Sostegno legale gratuito per sanzioni ingiuste in Fase 1 e 2, l’iniziativa di Movimento Roosevelt

Il Movimento Roosevelt attiva “Sostegno legale” gratuito per aiutare i cittadini vittime di sanzioni ingiuste dall’inizio del lockdown causa COVID-19.

Sostegno legale gratuito per sanzioni ingiuste in Fase 1 e 2, l'iniziativa di Movimento Roosevelt

Per contestare le sanzioni ritenute ingiuste, applicate ai cittadini durante il lockdown causa coronavirus, arriva un servizio di sostegno legale gratuito.

Il COVID-19 non è pericoloso solo per la nostra salute, ma ha rischiato di incrinare anche la tenuta della nostra democrazia. Con questa preoccupazione e per fare da sentinella alle libertà personali, ai nostri diritti assoluti e ai valori costituzionali, il Movimento Roosevelt, ispirato dalla dichiarazione universale dei diritti umani, fin dalla Fase 1 del lockdown ha ideato un servizio di assistenza legale gratuito, organizzato su base volontaria, per i cittadini sanzionati ingiustamente.

Come funziona il servizio legale gratuito per sanzioni ingiuste in Fase 1 e 2

La richiesta di tutela per la contestazione delle sanzioni ingiuste può essere attivata per posta elettronica, scrivendo all’indirizzo mail sostegno.legale@movimentoroosevelt.com, a cui si può ricorrere inviando una nota con la descrizione dei fatti ed allegando il verbale di accertamento ricevuto.

La richiesta verrà valutata ed inoltrata, su base regionale, ad uno dei venti
avvocati
che ad oggi hanno aderito all’iniziativa. A loro, la libertà professionale di valutare la fondatezza dei ricorsi, ma anche un valore aggiunto nella risposta concreta che il progetto intende offrire.

In un Vademecum, i cittadini riceveranno una agile bussola per imparare ad orientarsi nel percorso della migliore difesa possibile, contro sanzioni ritenute ingiuste oppure illegittime.

Vademecum per chi viene sanzionato ingiustamente

Il Vademecum, ideato e curato da Monica Soldano, che con Gianfranco Pecoraro, già avvocato e membro di presidenza del Movimento Roosevelt, ha immaginato il progetto, offre alcuni consigli per una etica civica.

Si raccomanda la calma e una buona disponibilità a fornire le proprie generalità alle forze dell’ordine, per non incorrere in inutili complicazioni, ma anche per poter attivare quel dialogo necessario per centrare il senso nell’interpretazione delle regole - troppo vaghe e ampie, tanto da aver fatto molto discutere. Chiarite, infine, solo più tardi, il 2 maggio scorso, in una circolare del ministero dell’Interno, che incita a trovare un punto di equilibrio tra il primario obiettivo di salvaguardare la salute pubblica, da perseguire essenzialmente con il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale e ogni altra forma di protezione individuale e l’esigenza di contenere l’impatto sulla vita quotidiana.

Una preoccupazione, dunque, quella di puntualizzare gli scopi delle straordinarie e vigorose limitazioni delle libertà personali, che aveva già suscitato l’intervento di Eugenio Gramola, presidente del tribunale della Valle d’Aosta, quando, lo scorso marzo, in una lettera aperta, con altri otto magistrati, aveva sentito l’esigenza di richiamare gli sforzi istituzionali nel contenere i rischi reali del contagio, piuttosto che solerti controlli percepiti come “gratuite persecuzioni di nessuna utilità per l’effettiva tutela della salute pubblica”.

Una percezione questa, della conduzione della Fase 1, condivisa dal Movimento Roosevelt Italia che proseguirà nel progetto di ascolto e sorveglianza sociale per farne un utile osservatorio anche sull’impatto finale della gestione della pandemia in corso, nelle dinamiche socio economiche che sono tanto attese, quanto temute.

Argomenti:

Reato Sanzioni Fase 2

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