Spread BTp-Bund: due scenari operativi, procedura UE in primo piano

Le previsioni sullo spread BTp-Bund a 10 anni fra i titoli di Stato italiani e tedeschi in vista del possibile avvio della procedura per debito eccessivo contro l’Italia. Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, evidenzia due scenari operativi

Spread BTp-Bund: due scenari operativi, procedura UE in primo piano

A poche ore dalla chiusura borsistica di giugno, si possono tirare le prime somme sull’andamento mensile del rendimento della carta italiana, di quella tedesca e dello spread BTp-Bund.

Partendo dai singoli rendimenti dei due decennali, la possibilità di ulteriori manovre espansive messe in campo dal Presidente della BCE, Mario Draghi, ha messo gli yield in condizione di portarsi ai minimi da un anno per quanto riguarda i bond governativi italiani, e di segnare nuovi minimi storici, al -0,336%, per il Bund tedesco a 10 anni.

Lo spread BTp-Bund ne ha beneficiato, transitando verso i livelli più bassi dall’aprile 2019.

BTp e spread: come comportarsi nei mesi a venire?

Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, suggerisce un atteggiamento di cautela sulla carta italiana. Il focus è la diatriba Italia-UE, su cui si aprono due scenari:

  • No alla procedura di infrazione: è possibile tornare all’acquisto di BTp dopo il 2 luglio (distensione dello spread tra BTp e Bund);
  • Sì alla procedura di infrazione con 6 mesi per riallineare i conti: i tassi potrebbero arrivare al 2,70%, se ciò dovesse accadere, si potrebbe rientrare in acquisto dopo il 20 luglio (crescita dello spread tra BTp e Bund).

In generale, Cesarano afferma che l’impostazione di fondo è “favorevole alla prosecuzione del trend ribassista dei tassi BTP, anche nel caso della procedura con sei mesi di tempo”.

Il Chief Global Strategist di Intermonte SIM fornisce poi una strategia sui titoli di Stato italiani, secondo la quale converrebbe attendere la decisione della Commissione europea del 2 luglio e, in caso in cui la procedura di infrazione non venga avviata, sfruttare la ripresa della dinamica decrescente sulla carta italiana.

Se invece il procedimento venisse avviato, si potrebbe attendere un ritorno degli yield del decennale verso area 2,50-2,70% per provare a riprendere gli acquisti di titoli di Stato del Belpaese, tenendo conto anche delle possibili tensioni tra gli operatori per il giudizio dell’agenzia di rating DBRS del prossimo 12 luglio.

Una seconda entrata potrebbe poi essere valutata nel caso di overshooting, puntando ad un riassorbimento dei timori degli operatori anche in vista della chiusura della finestra per le elezioni anticipate (20 luglio 2019) e della riunione della BCE del prossimo 25 luglio.

Antonio Cesarano si sofferma anche sulle aste dei titoli di Stato di ieri, che confermano un atteggiamento positivo degli investitori, che sono “disponibili ad aumentare l’esposizione sui Btp ma per ora con estrema accortezza. In altri termini occorre avere chiarezza sul tema procedura sul debito”.

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