Varianti Covid, l’OMS le rinomina con lettere greche: ecco perché

Martino Grassi

01/06/2021

01/06/2021 - 13:45

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di rinominare le varianti del Covid fino ad ora scoperte utilizzando delle lettere greche. Ecco il motivo della decisione.

Varianti Covid, l'OMS le rinomina con lettere greche: ecco perché

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di modificare il nome delle varianti Covid fino ad ora identificate. La decisione riguarderà sia quelle classificate come preoccupanti (Voc) che quelle d’interesse (Voi).

Adesso non si chiameranno più variante inglese o sudafricana, ma al loro posto saranno utilizzate delle lettere prese dall’alfabeto greco. Ma vediamo quali sono state le motivazioni che hanno portato alla decisione.

Varianti Covid, OMS le rinomina: i nuovi nomi

L’OMS ha fatto sapere di aver introdotto delle nuove etichette per riferirsi alle varianti del Covid-19: “Queste etichette sono state scelte dopo un’ampia consultazione e una revisione di molti potenziali sistemi di denominazione”. L’Organizzazione ha infatti convocato un selezionato gruppo di partner di tutto il mondo per farlo, al cui interno erano presenti anche esperti che si occupano di sistemi di denominazione esistenti, esperti di nomenclatura e tassonomia dei virus, ricercatori e autorità nazionali.

Adesso dunque la variante inglese di Sars-CoV-2 (B.1.1.7) si chiamerà Alpha, quella sudafricana (B.1.351) Beta, la brasiliana (P.1) Gamma e una delle sub-varianti di quella indiana (B.1.617.2) è Delta.

Perché l’OMS ha cambiato i nomi delle varianti Covid?

La decisione di modificare il nome delle varianti di Covid da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottostà a diverse motivazioni. In primo luogo la necessità di avere delle etichette semplici, facili da citare e ricordare per le varianti chiave del virus che causa Covid-19”.

La nuova nomenclatura tuttavia non andrà a sostituire i nomi scientifici, come ad esempio quelli assegnati dalle organizzazioni Gisaid, Nextstrain e Pango, dal momento che trasmettono delle importanti informazioni a livello scientifico, e proprio per questo motivo continueranno ad essere utilizzati nella ricerca. Tuttavia i nomi scientifici spesso “possono essere difficili da pronunciare e ricordare e sono soggetti a inesattezze nel modo in cui vengono riportate”.

I nuovi nomi inoltre hanno come obiettivo anche quello di slegare la variante dalla localizzazione geografica, dal momento che, come precisa l’OMS, “le persone ricorrono alla scelta di chiamare le varianti in base ai luoghi in cui vengono rilevate, il che è stigmatizzante e discriminatorio. Per evitarlo e per semplificare le comunicazioni pubbliche, l’Oms incoraggia le autorità nazionali, i media e tutti ad adottare queste nuove etichette”.

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