Il PIL al 5% spinge gli USA verso il risultato atteso da anni: il 2014 è stato l’anno della svolta. Ecco perché il trend positivo continuerà nel 2015.
Per tutto il 2014, i mercati hanno atteso i report trimestrali dell’economia statunitense per valutarne lo stato di salute, individuare un trend fortemente positivo e capire quando - finalmente - la grande potenza mondiale avrebbe potuto raggiungere un PIL in crescita attorno al 5%.
Il risultato tanto atteso è stato raggiunto, come mostrano i dati dell’ultimo trimestre: la forte crescita del PIL degli Stati Uniti è realtà.
Ma come sarà il 2015? Il trend positivo riuscirà a resistere nel 2015?
Gli Stati Uniti vivono finalmente a fine 2014 il recupero tanto atteso da circa 5 anni. Solo pochi mesi fa, i rischi provenienti dall’estero preoccupavano il governo statunitense. Ora impallidiscono in confronto al vento a favore alimentato da una crescita consistente e dall’aumento dell’occupazione.
L’economia degli Stati Uniti nel 2014
L’economia più grande al mondo non è stata “grandemente” in crescita negli ultimi anni, barcollando appena oltre la linea di crescita del 2% nel 2012 e nel 2013. Ma dopo un primo trimestre del 2014 con una contrazione dell’economia al 2,1%, soprattutto a causa dell’emergenza maltempo, i due trimestri successivi hanno registrato un impressionante ritmo di crescita medio del 4,8%.
Anche lo scenario del trend per l’occupazione è luminoso: a novembre 2014 si è raggiunto il maggior numero di nuovi posti di lavoro registrati in un mese dall’inizio del 2012, andando a comporre il miglior trend a sei mesi dall’anno 2000. I lavoratori stanno sperimentando inoltre un aumento dei salari: il reddito disponibile netto dell’inflazione è aumentato del 3% a novembre 2014 rispetto all’anno precedente, il miglior risultato dal 2012.
2015: solo gli Stati Uniti in forte crescita
Le prospettive di crescita per gli stati uniti assumono forme migliori rispetto alla maggior parte degli altri Paesi ad alto reddito. La Banca Mondiale stima per l’Eurozona e per l’economia giapponese una crescita al di sotto del 2% nel 2015, appena superiore all’1% registrato nel 2014. Anche se il settore delle esportazioni statunitensi al netto era apparso piatto nel terzo trimestre 2014, il suo ritmo di crescita ha comunque superato il 4%.
Il contesto geopolitico
Le problematiche geopolitiche, come il conflitto Ucraina - Russia o la tensione per i militanti dello stato islamico in Medio Oriente, non sono riusciti a limitare la crescita degli Stati Uniti o ad aumentare i prezzi del petrolio.
Al contrario, i prezzi del petrolio sono diminuiti drasticamente, fino ad arrivare al costo della benzina più basso da cinque anni ad oggi. Il mercato sembra essersi scrollato di dosso le paure riguardo l’Ebola, grazie all’assenza di nuovi casi di cittadini americani contagiati.
Settore abitativo: nuove occasioni per i cittadini americani
Sempre più americani hanno trovato lavoro, il che potrebbe spingere le famiglie statunitensi fuori dal clima di restringimento in cui erano afflitte. Infatti il settore abitativo ha a malapena contribuito al forte ritmo di crescita del 5% del PIL nel terzo trimestre 2014. Se finalmente ripartisse, il settore abitativo potrebbe mantenere l’aumento della crescita nel 2015 anche se gli altri settori rallentassero.
I tassi di interesse in aumento nel 2015
L’aumento dei tassi di interesse ad opera della Fed entro la metà del 2015 renderà i prestiti più costosi, ma migliorerà anche la marginalità del settore bancario. Finché gli Stati Uniti rimarranno al sicuro nel loro rifugio, la domanda degli investitori stranieri sarà assorbita e soddisfatta da tutto ciò che la Fed sta ora lasciando dietro di sé.
La politica interna degli Stati Uniti
Poi, c’è la politica. Il nuovo Congresso repubblicano potrebbe essere causa di uno stallo, ma un quadro normativo statico non è poi una sorte terribile per il settore privato. E se fosse funzionale, Washington potrebbe anche fornire alle imprese un certo aiuto attraverso la riforma fiscale.
Nonostante alcuni rischi possano nascondersi dietro l’orizzonte, la ripresa economica degli Stati Uniti sembra pronta a continuare nel 2015.
Liberamente tradotto dall’opinione di Daniel Indiviglio
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