Allarme per il botulino in Italia, due morti a distanza di pochi giorni. Ecco cosa sta succedendo e quali sono i prodotti a rischio.
La morte di due persone a causa del botulino ha scatenato l’allarme in Italia, uno dei Paesi più esposti all’intossicazione. Secondo il sistema di sorveglianza nazionale del botulismo dell’Istituto superiore di sanità (Iss) si sono verificati 452 casi di botulismo confermati in laboratorio, in un complesso di 1.039 casi clinici sospetti, tra il 2001 e il 2020. Con 14 decessi nel ventennio il tasso di mortalità si è leggermente abbassato ma l’intossicazione resta ancora troppo diffusa nel Belpaese, principalmente di tipo alimentare. È proprio la tradizione culinaria italiana a incidere negativamente su questo tasso, insieme al mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie dei prodotti confezionati, che però colpisce in tutta Europa. Negli ultimi giorni le forze dell’ordine stanno procedendo al sequestro di numerosi alimenti confezionati o preparati da esercizi di ristorazione, ma le incontrollate preparazioni casalinghe non sono meno pericolose. Ecco cosa sta succedendo e quali sono i prodotti a rischio.
Cos’è il botulino
Si parla di botulino in riferimento al Clostridium botulinum, uno dei batteri maggiormente produttori di tossine botuliniche, veleni letali per l’essere umano. Basti pensare che 1 grammo di tossina botulinica di tipo A può uccidere 83 milioni di persone se somministrata per via endovenosa, circa 14.000 se ingerita.
L’intossicazione che ne consegue, detta botulismo, è infatti estremamente grave. Di fatto, ci sono 6 forme di botulismo, di cui appunto una alimentare, che è anche la più diffusa. In Italia, in base ai dati dell’Iss, il 91% delle intossicazioni è riconducibile a questa forma. Seguono poi l’8% di casi di botulismo infantile e appena l’1% per quello da ferita. A trasmettere la malattia, infatti, sono proprio gli alimenti non controllati, spesso considerati salubri e genuini, ma potenzialmente fatali.
Sintomi e pericoli
L’intossicazione da botulino può cominciare a manifestarsi tra 12 e 96 ore in media dall’assunzione degli alimenti contaminati, a seconda di vari parametri tra cui la quantità di tossine presenti. I primi sintomi neurologici includono la visione doppia, la difficoltà ad alzare le palpebre, l’offuscamento della vista e la secchezza delle fauci. Spesso il botulismo alimentare si manifesta però prima con sintomi generici, come nausea, vomito, crampi addominali e diarrea.
Il quadro clinico può poi peggiorare progressivamente portando a una paralisi discendente che comincia dalla testa, coinvolgendo eventualmente anche l’apparato respiratorio. In caso di sintomi sospetti, anche a distanza di settimane dal potenziale alimento contaminato, è bene contattare il centro antiveleni per valutare come agire o, a seconda dello stato di salute, recarsi immediatamente al pronto soccorso.
Prodotti a rischio, cosa succede in Italia
I batteri botulinici che contaminano il cibo sono diversi, ma finché non sono messi nelle condizioni di sviluppare le tossine non rappresentano un grave rischio. Ciò accade in presenza di queste circostanze:
- assenza di ossigeno;
- bassa acidità (preparazioni in cui non è possibile usare limone e aceto per esempio);
- alto contenuto di umidità;
- assenza di conservanti e di microrganismi che contrastano la produzione delle tossine.
Per queste ragioni, la maggior parte dei casi di botulismo alimentare deriva da preparazioni come conserve, confetture, marmellate, verdure sottolio o in acqua, conserve di pesce e carne. Ben l’80% dei casi italiani è dovuto a preparazioni casalinghe eseguite in maniera scorretta, ma entrambi i decessi di questo mese (una donna a Cagliari e un uomo a Cosenza) riguardano alimenti già pronti acquistati, che hanno scatenato due grossi focolai di botulino e indagini in corso per accertare le responsabilità. Tra i prodotti potenzialmente incriminati: broccoli, salsa al guacamole, salsiccia e cime di rapa.
Come si cura
Non esiste una vera e propria cura per il botulino, ma soltanto un antidoto contro le tossine botuliniche che serve ad arrestare l’intossicazione. Tutti i sintomi devono quindi essere trattati dal personale medico in modo specifico, con percorsi terapeutici personalizzati anche per recuperare quanto possibile i danni causati dalla malattia. I medici confermano che in media il recupero dal botulino è buono, anche se può richiedere molto tempo a seconda dei casi. Come spesso accade in queste situazioni, la tempestività di intervento aiuta molto a evitare complicazioni e semplificare la cura.
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