Cloudflare si oppone alla sanzione da €14 milioni inflitta dall’Agcom e si prepara allo scontro in tribunale. Nel frattempo, il CEO dell’azienda informatica minaccia ripercussioni sulle Olimpiadi.
È guerra aperta tra Cloudflare e l’AGCOM. Il provider statunitense ha reso noto di aver formalmente contestato la sanzione da 14 milioni di euro inflitta dall’Autorità italiana per una presunta inosservanza del Piracy Shield.
L’azienda, che fornisce i propri servizi a circa il 20% dei siti web mondiali, ha dichiarato che la multa sarebbe “sproporzionata” e costituirebbe un precedente pericoloso per l’ente regolatorio. Secondo Cloudflare, le richieste avanzate dall’AGCOM risultano incompatibili con il funzionamento tecnico di una rete globale e, per questa ragione, andrebbe messo in discussione l’intero impianto del sistema antipirateria italiano.
Ora spetterà al TAR del Lazio decidere sui possibili sviluppi del caso. l’ombra del conflitto potrebbe avere gravi ripercussioni sulla sicurezza delle Olimpiadi di Milano-Cortina e, più in larga scala, sugli utenti italiani.
Lo scontro sul Piracy Shield
La mela della discordia resta il funzionamento del Piracy Shield, che impone ai provider di bloccare entro 30 minuti i siti segnalati per la diffusione illegale di eventi sportivi. Da parte sua, Cloudflare sostiene che operare a livello DNS impedisce interventi mirati e rischia di coinvolgere piattaforme e servizi perfettamente leciti e ospitati sulla stessa infrastruttura. Già in passato, si erano verificati episodi che hanno rafforzato le critiche sulla proporzionalità dello strumento e sull’assenza di un preventivo controllo giudiziario.
La posizione dell’azienda statunitense si accompagna a una presa di distanza particolarmente dura sul piano politico. Il CEO Matthew Prince ha pubblicato un post infuocato su X dove si è scagliato contro i diktat delle normative europee e italiane, definite da lui come “un’oscura cabala mediatica” che si ritiene in “grado di dettare cosa è consentito e cosa non è consentito online” in modo “disgustoso” e antidemocratico.
Le minacce del CEO di Cloudflare: i rischi per gli utenti italiani e le Olimpiadi di Milano-Cortina
Dopo aver sparato a zero sulle politiche europee e italiane, Prince è passato alle minacce dirette:
“Stiamo inoltre valutando le seguenti azioni: 1) interrompere i milioni di dollari di servizi di sicurezza informatica pro bono che stiamo fornendo per le prossime Olimpiadi di Milano-Cortina; 2) interrompere i servizi di sicurezza informatica gratuiti di Cloudflare per tutti gli utenti residenti in Italia; 3) rimuovere tutti i server dalle città italiane; e 4) interrompere tutti i piani per la costruzione di una sede Cloudflare in Italia o per qualsiasi investimento nel Paese. Giocate a giochi stupidi, vincete premi stupidi”.
Prince si è poi lanciato in una serie di elogi nei confronti del vicepresidente statunitense JD Vance, ringraziandolo per aver riconosciuto il problema, seguiti da un plauso alle opinioni di Elon Musk in merito alla libertà di espressione:
“Anche se ci sono cose che gestirei diversamente dall’attuale amministrazione statunitense, apprezzo JD Vance. Assumere un ruolo di leadership nel riconoscere che questo tipo di regolamentazione è una questione fondamentale di commercio sleale che minaccia anche i valori democratici. E in questo caso Elon Musk ha ragione: la libertà di parola è critica e sotto attacco da parte di una cricca di politici europei fuori dal mondo, molto disturbati”.
Lo scontro, secondo il CEO, è destinato a spostarsi anche sul piano diplomatico. Prince ha annunciato incontri con funzionari dell’amministrazione USA e con il Comitato Olimpico Internazionale per valutare i potenziali rischi informatici nel caso in cui Cloudflare ritirasse i suoi servizi dall’evento sportivo. Non manca, infine, un riferimento diretto al governo italiano, accusato di non aver mostrato disponibilità al dialogo:
“Sarò a Washington la prossima settimana per discutere di questo con i funzionari dell’amministrazione statunitense e incontrerò il CIO a Losanna poco dopo per delineare il rischio per i Giochi Olimpici se Cloudflare ritirasse la nostra protezione per la sicurezza informatica. Nel frattempo, restiamo lieti di discutere di questo con i funzionari del governo italiano che, finora, non si sono mostrati disposti a impegnarsi oltre l’emissione di sanzioni”.
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