Tassa su smartphone: dal Governo nuovi aumenti per fare cassa

Tasse: aumenti su cellulari, pc, tablet e smartwatch in arrivo con il nuovo decreto legge sull’equo compenso. Ecco cosa cambia e quanto dovremo pagare.

Tassa su smartphone: dal Governo nuovi aumenti per fare cassa

Brutte notizie in materia di tasse. Con la rimodulazione degli importi dell’equo compenso inserita nel decreto legge del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il Governo si prepara a introdurre nuovi aumenti su cellulari, pc, tablet e smartwatch.

Una novità che sta già facendo discutere utenti e aziende del settore: l’equo compenso, o “copia privata”, è un balzello molto impopolare, considerato obsoleto anche tra gli addetti ai lavori, oltre che una delle tasse più strane e assurde che paghiamo in Italia.

Gli aumenti dell’equo compenso sono nel cassetto della politica da anni. Franceschini già nel 2014 diceva: “Farò una scelta, probabilmente mi farò fucilare da tutti, è così quando si affrontano queste mediazioni, ma è un mio dovere aggiornare le tabelle che sono ferme al 2009. Dobbiamo mettercelo tutti in testa, perché in Italia questa consapevolezza non c’è: il diritto d’autore è quello che consente la libertà all’artista, quello che gli garantisce il suo spazio di creatività”.

Ora, dopo mesi di discussione all’interno del Comitato Consultivo Permanente sul diritto d’autore, la bozza del decreto che il ministro dei Beni Culturali vorrebbe far approvare sembra essere pronta. Vediamo cosa cambia e quanto pagheremo.

Tassa su smartphone, pc e tablet: cosa è l’equo compenso

L’equo compenso, o copia privata, è una sorta di tassa che viene richiesta ai produttori di dispositivi elettronici come indennizzo per gli autori titolari del copyright, per tutelare il loro lavoro nell’epoca delle piattaforme di streaming e del boom dei dispositivi mobile. Si stima che la tassa su smartphone e device porti nelle casse della SIAE 120-130 milioni di euro circa.

Nella pratica, però, il costo dell’equo compenso ricade sul consumatore: siamo noi a pagare la copia privata, senza saperlo, ogni volta che acquistiamo un dispositivo dotato di spazio di memoria.

Tassa sul copyright, nuovi aumenti: quanto pagheremo

La novità prevista dalla bozza del decreto non consiste quindi nel pagamento della tassa, che in Italia esiste da oltre 20 anni, ma in nuovi aumenti: il compenso per i beni protetti da diritto d’autore e conservati su molti device sale da 5,20 a 6,90 euro. Inoltre la copia privata si estenderebbe anche a smartwatch e smartband.

Ricordiamo che già nel 2014, con il Decreto ministeriale 20 giugno 2014 in materia di “Determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi ai sensi dell’art. 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633”, vi è stato un rialzo del contributo per la copia privata, tanto da spingere molti produttori, come Apple e Samsung, ad alzare i prezzi dei loro prodotti per compensare le nuove tariffe.

Ecco cosa cambia, nel dettaglio.

La tassa per l’equo compenso su PC e su smartphone e tablet con memoria di oltre 128 GB potrebbe passare da 5,20 a 6,90 euro; per i modelli con tagli di memoria da 32 GB a 64 GB il costo sarebbe di 5,60 euro, mentre la cifra potrebbe leggermente scendere per i tagli di memoria sotto i 16 GB. Anche sul fronte schede Usb, schede di memoria e supporti vergini si pensa a una riduzione della tassa, ma al momento non ci sono notizie.

Per quanto riguarda dispositivi indossabili, smartwatch e smartband, pagheremo:

  • 2,20 euro fino a 4 GB di memoria
  • 3,20 euro da 4 GB a 8 GB di memoria
  • 4,10 euro da 8 GB a 16 GB di memoria
  • 4,90 euro da 16 GB a 32 GB di memoria
  • 5,60 euro dai 32 GB di memoria in su

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