Ubi Banca: da Associazione Azionisti via libera all’offerta di Intesa Sanpaolo

L’Associazione Azionisti di Ubi Banca valuta positivamente l’offerta di scambio avanzata da Intesa Sanpaolo. Di seguito le ragioni dietro la scelta del sodalizio.

Ubi Banca: da Associazione Azionisti via libera all'offerta di Intesa Sanpaolo

Dopo il no del patto Car, è da poco arrivata la notizia che l’Associazione Azionisti Ubi si è espressa in merito all’offerta di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sulla totalità delle azioni Ubi Banca.

Se ieri i membri del patto Car, che insieme rappresentano circa il 18% del capitale societario di Ubi Banca, avevano definito “ostile e inaccettabile” la proposta avanzata dall’istituto guidato da Carlo Messina (L’offerta di Intesa? I soci storici di UBI dicono no), oggi parere diverso arriva dall’Associazione Azionisti Ubi.

Associazione Azionisti Ubi: da offerta Intesa spunti di sviluppo

L’associazione ha da poco emesso una nota in cui ha valutato “nel complesso positivamente le finalità e i contenuti dell’Offerta pubblica di scambio proposta da Intesa Sanpaolo”.

L’associazione ritiene che “l’operazione potrà garantire tanto agli stakeholders della nostra Banca che al sistema Paese, anche in considerazione di potenziali futuri contesti di crisi, nuovi e notevoli spunti di solidità e sviluppo, creditizio e sociale”.

Associazione Azionisti Ubi: effetti positivi da OPS Intesa

Rimarcato il rispetto, ha detto il presidente dell’Associazione Azionisti Ubi Banca, Giorgio Jannone, “per tutte le variegate posizioni che sono state rese pubbliche negli ultimi giorni”, l’associazione ritiene che l’OPS di Intesa Sanpaolo abbia “indubbiamente comportato, sin dagli esordi, effetti oggettivamente positivi, con potenzialità prospettiche di assoluto rilievo”.

Jannone, che esprime anche giudizio negativo sul recente piano industriale (valutato “del tutto insoddisfacente in termini di ritorno economico”), sottolinea che “il giudizio positivo delle Autorità di Vigilanza e dei mercati e il conseguente apprezzamento del titolo vanno, doverosamente, tenuti in considerazione”.

L’aggregazione con Intesa Sanpaolo, conclude la nota, “dovrà senz’altro rendere più esplicito il mantenimento dei consolidati legami con il territorio e garantire una migliore gestione delle risorse umane della nostra banca, ma non potrà che agevolare la verifica e il rinnovamento della governance, la copertura (senza ulteriori iniezioni di capitale da parte dei soci) degli ingenti crediti in sofferenza, più volte stigmatizzati dalla Bce, e il conseguente rafforzamento dei parametri patrimoniali ossia proprio quegli stessi obiettivi che rappresentano il cardine delle nostre finalità statutarie".

Ubi Banca: a breve anche gli altri due patti valuteranno l’offerta di Intesa

Dopo il no all’OPS, Mario Cera, uno dei principali esponenti del patto Car, ha fatto sapere di non escludere una possibile salita nel capitale dell’istituto (la quota, secondo i ben informati, potrebbe salire al 20%).

Secondo le indiscrezioni raccolte dalle agenzie, a breve anche gli altri due patti presenti nel capitale di Ubi, il Sindacato Azionisti Ubi Banca (8,4% del capitale) e il Patto dei Mille (1,6%) si riuniranno per valutare l’offerta avanzata da Intesa Sanpaolo (il d-day dovrebbe esser stato fissato a lunedì 24 febbraio).

In negativo nella prima parte, al momento le azioni Ubi Banca quotano sopra la parità a 4,235 euro (+0,12%).

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