Trump: tutti gli affari con la Cina nell’inchiesta del NYT

L’inchiesta del New York Times sugli affari in Cina di Donald Trump, dove ha pagato più tasse che negli Stati Uniti.

Trump: tutti gli affari con la Cina nell'inchiesta del NYT

Uno dei punti cardine dell’agenda politica di Donald Trump è sicuramente la rivalità con la Cina. Su questo tema il presidente americano ha più volte attaccato lo sfidante Joe Biden in vista delle elezioni USA 2020, accusandolo di avere un atteggiamento troppo soft nel suo programma nei confronti del governo di Pechino.

Dal punto di vista privato, però, il rapporto tra Trump e la Repubblica Popolare sembra meno aggressivo di quanto appare in pubblico, come svelato dall’inchiesta del New York Times sugli affari del tycoon in Cina.

Tutti gli affari in Cina di Donal Trump

Trump avrebbe diverse attività di business in Cina, tanto da aver aperto un conto corrente a nome della Trump International Hotels Management L.L.C. tra il 2013 e il 2015.

Inoltre, i registri fiscali ottenuti dal quotidiano newyorkese mostrano che in questo periodo avrebbe pagato 188,561 dollari di tasse, a fronte dei 750 dollari di contributi versati negli Stati Uniti.

Al momento The Donald non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica in merito, mentre a rispondere alle domande del Times è stato Alan Garten, avvocato della Trump Organization.

Il legale della compagnia dell’attuale inquilino della Casa Bianca ha affermato che la società aveva aperto il conto dopo aver installato un proprio ufficio in Cina, con l’obiettivo di esplorare un potenziale business nel settore alberghiero in Asia.

Garten ha poi dichiarato come nessuna opportunità economica si sia effettivamente concretizzata, nonostante non sia mai stata disposta la chiusura del conto corrente, di cui non è noto il nome della banca che lo ospita.

L’inchiesta del NYT

Si tratta certamente di rivelazioni che possono scalfire la corsa di Trump alla caccia di una riconferma il prossimo 3 novembre.

Soprattutto se messe in relazione alle accuse rivolte al figlio di Biden e i suoi affari nel Paese asiatico dopo aver accompagnato il padre, allora vicepresidente, in un viaggio ufficiale a Pechino nel 2013.

Per quanto riguarda Joe Biden nelle sue comunicazioni finanziarie pubbliche non c’è traccia di alcun rapporto d’affari con il Dragone, mentre lo stesso non si può dire per il leader repubblicano.

Conflitto d’interessi Trump-Cina?

Infatti, nonostante abbia cominciato ad entrare nel mercato cinese già nel 2006, le approvazioni alle sue diverse domande di registrazione di marchi della sua galassia sono arrivate in seguito alla vittoria del 2016.

Anche la figlia Ivanka ha ottenuto l’approvazione del proprio brand dopo essere entrata nello staff della Casa Bianca.

Inoltre, negli ultimi 4 anni, si sono registrati diversi investimenti da parte di ricchi acquirenti cinesi nei suoi hotel a Las Vegas e Vancouver, insieme all’acquisto da parte della donna d’affari Xiao Yan Chen di un attico a Manhattan della società immobiliare di Trump, per un valore di 15,8 milioni di dollari.

Una serie di notizie che certamente rendono più sbiadita l’immagine di duro e puro che in questi anni di presidenza USA si è cucito addosso.

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Cina Donald Trump

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