UBI Banca, stop a governance duale. Si passa a sistema monistico

L’Assemblea dei soci di UBI Banca ha scelto un modello più snello con un Consiglio a 15 membri e un minicomitato per il controllo di gestione

UBI Banca, stop a governance duale. Si passa a sistema monistico

Una “svolta storica e di spessore” per UBI Banca che dice addio al sistema duale, optando per un modello di governance monistica.

A parlare di nuova stagione per la SpA, il presidente del Consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio che ha accolto positivamente l’ok dell’assemblea dei soci.

Convocata questa mattina a Bergamo, l’assemblea ha approvato il nuovo Statuto sociale in relazione all’adozione del modello monistico di amministrazione e controllo con il 99,8%, pari al 43,275% del capitale sociale.

Si è detto contrario soltanto lo 0,1258%, mentre gli astenuti sono stati lo 0,007% del capitale presente.

Cosa prevede la nuova governance di UBI Banca

Il nuovo modello di governance di UBI Banca è più snello e prevede un unico Consiglio a 15 membri (tra cui un presidente, un vicepresidente e il consigliere delegato) e un Comitato per il controllo di gestione ridotto a 5. Due terzi dei consiglieri saranno indipendenti, mentre fino a 3 membri saranno tratti dalle liste di minoranza. La durata è fissata in tre esercizi.

La nuova gestione, più consona all’attuale assetto azionariato della banca, oggi per il 50% del capitale in mano a investitori istituzionali, ha l’obiettivo di una semplificazione degli iter deliberativi e una maggiore efficacia dei flussi informativi attraverso una compresenza nel Cda delle funzioni di supervisione, gestione e controllo.

“In passato alcuni consiglieri fecero di tutto per non far passare queste modifiche, noi siamo andati avanti e ora siamo qui. Ringrazio, in particolare, i consiglieri degli ultimi due mandati che hanno portato insieme alla banca a questo grande risultato”,

ha commentato Andrea Moltrasio illustrando la riforma. Positiva anche la reazione dell’ad Victor Massiah, che con la nuova governance punta a nuovi ricavi e magari a superare Intesa, garantendosi un posto in prima linea.

“Dal 2007 ad oggi abbiamo ridotto i costi del 30%, oltre il 27% per la precisione negli ultimi 10 anni. L’efficientamento resta un discorso fondamentale, ma ancora non è abbastanza. La squadra deve essere orientata a incrementare i ricavi. Proseguiremo nella riduzione dei costi, ma anche nella continua ricerca di questi ricavi”,

il commento dell’amministratore delegato.

Il nuovo assetto azionario

Il primo azionista di UBI Banca è oggi Silchester International Investors che detiene l’8,10% del capitale sociale. La Fondazione Banca del Monte Lombardia si attesta al 3,95%, invariate invece le quote degli altri soci con la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo con il 5,910%, Hsbc H. il 4,236%, Capital Research Management il 4,8908%, mentre Edoardo Mercadante detiene una posizione lunga del 5,091%.

IBI Banca pronta a rinnovare il board

Ad aprile la banca sarà interessata dal rinnovo degli organi sociali. Sia l’ad Victor Massiah, sia Moltrasio, sia il presidente del Consiglio di gestione, Letizia Moratti, si dicono interessati a una nuova candidatura. Per ‘amore della banca’ saranno a disposizione degli azionisti.

Intanto, UBI non vede in questa fase alcun impatto significativo dell’allargamento dello spread sul proprio capitale e sull’accesso al funding, tuttavia i vertici dell’istituto di credito non negano che la dimensione dello spread sia un rischio per il Paese, anche in termini di ostacolo per la sua crescita. Non è un tema caldo, almeno per ora, invece, quello delle fusioni tra banche, compresa una vociferata con Mps.

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