Vaccino Covid: alleanza Cina-Russia alla conquista dei Paesi in via di sviluppo

Riccardo Lozzi

12/05/2021

25/05/2021 - 15:57

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Cina e Russia sono pronte ad aumentare la propria influenza sui Paesi in via di sviluppo attraverso l’utilizzo della “diplomazia del vaccino” contro il Covid-19.

Vaccino Covid: alleanza Cina-Russia alla conquista dei Paesi in via di sviluppo

Si fa sempre più forte l’alleanza tra Cina e Russia che, sui vaccini anti-Covid , sembra puntare in maniera ancora più decisa alla conquista dei Paesi in via di sviluppo, cercando di levarli al tempo stesso dall’influenza dell’occidente e, soprattutto, degli Stati Uniti.

Questo è quanto emerge secondo diversi analisti internazionali negli accordi tra Xi Jinping e Putin, i quali avrebbero visto in questa pandemia un’opportunità irripetibile nel riuscire a portare queste nazioni dalla loro parte, in uno scontro geopolitico sempre più duro e polarizzato.

Infatti, a differenza degli Stati occidentali, i quali stanno pensando ad accumulare un numero di dosi anche superiore a quello necessario per i propri cittadini, milioni di dosi di Sputnik V, Sinovac e Sinopharm sono stati già distribuiti anche alle nazioni da sempre alleate degli USA.

Al tempo stesso, i media russi e cinesi starebbero portando avanti una campagna di disinformazione per screditare i vaccini come Pfizer e AstraZeneca, pubblicizzando le notizie sulle morti avvenute a causa dell’inoculazione di tali farmaci, così da ottenere un guadagno di immagine dei propri sieri contro il coronavirus.

Vaccino Covid: alleanza Russia-Cina sempre più forte

Anche se i diretti interessati hanno negato in più di un’occasione, sostenendo di essere impegnate in azioni umanitarie, Cina e Russia starebbero attuando quella che viene denominata la “diplomazia del vaccino”.

Una tesi rilanciata anche dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale, in una conferenza stampa dello scorso febbraio, aveva puntato il dito specialmente contro Mosca.

A quanto risulta, infatti, solamente il 5,9% della popolazione russa ha ricevuto le due dosi di vaccino, nonostante lo Sputnik sia stato il primo al mondo a essere stato sviluppato.

Anche il livello di immunizzazione dei cittadini cinesi non è tra i più alti, con 300 milioni di dosi somministrate, secondo i dati ufficiali del 7 maggio, su 1,412 miliardi di abitanti.

Diplomazia del vaccino per conquistare i Paesi in via di sviluppo

Come viene suggerito dagli osservatori, Xi Jinping e Putin avrebbero favorito in questa fase le esportazioni dei vaccini piuttosto che procedere alla distribuzione all’interno dei propri confini nazionali, totalmente all’opposto di quanto fatto dai Paesi occidentali, poiché intenzionati a sfruttare al meglio questa finestra temporale per la propri politica estera.

Non solo. La Federazione Russa non avrebbe le risorse interne per riuscire a realizzare autonomamente la realizzazione delle dosi già promesse a questi Stati e a correrle in aiuto sarebbe proprio la Repubblica Popolare, la quale ha già messo a disposizione i propri stabilimenti di produzione.

Quindi diverse dosi dello Sputnik V saranno così Made in China, portando a una relazione sempre più stretta tra Mosca e Pechino.

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