Vaccino Covid, quando tocca ai giovani?

Fiammetta Rubini

5 Maggio 2021 - 10:56

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La campagna vaccinale, una volta finito con gli over 65, potrebbe cambiare, abbandonando le fasce d’età prioritarie. Quando toccherà ai giovani? Ecco il piano di Figliuolo.

Vaccino Covid, quando tocca ai giovani?

Vaccinare i giovani il prima possibile è un’operazione necessaria. Sono i ragazzi, infatti, a star pagando da oltre un anno uno dei prezzi più alti della pandemia, tra scuole, università e palestre chiuse, impossibilità di viaggiare e stop alla vita sociale. E sono loro, spesso, a portare il virus a casa. Garantendo ai più giovani il vaccino per il Covid, non solo l’estate potrebbe essere più libera e con meno restrizioni, ma si può sperare in un più rapido ritorno alla normalità.

Il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo ha detto che la campagna vaccinale potrebbe cambiare nei prossimi mesi: una volta terminate le somministrazioni del vaccino Covid per gli over 65, si passerà ai giovani.

L’ipotesi è quella di eliminare (in parte) il criterio delle fasce d’età per aprire a tutti la possibilità di ricevere il vaccino. Ma ciò sarà possibile soltanto in presenza di alcune condizioni: in primis, la reale disponibilità dei vaccini e il rispetto dei tempi di consegna.

Considerando le nuove forniture in arrivo a maggio e il potenziamento della campagna vaccinale in Italia, è già possibile stabilire una data entro la quale i vaccini saranno somministrati anche ai giovani?

Vaccino Covid, quando tocca ai giovani?

Maggio sarà un mese di transizione, e giugno si prospetta come il mese della svolta. Il progetto di Figliuolo è finite con gli over 65 e poi, con l’arrivo massiccio di nuove dosi (tra il 5 e il 7 maggio previste oltre 2 milioni di dosi Pfizer, per un totale di 15-17 milioni di dosi entro fine mese, e di 30 milioni di dosi a giugno, ndr), aprire alle somministrazioni senza fasce d’età e senza prenotazione.

Quando verrà messa in sicurezza una massa critica di over 65 - ha dichiarato il commissario straordinario per l’emergenza Figliuolo - si aprirà a tutti in maniera parallela, dando spazio alle aziende, a coloro i quali in questo momento hanno messo a disposizione i loro spazi per la cittadinanza, inviando le dosi e aprendo in maniera contemporanea per far ripartire il Paese dando spazio e respiro alle classi produttive”. Ciò significa che il turno dei giovani si avvicina: presto potrebbero ricevere anche loro il vaccino contro il Covid.

Non si eliminerà completamente la priorità per anzianità, ma si potrebbe adottare la strategia del Lazio - come anticipa il Messaggero -, che prevede l’apertura della campagna alle fasce d’età a scendere più giovani ancor prima di terminare le fasce superiori. In questo modo verrebbe garantito un flusso di vaccinazioni continuo.

Stabilire una data per la vaccinazione dei giovani, ad oggi, non è possibile, ma si possono definire due condizioni che permetteranno di estendere la campagna vaccinale anche ai più giovani:

  • la prima prevede l’immunizzazione dei cittadini over 65, mettendo in sicurezza le categorie più fragili e anziane;
  • la seconda riguarda una disponibilità di dosi maggiore soprattutto nel secondo trimestre dell’anno, tale per cui si potrà procedere in maniera parallela.

Come verranno vaccinati i più giovani

In vista delle vacanze si sta pensando all’ipotesi di utilizzare luoghi ad hoc per fare le vaccinazioni in estate per chi è in villeggiatura, come “strutture presso centri montani o estivi, che potrebbero dare un appeal a quel tipo di utenti”.

Ma anche ai vaccini nelle scuole. “Fare la vaccinazione nelle scuole ai ragazzi? Ci stiamo pensando, come si faceva una volta negli anni ’70” ha detto Figliuolo. Ma prima di poter fare il vaccino anti-Covid nelle scuole bisognerà approvare i farmaci per gli under 16 (al momento solo Pfizer è consigliato dai 16 anni in su, mentre AstraZeneca e J&J dai 18 anni).

Vaccino Covid ragazzi 12-15 anni: atteso l’ok dell’Ema

Al momento gli studi più avanzati sui vaccini in bambini e adolescenti riguardano i sieri a mRNA, quindi Moderna e Pfizer. Quest’ultima, alla luce dei risultati positivi ottenuti sulla fascia 12-15 anni, si sta preparando a chiedere l’autorizzazione a FDA ed EMA. Nella più rosea delle ipotesi le somministrazioni nei giovanissimi inizierebbero a giugno.

Perché è importante vaccinare i giovani

Nella campagna di vaccinazione italiana è stata data la priorità nelle somministrazioni a tutto il personale medico e sanitario, ai dipendenti e agli ospiti delle Rsa, agli anziani e ai soggetti più fragili e vulnerabili. E se molti giovani sono stati già vaccinati o in procinto di esserlo poiché lavorano nelle scuole, nei luoghi di comunità, nei servizi essenziali o nelle forze dell’ordine, per tutti gli altri giovani non facenti parte di queste categorie e in buona salute i tempi d’attesa saranno più lunghi.

Al tempo stesso, però, si è fatta sempre più urgente la necessità di vaccinare le categorie più giovani, che tra le altre cose sono anche il nuovo target colpito dalle varianti.

Nella seconda e nella terza ondata del coronavirus, le varianti sono diventate la forma predominante di contagio ed è noto ormai come colpiscano soprattutto la popolazione più giovane (nella fascia compresa tra i 25 e i 40 anni).

A mettere in guardia è stato Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene presso l’Università di Pisa, secondo il quale “i numeri sono da record soprattutto tra i più giovani, gli anziani invece al momento mostrano un tasso di incidenza più basso, sia come contagio sia come decessi”.

Al tempo stesso, come ha sottolineato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nell’intervista al Messaggero, i giovani sono la categoria sociale che si sposta maggiormente, socializza e frequenta locali, bar, ristoranti e (quando riapriranno) discoteche. Di qui la necessità di immunizzarli.

Covid e giovani, il 75% di essi è disposto a vaccinarsi

In vista dell’estensione delle vaccinazioni anche alla popolazione più giovane e con l’avvicinarsi dell’estate, sul portale di Skuola.net è stato pubblicato un sondaggio, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università Sapienza di Roma, sulla disponibilità dei giovani a vaccinarsi.

Il dato più significativo è che il 75% dei ragazzi tra gli 11 e i 30 anni ha dimostrato apertura alla vaccinazione e disponibilità verso la somministrazione. Un buon 54,6% degli intervistati, inoltre, si è dimostrato convinto di effettuare la vaccinazione, mentre soltanto il 19,8% si è dimostrato favorevole ma dubbioso.

Sul fronte dei contrari, infine, il 10,1% dei ragazzi ha espresso chiaramente il proprio “no” alla vaccinazione, ma senza escludere la possibilità di cambiare idea. Solo il 6,7% si è dimostrato assolutamente contrario alla vaccinazione.

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