Il punto di vista della GenZ sulla politica

Il punto di vista della GenZ sulla politica

di Marta De Vivo e Paolo Di Falco

Tra torture, Legion d’onore e l’acquisto di armi il regime di al Sisi va avanti: da che parte stiamo?

Paolo Di Falco

16 dicembre 2020

Tra torture, Legion d'onore e l'acquisto di armi il regime di al Sisi va avanti: da che parte stiamo?

La scorsa settimana la procura di Roma ha chiuso le indagini sulla morte di Giulio Regeni accertando che è morto per le torture ricevute. In contemporanea Al Sisi ha ricevuto la Legion D’onore in Francia. E noi, stiamo dalla parte dei torturatori o dalla parte dei diritti?

La scorsa settimana la procura di Roma ha chiuso le indagini per quanto riguarda la morte del ricercatore italiano Giulio Regeni nel 2016 in Egitto. Sono emersi davvero molti particolari raccapriccianti tra cui le sevizie e le torture che Giulio ha subito e che lo hanno portato alla morte. Si legge infatti che queste lesioni: «hanno comportato l’indebolimento e la perdita permanente di più organi» e che i presunti quattro agenti degli 007 egiziani, «seviziandolo», hanno causato a Regeni «acute sofferenze fisiche, in più occasioni ed a distanza di più giorni: attraverso strumenti dotati di margine affilato e tagliente ed azioni con meccanismo urente, con cui gli cagionavano numerose lesioni traumatiche a livello della testa, del volto, del tratto cervico dorsale e degli arti inferiori; attraverso ripetuti urti ad opera di mezzi contundenti (calci o pugni e l’uso di strumenti personali di offesa, quali bastoni, mazze) e meccanismi di proiezione ripetuta del corpo dello stesso contro superfici rigide ed anelastiche». Di fronte a queste accuse però la procura egiziana non collaborerà in quanto sostiene e porta avanti, per coprire gli agenti egiziani, la tesi che Giulio Regeni sia stato ucciso da una banda criminale. In tutto questo, è davvero assurdo pensarlo, ma il nostro ambasciatore si trova ancora in Egitto.

Il Gesto di Corrado Augias

Mentre in Italia venivano chiuse le indagini, in Francia durante la visita del presidente egiziano a Parigi, dal 6 all’8 dicembre, Macron ha consegnato ad al-Sisi la Legion d’onore, una delle maggiori onorificenze francesi. Consapevoli che quel gesto avrebbe potuto causare qualche incidente diplomatico la cerimonia per la consegna non è stata resa pubblica ma è stata scoperta attraverso le immagini diffuse in pompa magna dalla tv egiziane e ritrasmesse da una tv in Francia.

Di fronte questa scelta francese, lo scrittore Corrado Augias, anche lui decorato dell’onorificenza, non ci ha pensato un attimo ed è andata a restituirla. Come ha ribadito egli stesso: "La mia opinione è che il presidente Macron non avrebbe dovuto concedere la Legion d’onore ad un capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di efferati criminali. Lo dico per la memoria dello sventurato Giulio Regeni, ma anche per la Francia, per l’importanza che quel riconoscimento ancora rappresenta dopo più di due secoli dalla sua istituzione.“

Ma simbolicamente perché il gesto di Augias è importante ed è stato ripreso da moltissime testate internazionali? Augias restituendo la Legion d’onore ha lanciato un forte messaggio, messaggio che si è dimostrato molto più forte di quello che durante questi anni il governo non ha fatto, messaggio che forse dovrebbe essere alla base delle relazioni internazionali: non si può onorare, fare affari con chi non considera e non garantisce il rispetto dei diritti umani ma anzi li calpesta per fini politici: Giulio non è purtroppo un caso isolato.

Gli arresti e l’acquisto di armi per mantenere il potere

Dal 20 settembre 2019, le autorità egiziane hanno lanciato la più ampia campagna repressiva dalla salita al potere del presidente Abdel Fattah al-Sisi. E secondo Amnesty International le persone arrestate sono oltre 2300, tra le quali almeno 111 minorenni. Sapete chi sono ad essere arrestati? Avvocati, giornalisti, giovani attivisti come Patrick Zaky che si trova ancora in carcere dato che la sua detenzione viene rinnovata ogni mese. Di fronte a tutto questo l’Europa, il governo italiano che fa?

Al-Sisi viola apertamente i diritti umani e in suo onore, galà e medaglie. Non vi sembra un paradosso? Tutto questo accade perché purtroppo i diritti umani non hanno valore economico: sapete che quest’estate l’Italia ha venduto ben 2 navi militari al regime di al-Sisi, la Spartaco Schergat e la Emilio Bianchi per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro? Inoltre nel 2019 le licenze per l’export militare dei Paesi Europei hanno avuto un valore di 138 miliardi di euro, di cui il 70% coperto dalla Francia con quasi 98 miliardi. Prima destinazione? Naturalmente l’Egitto (per 16 miliardi) e coperta dai transalpini per oltre l’88%, cioè con licenze di un valore pari a 14,2 miliardi.

Fin quando gli interessi economici e militari saranno al primo posto le violazioni dei diritti umani passeranno in secondo piano. Mentre quotidianamente nelle carceri egiziane molti ricevono torture, Al-Sisi stringe accordi commerciali per acquistare armamenti dall’Europa. E noi, da che parte stiamo?

Partecipa alla discussione

Marta De Vivo

19 anni, blogger, bilingual, pensatrice, parlatrice. Founder @martaforfew

Paolo Di Falco

18 anni, di Siracusa. Ho creato La Politica Del Popolo, un sito di news gestito da giovani.