Su spese Nato, possibili tensioni tra Italia-Usa

Nato, il presidente Trump chiede agli alleati un maggiore impegno finanziario, l’Italia risponde picche

Su spese Nato, possibili tensioni tra Italia-Usa

I contributi da versare alla NATO potrebbero essere motivo di tensione tra il governo italiano e gli Stati Uniti.

Lo afferma la CNBC, commentando le dichiarazioni del ministro della difesa Elisabetta Trenta che, nell’escludere una contribuzione superiore al 2% del PIL, ha chiesto un ampliamento delle spese finanziabili.

NATO, su contribuzione possibile scontro Trump-Conte

Tutti i membri della NATO sono chiamati a versare l’equivalente del 2% del proprio prodotto interno lordo all’alleanza militare. I contributi servono a soddisfare i bisogni delle forze armate dell’organismo e dei singoli Paesi, per il pagamento delle pensioni dei militari, per fondi fiduciari gestiti dalla NATO, nonché per attività di ricerca e sviluppo.

Una regola questa che - secondo il ministro della difesa italiano - dovrebbe essere ampliata.

“Ci sono parti della nostra spesa che sono collegate alla difesa, ma non rientrano nel budget, come la sicurezza cibernetica”,

che - ha commentato Trenta - dovrebbe essere inclusa nel 2%. Trenta ha sottolineato ancora - come le regole della NATO - dovrebbero conteggiare anche investimenti non militari, destinati alla sicurezza civile.

Sull’argomento il presidente USA Donald Trump è irremovibile e in più occasioni ha criticato gli alleati, rei di non aver rispettato la regola della spesa. L’Italia è uno di questi.

Nel corso di un vertice della NATO del 2017, ricorda la CNBC, Trump era intervenuto lamentando il fatto che, negli ultimi otto anni, gli Stati Uniti avevano speso per la difesa più di tutti i paesi della NATO messi insieme.

“Se tutti i membri della NATO, lo scorso anno, avessero versato il 2% del PIL, avremmo avuto 119 miliardi di dollari per la nostra difesa collettiva”.

L’Italia, nel 2018 ha contribuito per l’1,15% del PIL. Stessi livelli di spesa sono stati raggiunti nel 2016 e nel 2017. L’anno scorso, gli Stati Uniti hanno versato il 3.5% del PIL alla NATO.

Nel corso di un incontro a Roma, fu lo stesso Trump a chiedere un maggior impegno a Giuseppe Conte, proponendo all’Italia di aumentare il proprio contributo alla NATO. Richiesta non sostenibile per il nostro Paese, su cui già gravano debiti fin troppo elevati.

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