Il dollaro rischia di perdere la sua arma più efficace? Ecco cosa sta davvero cambiando.
L’ultimo ritorno di fiamma dell’imperialismo a stelle e strisce firmato Donald Trump non sembra piacere ai mercati valutari.
Il dollaro ha perso terreno rispetto alle principali valute dopo che il presidente statunitense ha evocato l’ipotesi di assumere il controllo della Groenlandia, e ha continuato a indebolirsi anche dopo il successivo dietrofront. Il punto, però, non è che le tensioni geopolitiche possano davvero spodestare il dollaro come valuta dominante globale, quanto piuttosto che possano erodere uno dei suoi principali vantaggi: il potere di sorveglianza finanziaria e di imposizione delle sanzioni.
Dalla fine del 2024, il biglietto verde ha perso circa il 13% contro l’euro. Molti attribuiscono questo calo ai dazi del cosiddetto “Liberation Day” annunciati da Trump nell’aprile dell’anno precedente. Tuttavia, la discesa era iniziata già due mesi prima, poco dopo che il vicepresidente JD Vance aveva lasciato intendere un ridimensionamento dell’impegno di Washington nella difesa dell’Europa. I mercati sembrano quindi collegare una politica estera più ripiegata su sé stessa a un possibile indebolimento del ruolo internazionale del dollaro: se la “polizia del mondo” arretra, anche l’uso globale della sua moneta potrebbe ridursi. [...]
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA