USA contro Fed sui fondi economici: Stati Uniti verso il collasso?

Duro scontro tra l’amministrazione Trump e la Fed: il segretario al Tesoro Mnuchin ha bloccato il programma di aiuti della banca centrale. Ora l’economia USA rischia davvero il tracollo?

USA contro Fed sui fondi economici: Stati Uniti verso il collasso?

USA sempre più nel caos: è battaglia tra amministrazione Trump e Fed. E a farne le spese potrebbe essere la ripresa economica della potenza americana.

I due principali responsabili dell’economia, infatti, si sono scontrati sull’opportunità di preservare i programmi di prestito erogati con l’epidemia: un raro - e pericoloso - momento di discordia mentre la nazione affronta il rischio di una nuova recessione stimolata dal risorgente coronavirus.

In una lettera al presidente della Fed Jerome Powell, Mnuchin ha stoppato di fatto il piano di aiuti stabilito con la banca centrale. Non ce n’è più bisogno secondo il segretario al Tesoro. Incredulità dalla Federal Reserve: il rischio collasso economico è grave senza stimoli.

Cosa sta succedendo negli Stati Uniti? L’economia reggerà?

USA: è scontro con la Fed. Cosa è successo?

Non bastano le incertezze sul voto, il combattivo Trump con le sue battaglie legali contro Biden, lo stallo del piano di stimoli fiscali e l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria, con chiusure in alcuni Stati: gli USA ora sfidano la Fed.

L’ultima mossa dell’amministrazione repubblicana rischia di trasformarsi in un boomerang per Biden, che, probabilmente, una volta insediato, dovrà rimodulare il piano di crescita economica in una nazione indbeolita. E ristabilire i contatti con la Federal Reserve.

I rapporti tra la Casa Bianca e Powell, infatti, sono ai ferri corti. Ieri, il segretario al Tesoro Mnuchin ha inviato una esplicita lettera alla Fed con questa decisione:

i 455 miliardi di dollari stanziati con il CARES Act la scorsa primavera, gran parte dei quali impiegati dalla Fed per sostenere prestiti a imprese, organizzazioni non profit e Governi locali colpiti dalla crisi, devono essere riconsegnati al Congresso.

Il loro obiettivo è esaurito e non esistono le condizioni che possano giustificarne una continuazione secondo l’amministrazione Trump.

Chiedo che la Federal Reserve restituisca i fondi inutilizzati al Tesoro”, ha detto Mnuchin nella missiva, rifiutandosi di estendere i programmi che la banca centrale ha definito invece fondamentali per garantire il flusso di credito a tutte le parti dell’economia durante la peggiore recessione in un secolo.

La decisione arriva mentre i dati mostrano che la rapida ripresa iniziale da un crollo economico-finanziario sta svanendo, con oltre 10 milioni di persone che avevano un lavoro a gennaio e che ancora non sono ricollocati.

La reazione degli investitori all’accaduto è stata rapida, con il timore che la decisione colpirà gli stessi mercati: i futures sull’indice S&P 500 sono scesi dello 0,5% all’inizio delle negoziazioni di venerdì in Europa, con la domanda dei beni rifugio che ha fatto salire titoli del Tesoro e abbassare i rendimenti.

Economia USA al collasso?

La Fed ha immediatamente fatto sapere che riteneva importante mantenere l’intero programma fino al 2021. Il disaccordo, quindi, è evidente e inusuale.

I capi del Tesoro e i presidenti della Fed in genere si coordinano nei momenti di crisi, lavorando in sincronia per garantire che i finanziamenti funzionino senza intoppi.

Le due parti erano strettamente collegate nei salvataggi dell’industria finanziaria e automobilistica più di dieci anni fa. E si sono uniti di nuovo nel pacchetto di sostegno economico del Cares Act del marzo 2020, che ha utilizzato denaro del Governo per finanziare i backstop della Fed per tutto, dalla finanza municipale a quella aziendale, dopo che i mercati si sono piegati quando la pandemia ha inferto i suoi colpi.

Ora, Mnuchin vuole indietro una parte dei soldi, sostenendo che molti mercati non corrono più il rischio di bloccarsi e quindi non hanno bisogno di ulteriori aiuti.

Quale rischio sta correndo la potenza USA con questa “guerra”? Le divisioni tra i principali attori economici minino innanzitutto la fiducia in un momento in cui la crescita sta rallentando.

L’allarme è chiaro: c’è la possibilità che PIL lordo si riduca in questo trimestre e anche nel prossimo. Anche l’economia è destinata a rallentare senza stimoli fiscali.

Raphael Bostic, presidente della Fed Bank di Atlanta ha messo in guardia:

“Visto dove si trova l’economia - e c’è ancora così tanta incertezza - è prudente mantenere stimoli aperti in modo che le persone, se hanno stress, possono attingere ad essi.”

Tony Fratto, che ha lavorato al Tesoro e alla Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush, è stato più incisivo:

“Questa è una violazione inquietante in un momento critico per l’economia. Abbiamo bisogno che tutte le braccia del Governo lavorino insieme e invece stiamo assistendo a un completo collasso”.

Con Biden attesi nuovi stimoli e accordo con la Fed

Dai democratici sono giunte dichiarazioni contrarie all’atto di Mnuchin, definito assolutamente non giustificato.

Ora la palla sulla questione potrebbe passare al nuovo Governo. L’amministrazione del presidente eletto Joe Biden potrebbe cercare di rinnovare i programmi o premere sul Congresso per autorizzare nuovi finanziamenti, quando entrerà in carica a gennaio.

Intanto, il vincitore delle elezioni ha detto giovedì di aver preso una decisione su chi nominare come segretario al Tesoro.

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