtà questo vale anche per i dipendenti privati; nel dettaglio, qualora la prestazione lavorativa sia impossibile per un evento eccezionale - ad esempio quando è il datore di lavoro a decidere della chiusura dell’ufficio o dell’esercizio commerciale - il dipendente ha diritto ad un permesso retribuito e quindi la giornata verrà comunque pagata.
Ricordiamo comunque che in ogni Ccnl ci sono dei permessi retribuiti che il dipendente può richiedere in presenza di eventi eccezionali; quindi se ne avete la possibilità potete beneficiarne nel caso non riusciate a recarvi a lavoro a causa del maltempo, senza perdere così il diritto alla retribuzione.
Ma d’altronde esistono anche altre opportunità come prendere un giorno di ferie. Resta poi valida l’opzione di lavorare in smart working: laddove l’azienda ve lo conceda, infatti, potrete restare a casa a svolgere regolarmente la prestazione lavorativa, senza quindi temere una riduzione dello stipendio.
Resta sempre ferma, quindi, la necessità di avvertire sempre l’azienda con congruo preavviso e concordare la migliore soluzione possibile: una comunicazione tempestiva è di fatto necessaria per mantenere un rapporto di fiducia con l’azienda, caratteristica essenziale ai fini della prosecuzione dell’attività lavorativa.
Cosa fare in caso di ritardo?
Può succedere invece che nonostante il maltempo il dipendente riesca a raggiungere la sede di lavoro, ma con un cospicuo ritardo.
Anche in questo caso per il dipendente vige l’obbligo di giustificare il ritardo e di darne il preavviso al datore di lavoro, così da evitare una sanzione disciplinare.
Il ritardo non è retribuito a meno che non venga recuperato; in accordo con l’azienda, infatti, il dipendente può decidere di recuperarlo posticipando l’uscita dal lavoro, o anche anticipando l’entrata nei giorni successivi.
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