Vaccino Covid: quali Paesi lo avranno prima (e dov’è l’Italia)

Vaccino coronavirus: è lotta a chi lo riceverà per primo. Tutti i Paesi vogliono assicurarsi in anticipo centinaia di milioni di dosi, con la posta in gioco che non potrebbe essere più alta.

Vaccino Covid: quali Paesi lo avranno prima (e dov'è l'Italia)

C’è grande attesa per il vaccino anti-coronavirus, ma quale sarà il Paese che lo avrà per primo? A quasi un anno dallo scoppio della pandemia lo sviluppo di vaccini efficaci sta procedendo a ritmo spedito, e buoni risultati sono stati ottenuti da Pfizer, Moderna e AstraZeneca-Irbm solo per dirne alcuni.

Intanto, tra maxi accordi tra Big Pharm e governi, e finanziamenti miliardari, quella per il vaccino contro il Covid si configura sempre di più come una lotta a chi arriverà per primo e ne riceverà di più. Arrivare primi al vaccino anti-Covid potrebbe diventare una nuova moneta di potere geopolitico, come lo sono ora il petrolio e le armi nucleari. I governi vi faranno affidamento per rilanciare le loro economie e garantire la stabilità politica.

Ecco quali sono i Paesi che si stanno avvantaggiando in questa corsa e dove si colloca l’Italia.

Vaccino Covid: i primi Paesi a riceverlo

L’ago della bilancia pende a favore dei Paesi ricchi, quelli che possono creare vaccini, testarli, produrli e imbottigliarli, oltre che di quelli che hanno maggiori risorse economiche da investire in accordi di distribuzione.

Attualmente ci sono 11 vaccini candidati alla Fase 3 degli studi clinici, ossia che hanno iniziato i test sull’uomo su larga scala per valutare efficacia e sicurezza. Stati Uniti e Cina, con 4 vaccini ciascuna, guidano la classifica mondiale, ma anche l’Europa si trova in una posizione avvantaggiata.

Per quanto riguarda il vaccino Pfizer-BioNTech, efficace più del 90% nella prevenzione del Covid-19, se verrà approvato gli Stati Uniti saranno i primi a riceverlo, insieme a Regno Unito e Stati Ue.

La società ha firmato accordi anticipati con l’Ue per circa 200 milioni di dosi iniziali, a cui potrà essere aggiunta una seconda tranche di 100 milioni di flaconi. Stando a quanto annunciato, l’Italia riceverà 27 milioni di dosi all’inizio, con la distribuzione che prenderà il via a metà gennaio 2021.

Gli esperti di salute pubblica globale chiedono a gran voce che i Paesi ricchi considerino i vaccini anti Covid-19 un bene pubblico globale e di destinare finanziamenti e dosi ai Paesi più poveri. “Non solo i viaggiatori non vaccinati possono continuare a diffondere il virus, ma i nostri stessi interessi economici nazionali dipendono da popolazioni straniere sane che mantengono le catene di approvvigionamento globali”, ha detto Ruth Faden, esperta di bioetica presso la Johns Hopkins University. “I paesi ricchi si stanno concentrando principalmente sulla protezione delle proprie popolazioni ma è da miopi pensare che sia solo una questione nazionale”.

I Paesi che rischiano di restare indietro

Il timore delle agenzie sanitarie globali, che puntano a distribuire equamente il vaccino anti-coronavirus in tutto il mondo, è che gli accordi stretti tra alcuni Paesi con aziende come Pfizer, BioNtech, AstraZeneca e Moderna possano minare lo scopo, assicurandosi milioni di dosi per i propri cittadini a scapito dei Paesi più poveri o a rischio.

“Sarebbe ridicolo se le persone a basso rischio nei Paesi ricchi ricevessero il vaccino prima degli operatori sanitari in Sudafrica”, ha detto Christopher Elias, a capo della divisione dello sviluppo globale della Fondazione Bill & Melinda Gates.

Tuttavia il denaro e gli interessi nazionali possono vincere sul bene del mondo. Gli Stati Uniti e l’Europa, in particolare, stanno facendo ordini anticipati per centinaia di milioni di dosi di vaccini di successo, lasciando potenzialmente le briciole alle parti più povere del mondo. Secondo Medici Senza Frontiere “questa lotta globale ad accumulare vaccini dai Paesi ricchi può alimentare una pericolosa tendenza del nazionalismo dei vaccini”.

Per evitare uno scenario del genere l’OMS e altre organizzazioni internazionali hanno istituito COVAX (Covid-19 Vaccine Global Access), un meccanismo avanzato di impegno sul mercato per i vaccini anti-coronavirus. Lo scopo è garantire un accesso rapido ed equo ai vaccini in tutto il mondo e tutti i Paesi sono invitati a partecipare. Si tratta di uno strumento di gestione del rischio che aumenta le probabilità che uno o più vaccini di successo saranno disponibili in grandi quantità rapidamente dopo l’approvazione normativa per qualsiasi Paese che ne abbia bisogno.

I governi possono accedere a un ampio portafoglio di vaccini candidati utilizzando una gamma di piattaforme tecnologiche creando così un mercato più ampio per garantire la sicurezza della domanda.

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