Viaggi in Inghilterra: tutte le regole per gli italiani

28 Luglio 2021 - 17:52

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In Inghilterra anche le persone vaccinate o con il green pass devono sottoporsi alla quarantena? Ecco tutte le regole per gli italiani che vogliono viaggiare nel Regno Unito.

Viaggi in Inghilterra: tutte le regole per gli italiani

Quali sono le regole per viaggiare in Inghilterra? A partire dal 19 luglio il Regno Unito ha detto addio a tutte le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria ma nonostante ciò, fortunatamente, la variante Delta sembra aver rallentato la sua corsa, tanto che i contagi sono in calo da diversi giorni. Questo la rende senza dubbio una meta molto allettante anche per le vacanze estive.

Gli ingressi nel Regno Unito, per il momento, sono consentiti solamente a delle precise condizioni a cui anche le persone già dotate del green pass europeo o vaccinate devono sottostare, anche se presto potrebbero arrivare delle novità. Vediamo dunque quali sono le regole per viaggiare in Inghilterra.

Viaggi in Inghilterra: le regole per gli italiani

Quali sono le regole per andare in Inghilterra? La situazione sta migliorando di giorno in giorno e proprio per questo motivo il governo britannico ha intenzione di allentare anche le misure restrittive per i viaggiatori in arrivo nel Regno Unito. Con l’uscita del Paese dell’Unione europea, il Regno Unito non accetta il green pass, dunque i viaggiatori in ingresso, anche se vaccinati, devono sottostare a ulteriori requisiti:

  • presentare il risultato negativo di un test COVID-19 effettuato nei tre giorni precedenti alla partenza. Il documento dovrà essere in lingua inglese, francese o spagnola e dovrà contenere oltre all’esito dell’esame anche “il nome del viaggiatore come indicato sul passaporto/carta d’identità, la data di nascita, la denominazione dell’esame effettuato e i recapiti del centro medico che lo ha effettuato”;
  • compilare un formulario online nei due giorni precedenti alla partenza, nel quale dovrà essere inserito anche un indirizzo specifico e un numero di telefono con cui poter contattare i viaggiatori;
  • osservare un periodo di isolamento cautelare di 10 giorni;
  • effettuare due test COVID-19 in occasione del secondo e dell’ottavo giorno di autoisolamento nel Paese. I test devono essere prenotati e pagati (ad un costo di 210£, ossia quasi 250€) prima dell’arrivo nel Paese.

A partire dal 31 luglio il governo britannico avrebbe intenzione di togliere l’obbligo di quarantena per tutti gli stranieri in arrivo nel Paese dagli Stati dell’Unione europea, tra cui l’Italia, e dagli Stati Uniti, secondo quanto riferito dalla Bbc.

Al momento tutti sono chiamati a rispettare l’Isolamento fiduciario ad eccezione dei britannici che hanno completato il ciclo di vaccinazione e che rientrano dall’Europa o dagli Stati Uniti.

Obbligo di quarantena per i viaggiatori nel Regno Unito

Tutti i viaggiatori provenienti dai paesi classificati come “Amber”, sono tenuti a rispettare una quarantena di 10 giorni presso un indirizzo privato. Secondo quanto riportato dal sito Viaggiare Sicuri, del Ministero degli Affari Esteri, la quarantena può essere ridotta a 5 giorni utilizzando l’opzione test-to-release, ossia sottoponendosi ad un test a pagamento durante il 5° giorno di auto isolamento.

Questa opzione ha come obiettivo quello di ridurre i tempi di auto isolamento ma non sostituisce i test obbligatori pre-partenza ed in occasione del 2° ed 8° giorno.

Le regole per il rientro in Italia

Stando all’ultima ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, in vigore fino al 30 luglio, tutte le persone che hanno soggiornato o transitato nel Regno Unito nei 14 giorni antecedenti al loro arrivo in Italia sono obbligati a sottoporsi ad una serie di misure. Questo vale dunque anche per i cittadini italiani che rientrano nel proprio paese dopo un viaggio in Inghilterra.

Nello specifico l’ordinanza impone di:

  • sottoporsi a test molecolare o antigenico nelle 48 ore antecedenti all’ingresso in Italia;
  • sottoporsi all’autoisolamento, rispettando una quarantena di 5 giorni presso l’abitazione o la dimora indicata nella dPLF (EU Digital Passenger Locator Form);
  • ripetere il tampone al temine dell’isolamento fiduciario.

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