Tasse per terreni agricoli incolti: aumenti, rincari e novità per la compilazione del Modello 730

Simone Casavecchia

06/05/2015

06/05/2015 - 10:44

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In vista della presentazione del Modello 730 occorre considerare le nuove regole e le nuove tasse previste per i terreni agricoli incolti che, da quest’anno, non beneficiano più delle vecchie agevolazioni fiscali.

Il Decreto Competitività (D.L. 91/2014) ha introdotto, tra le numerose novità, anche una disposizione che introduce nuovi oneri per i proprietari di terreni incolti e non coltivati, per i quali da quest’anno non sono più previste le agevolazioni fiscali, utilizzabili per il calcolo dei redditi del 2013.

In vista della compilazione o dell’integrazione del Modello 730 Ordinario o Precompilato è opportuno premettere anche che i redditi da terreni si indicano nel Quadro A, presente anche nel Modello Unico.

Il reddito fondiario dei terreni è dato dalla somma del reddito dominicale e del reddito agrario, due differenti componenti del reddito fondiario che, nella dichiarazione dei redditi si dichiarano in modo separato, indipendentemente dalla loro reale percezione, dai contribuenti che vengono considerati, a fini fiscali, come proprietari del terreno (oltre ai proprietari sono considerati tali anche i contribuenti che detengono il terreno a titolo di enfiteusi e di usufrutto).

Terreni Incolti: le regole fiscali vigenti fino allo scorso anno
Fino allo scorso anno, per i terreni incolti, sia agricoli che edificabili, non coltivati, non affittati (o affittati per uso agricolo a giovani al di sotto dei 40 anni) ed esenti da IMU, quindi assoggettati all’IRPEF, era possibile usufruire di una duplice agevolazione fiscale che consentiva di:

  • ridurre del 70% il reddito dominicale di tali terreni;
  • evitare completamente la tassazione IRPEF e le relative addizionali per il reddito agrario di tali terreni;

Per accedere a tale agevolazione nel Quadro A della dichiarazione dei redditi, alla colonna 7 (Casi Particolari), si inseriva il Codice 1 o il Codice 5 (nel caso in cui il terreno fosse stato dato in affitto, per uso agricolo a giovani al di sotto dei 40 anni), per indicare che il terreno non era stato coltivato, neppure in parte, per l’intera annata agraria, per cause non dipendenti dalla tecnica agraria.

Cosa cambia per i terreni incolti nella dichiarazione dei redditi 2015
Dal momento che le agevolazioni fiscali descritte sopra sono state abolite, il Codice 1 e il Codice 5 che prima si inserivano nella colonna 7 del Quadro A, sono anch’essi aboliti, non possono essere, quindi, più inseriti nel Modello Unico o nel Modello 730 Ordinario e non troveranno posto nel Modello 730 Precompilato.

Rivalutazioni dei redditi
Il Decreto competitività ha previsto anche le seguenti rivalutazioni del reddito domenicale e del reddito agrario:

  • terreni posseduti da contribuenti ordinari:
    • 2013 e 2014 = rivalutazione del 15%;
    • 2015 = rivalutazione del 30%;
    • dal 2016 in poi = rivalutazione del 7%;
  • terreni agricoli, anche non coltivati, posseduti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali, iscritti alla previdenza agricola:
    • 2013 e 2014 = rivalutazione del 5%;
    • 2015 = rivalutazione del 10%;

Calcolo della base imponibile e dell’IRPEF
Per il calcolo delle tasse da pagare sui terreni incolti occorre tenere in considerazione, oltre alle rivalutazioni sopra descritte, anche la consueta rivalutazione del reddito prevista per il calcolo della base imponibile e pari a

  • l’80% per il reddito dominicale (per il semplice possesso);
  • il 70% per il reddito agrario (anche nel caso in cui venga coltivato);

Per effetto di un’altra disposizione contenuta sempre nel DL Competitività la rivalutazione da considerere abitualmente ai fini delle imposte sui redditi e la rivalutazione ex novo vanno sommate, per il calcolo dell’IRPEF dovuta per il periodo d’imposta 2014 e per il calcolo dell’acconto 2015.
Ciò significa che, se ad esempio consideriamo il reddito dominicale di un terreno agricolo incolto nel 2014, tale reddito andrà rivalutato, a seconda dei casi (a seconda di chi lo possiede) del 95% o dell’85%.

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