Negli ultimi anni, gli investitori nel debito si sono mostrati sorprendentemente rilassati, nonostante un rapido aumento dei tassi di interesse.
Tuttavia, nel 2025 questa calma sembra destinata a finire.
Le aziende si trovano a dover affrontare pesanti livelli di indebitamento e costi di finanziamento crescenti, mentre le perdite sui prestiti privati rischiosi aumenteranno.
Le banche centrali occidentali hanno aumentato rapidamente i tassi di interesse negli ultimi anni, ma i fallimenti aziendali sono rimasti sorprendentemente bassi. Secondo Moody’s Ratings, il tasso di insolvenza globale a 12 mesi era appena del 4,6% nell’ottobre 2024. Con le banche centrali che ora allentano la pressione e le aziende che cercano di rifinanziarsi a tassi più bassi, il numero di fallimenti potrebbe addirittura diminuire ulteriormente, fino a scendere sotto il 3% entro ottobre 2025.
Nonostante il quadro apparentemente positivo, molte aziende continuano ad avere bilanci eccessivamente esposti. Esempi emblematici includono Altice France di Patrick Drahi e Thames Water nel Regno Unito. Secondo S&P Global Ratings, nell’ottobre 2024 il debito classificato CCC o inferiore — il livello più basso per accedere ai fondi — ammontava a ben 489 miliardi di dollari. Questo livello di debito rappresenta un rischio significativo per i mercati finanziari.
Un rischio concreto è che le banche centrali mantengano tassi di interesse relativamente alti, magari a causa di una ripresa dell’inflazione. Questo scenario metterebbe ulteriore pressione sulle aziende indebitate. S&P stima che le scadenze del debito speculativo — con rating inferiore a BBB- — negli Stati Uniti e in Europa raddoppieranno tra il 2025 e il 2026, raggiungendo 449 miliardi di dollari, per poi continuare a crescere negli anni successivi. Le aziende dovranno rifinanziarsi già dal 2025, ma in condizioni molto più dure e costose se i tassi rimarranno elevati.
Le perdite potrebbero aumentare nei mercati del credito privato, spesso meno trasparenti. Uno dei motivi per cui pochi fallimenti aziendali si sono verificati finora è che molte aziende hanno contratto debiti attraverso questi mercati, dove grandi gestori di fondi come Ares Management e Blackstone offrono condizioni più flessibili. Tuttavia, i segnali di stress stanno emergendo: secondo MSCI, i prestiti privati non performanti sono quasi triplicati dalla metà del 2022. Inoltre, il rapporto medio tra EBITDA e costi di interesse per le aziende private si è dimezzato, passando da oltre 3 volte nel 2021 a poco più di 1,7 volte nel settembre 2024, lasciando poche riserve in caso di calo degli utili.
Gli investitori potrebbero trovarsi spiazzati da una situazione più critica del previsto. Molti hanno accettato bassi rendimenti su debiti rischiosi, confidando in una combinazione di rendimenti e tassi di insolvenza in calo. Ad esempio, il premio medio sui titoli ad alto rendimento — il cosiddetto spread — è sceso sotto i 3 punti percentuali dopo l’elezione di Donald Trump. Era il livello più basso dai tempi del fallimento di Lehman Brothers. Tuttavia, con un tasso di insolvenza appena superiore al 5%, gli investitori rischiano di vedere annullati tutti i rendimenti ottenuti, considerando che il recupero medio del valore nominale è stimato al 40% in caso di fallimento.
L’apparente calma potrebbe trasformarsi in una tempesta, lasciando il mercato in una situazione di grande incertezza.