Virus West Nile: cos’è, sintomi e come si trasmette il virus del Nilo arrivano in Italia

Quali sono i sintomi e le complicazioni della Fabbre del Nilo? Vediamo insieme cosa succede quando si contrae la West Nile.

Virus West Nile: cos'è, sintomi e come si trasmette il virus del Nilo arrivano in Italia

Il virus del West Nile giunge in Italia con sempre più casi attesti nel Nord Italia e porta con sé tanta paura, dal momento che questo virus del Nilo viene trasmesso dalle zanzare. Uno dei primi sintomi della Febbre del Nilo è la febbre che giunge nel paziente dopo il periodo di incubazione.
Si torna a parlare del virus nel nostro Paese dal momento che si continuano a registrare casi di contagio nella zona del Veneto e della Lombardia, che hanno portato ad una maggiore diffusione del virus.

La febbre del Nilo fu isolata per la prima volta in Uganda nel 1939 e si diffuse ben presto in tutto il mondo, data la sua facile contrazione. All’uomo può essere trasmesso da zanzare infette o da uccelli selvatici malati, ma non solo gli animali sono portatori del virus. Il West Nile infatti può essere trasmesso per mezzo di un intervento o passato dalla madre al feto oppure essere contratto tramite trasfusione di sangue.
In tanti modi quindi si può entrare in contatto con questa malattia, che presenta sintomi ben precisi e che può essere curata recandosi in ospedale e riuscendo ad ottenere una diagnosi accurata. Di seguito vediamo nello specifico quali sono i sintomi del virus del Nilo, qual è il suo tasso di mortalità e in che modo si riuscirà a curare.

Sintomi virus West Nile: come si presenta la febbre del Nilo

Iniziamo dicendo che questa febbre ha un periodo di incubazione piuttosto variabile, che dipende molto dalla persona, dalle sue patologie e dalla sua situazione clinica. Si va infatti da un’incubazione di 2 giorni sino ad un massimo di 14 giornate, ma per i pazienti affetti da problemi del sistema immunitario si può arrivare anche a 21 giorni di incubazione.
Nella maggioranza dei casi si tratta di una condizione che risulta asintomatica o con sintomi lievi che sono i seguenti:

  • febbre;
  • vomito;
  • mal di testa;
  • linfonodi ingrossati;
  • sfoghi cutanei;
  • nausea;
  • giramenti di testa.

Solitamente la durata è di un paio di giorni e nei casi più gravi di una settimana con febbre che diventa alta e si ha fatica a far scendere. I sintomi più lievi si hanno nei bambini che sono affetti da una semplice alterazione e da qualche dolore dell’alterazione.
Per i ragazzi anche non si hanno grandi problemi, la febbre è sempre leggera, ma si aggiungono sfoghi cutanei e occhi rossi. I sintomi più forti si hanno invece negli anziani e nelle persone disabili che se contagiata possono avere problemi più pesanti.

Nei casi peggiori i casi più gravi (1%) possono avere complicazioni come disfunzioni motorie, tremori, problemi alla vista, stati di confusione, alterazione delle percezioni, paralisi, coma, danni neuronali irreversibili. Ripetiamo però che questi sono i casi limite e l’incidenza di queste problematiche non è così alta, dal momento che si ha solo in particolari condizioni cliniche della persona contagiata.
Nella maggioranza dei casi il virus West Nile non comporta grandi sintomi e problemi per la salute, soltanto un po’ di alterazione e spossatezza. La diagnosi della febbre del Nilo è possibile in ogni momento dopo la contrazione e si potrà sapere anche se la si è contratta un anno prima grazie ai test moderni.

Specifichiamo, come si può leggere anche dal sito ufficiale del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, che nella maggior parte dei casi le persone contagiata non hanno alcun tipo di sintomo e che non si accorgono di aver contratto la malattia.
Il 20% dei casi ha invece sintomi lievi che abbiamo descritto sopra, soltanto 1 su 150 invece ha sintomi più aggressivi e prolungati. Le complicazioni gravi invece si possono vedere solo su 1 caso ogni 1000, solitamente su persone debilitate e con problemi immunitari.

Attualmente non si ha una cura per la febbre West Nile, dopo pochi giorni i problemi svaniscono e si pensa anche di aver avuto una semplice alterazione. Nei casi più gravi invece si viene ricoverati, nella maggior parte dei casi per trasfusioni e cure specifiche alle complicazioni che si sono avute.

Per prevenire il sopraggiungere della febbre si dovrà evitare di avere zanzare in casa e sarà bene quindi cercare di non avere accumuli di acqua nei vasi o ristagni nel proprio giardino. Si potranno poi mettere in atto alcuni rimedi naturali contro le zanzare e ci si potrà così dotare di piante che le scaccino, come ad esempio alcune erbe aromatiche, come il basilico, la menta o la citronella.
Fate inoltre attenzione, se avete animali, a cambiare spesso la loro acqua, per evitare che le loro ciotole diventino dei nidi per questi animali.

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