Vaccino Covid, la Norvegia mette in guardia sugli effetti collaterali

Martino Grassi

16 Gennaio 2021 - 17:01

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La Norvegia mette in guardia sugli effetti collaterali dei vaccini, dichiarando che possono rischiosi per le persone anziane e fragili.

Vaccino Covid, la Norvegia mette in guardia sugli effetti collaterali

La Norvegia mette in guardia sui possibili effetti collaterali dei vaccini, ritenendoli rischiosi per le persone anziane e per i malati terminali. Al momento si tratta della dichiarazione più prudente e maggiormente cauta mai fatta da un’autorità sanitaria europea.

Dai funzionari norvegesi infatti arriva la notizia che 23 persone sono morte poco dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino. 13 persone decedute sono state sottoposte ad autopsia e i risultati hanno suggerito che gli effetti collaterali del vaccino possono aver contribuito a creare delle gravi reazioni nelle persone anziane e fragili.

Vaccino Covid, Norvegia mette in guardia sui rischi

“Per le persone con la fragilità più grave, anche effetti collaterali del vaccino relativamente lievi possono avere gravi conseguenze, è quanto ha dichiarato l’Istituto norvegese di sanità pubblica, precisando che “per coloro che hanno comunque una vita residua molto breve, il beneficio del vaccino può essere marginale o irrilevante”.

Anche il capo dell’Agenzia Europea per i Medicinali ha dichiarato che il monitoraggio della sicurezza dei vaccini impiegati contro il coronavirus, sarà una delle sfide più grandi che si dovranno compiere, una volta che saranno diffusi su larga scala, soprattutto quelli che si affidano a nuove tecnologie, come l’mRNA.

Intanto Pfizer e Moderna sono al lavoro con il regolatore norvegese per vederci chiaro su quali siano stati effettivamente le cause dei decessi, ha fatto sapere Pfizer, aggiungendo che “il numero di incidenti finora non è allarmante, e in linea con le aspettative", ha detto Pfizer.

Al momento la Norvegia ha somministrato la prima dose di vaccino a circa 33.000 persone, iniziando dalle persone considerate maggiormente a rischio, tra cui gli anziani. Su 29 casi di potenziali effetti presi in esame dalle autorità norvegesi, circa tre quarti erano composti da persone con più di 80 anni, ha fatto sapere il regolatore attraverso un rapporto pubblicato il 14 gennaio.

L’incidenza delle reazioni allergiche

Per il momento infatti anche le reazioni allergiche registrate sono state estremamente rare. Negli Stati Uniti, dopo la somministrazione di circa 1,9 milioni di dosi di Pfizer, sono stati riferiti solamente 21 casi di gravi reazioni allergiche, secondo i dati diffusi dal Centers for Disease Control and Prevention.

Anche in Francia un paziente fragile è deceduto all’interno di una casa di cura a distanza di due ore dalla somministrazione del vaccino, tuttavia le autorità hanno precisato che la morte non sembra essere collegata alla vaccinazione. Lo scorso giovedì invece l’agenzia francese per la sicurezza farmaceutica ha riportato giovedì quattro casi di gravi reazioni allergiche e due anomalie cardiache a seguito della vaccinazione.

Infine nel Regno Unito, il Paese che ha somministrato il maggior numero di vaccini nel Vecchio Continente, le autorità sanitarie hanno fatto sapere che prenderanno in considerazione i dati sulla sicurezza, pubblicando eventuali reazioni sospette in modo regolare, ha detto la Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency. Il primo rapporto sulla sicurezza a livelli europeo del vaccino di Pfizer invece sarà pubblicato con molta probabilità verso la fine di gennaio, ha precisato il comitato dei medicinali.

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