Terza dose di vaccino: i Paesi che hanno già deciso di farla

Martino Grassi

13 Agosto 2021 - 11:27

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Diversi Paesi nel mondo hanno già deciso di prevedere la somministrazione di una terza dose di vaccino ad alcune categorie di persone. Vediamo quali sono e qual è la situazione in Italia.

Terza dose di vaccino: i Paesi che hanno già deciso di farla

Quali sono i Paesi che hanno già deciso di somministrare la terza dose di vaccino? La variante Delta non sembra avere intenzione di rallentare e diversi Stati hanno deciso di correre ai ripari aggiungendo una dose ulteriore alle persone più fragili, come gli anziani o gli immunodepressi, e a quelle maggiormente a rischio, in modo da fornire una protezione extra.

La comunità scientifica continua ad interrogarsi sull’effettiva utilità di una dose aggiuntiva di vaccino, ma stando a dei nuovi studi pare che la terza dose del vaccino abbia degli effetti neutralizzanti della variante Delta superiori di 5 volte nelle persone con un età compresa tra i 18 e i 55 anni e superiore di 11 volte nelle persone appartenenti alla fascia d’età compresa tra i 65 e gli 85 anni. Vediamo dunque quali sono i Paesi che hanno già previsto un ulteriore richiamo e per chi.

Terza dose di vaccino: ok da Israele, Germania, UK e USA

A fare da apripista nella decisione è stato il governo di Israele che dal 1° agosto ha dato il via alla somministrazione della terza dose di vaccino. Con un discorso alla nazione, il primo ministro Naftali Bennett ha invitato le persone con più di 60 anni o con sistema immunitario fragile a farsi iniettare una dose aggiuntiva di farmaco contro il Covid, in modo da potenziare la risposta immunitaria. Al momento sono già 45.000 gli israeliani che hanno ricevuto la terza dose di vaccino.

Anche la Germania ha stabilito che dal mese di settembre le persone più fragili potranno farsi iniettare la terza dose di vaccino. La dose aggiuntiva sarà facoltativa, proprio come le precedenti e le persone che decideranno di farsela riceveranno un vaccino a mRNA, ossia il candidato di Pfizer o di Moderna, indipendentemente da quello che avevano ricevuto per le somministrazioni precedenti.

Infine anche il Regno Unito sembra intenzionato a far partire un piano che prevede la somministrazione di una dose aggiuntiva per gli over 50, ai fragili e ai soggetti maggiormente a rischio. L’iniziativa dovrebbe partire dal 6 settembre coinvolgendo una platea di 32 milioni di britannici.

Adesso anche gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla somministrazione della terza dose di vaccino. La Food and Drug Administration (Fda) ha deciso di autorizzare la terza dose del vaccino contro Covid per i pazienti immunodepressi. Il commissario della Fda Janet Woodcock ha voluto precisare che la decisione ha come obiettivo quello “di rafforzare l’immunità in persone che hanno bisogno di una protezione extra. Come abbiamo detto in precedenza, gli altri che sono vaccinati a pieno sono protetti in modo adeguato e non hanno bisogno di una dose aggiuntiva di vaccino in questo momento”. Al momento si stima che dovrà sottoporsi alla terza dose del vaccino il 3% della popolazione americana, secondo quanto riferito dalla direttrice dei Cdc, Rochelle Walensky.

La situazione in Italia

Ad oggi nel nostro Paese non è ancora stata presa alcuna decisione, ma con molta probabilità anche l’Italia deciderà di riservare una dose aggiuntiva a particolari categorie di persone. Le ipotesi sul tavolo del ministero della Salute infatti prevedono la possibilità di somministrare una terza dose alle persone più fragili, come gli ultra sessantenni, gli immunodepressi ma anche gli operatori sanitari.

Tuttavia, la decisione finale sull’effettiva utilità di una terza dose di vaccino spetterà all’EMA. Al momento infatti l’Agenzia Europea del Farmaco non si è ancora pronunciata al riguardo, così come l’OMS.

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