Vaccini Covid: questi numeri svelano cosa ostacola (ancora) il ritorno alla normalità

Violetta Silvestri

16 Ottobre 2021 - 11:18

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I numeri sulla somministrazione mondiale del vaccino anti-Covid ci svelano il punto di debolezza della campagna di immunizzazione. Senza una protezione più ampia, la pandemia non finirà.

Vaccini Covid: questi numeri svelano cosa ostacola (ancora) il ritorno alla normalità

Il bollettino aggiornato sulla pandemia e sui vaccini Covid nel mondo svela che i contagiati a livello globale sono ormai più di 240 milioni e le dosi somministrate oltre 6 miliardi.

Numeri enormi, che si traducono in due temi cruciali: il coronavirus non è ancora sconfitto e c’è troppa disuguaglianza nella disponibilità e distribuzione dei sieri vaccinali.

Il presidente dell’OMS Tedros Adhananom Ghebreyesus ha dichiarato a un forum del FMI che il mondo è in ritardo sugli obiettivi di immunizzare il 40% della popolazione globale entro la fine di quest’anno e ha criticato i Paesi ricchi per aver approvato il terzo richiamo quando gran parte del mondo deve ancora ricevere una singola dose di vaccino.

Nel dettaglio di seguito, i numeri sul vaccino che svelano cosa ancora impedisce al mondo il ritorno per tutti alla normalità.

Vaccino Covid: in questi dati la debolezza del mondo contro il virus

Non è un tema nuovo, ma è rimasto sul tavolo delle discussioni senza concrete soluzioni secondo diversi analisti: stiamo parlando del divario nella distribuzione e somministrazione dei vaccini.

Alcuni numeri, messi a nudo dall’ISPI, ci aiutano a capire l’entità del problema:

  • 6 miliardi di dosi somministrate in 184 Paesi;
  • 77% di iniezioni nelle economie avanzate;
  • 0,5% dosi iniettate nei Paesi a basso reddito;
  • consegne previste per le nazioni più povere entro il 2021 da 1,9 a 1,4 miliardi di dosi;
  • 40% della popolazione africana sarà vaccinato solo a marzo 2022

Immunizzare il 40% della popolazione mondiale entro la fine dell’anno in corso, come aveva auspicato l’OMS, sembra dunque irrealistico. Solo a settembre, l’obiettivo di vaccinare almeno il 10% degli abitanti di un Paese è stato mancato in 56 Stati e il 70% di questi sono africani.

Il grafico che segue è eloquente nel mostrare il gap nell’immunizzazione mondiale:

Distribuzione vaccini mondo Distribuzione vaccini mondo

A volte in Paesi come quelli africani si aggiunge un generale scetticismo nei confronti della sanità e delle cure internazionali (dovute anche a fallimenti subiti nel tempo) alla scarsa disponibilità di dosi.

Non solo, la carenza di infrastrutture adeguate per la conservazione dei sieri può aggravare la situazione. In Uganda, per esempio, 3 milioni di dosi sono inutilizzate e stanno per scadere (qui soltanto 400mila persone, l’1% della popolazione, ha ricevuto il vaccino).

La fragilità del mondo senza uguaglianza nei vaccini

La questione dell’equa distribuzione dei vaccini nel mondo è innanzitutto etica, ma da essa dipende anche fortemente l’andamento economico.

Il FMI ha affermato che un “grande divario vaccinale” sta mantenendo i Paesi in via di sviluppo impantanati in una bassa crescita mentre lottano con alti tassi di infezione.

Questo, insieme ai colli di bottiglia della catena di approvvigionamento, alla carenza di semiconduttori e alle pressioni sui prezzi nelle economie avanzate, ha spinto il Fondo Monetario Internazionale a ridurre le sue previsioni di crescita globale per il 2021.

Il gruppo dei Paesi G7, per esempio, ha finora consegnato solo circa il 15% delle dosi promesse e la Cina ha donato 71 milioni di vaccini, mentre 1 miliardo sono state vendute.

L’avviso è stato chiaro: se non si vaccinerà il 40% della popolazione mondiale entro il 2021, il PIL globale nei prossimi 5 anni potrebbe perdere 5.300 miliardi di dollari. Oltre ad aggravarsi disuguaglianza, povertà, frustrazione sociale.

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