Sondaggi politici: in Italia sono veramente attendibili? Tutti i flop e i dubbi

Alessandro Cipolla

2 Dicembre 2020 - 16:17

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In Italia non passa un giorno senza che venga pubblicato un sondaggio politico: guardando l’esito delle ultime elezioni, non sono mancati degli autentici flop con anche gli istituti americani che hanno sbagliato le loro previsioni in occasione delle recenti presidenziali.

Sondaggi politici: in Italia sono veramente attendibili? Tutti i flop e i dubbi

L’Italia è il Paese in Europa dove si realizzano più sondaggi politici di tutti. Un dato questo che di certo non dovrebbe stupire, vista la cadenza praticamente quotidiana con cui vengono rese le note le varie indagini.

Le recenti elezioni presidenziali negli Usa però hanno evidenziato come i risultati ufficiali, specie negli Swing States, siano stati poi ben diversi da quelle che erano le previsioni della vigilia da parte dei principali istituti di ricerca, spesso coadiuvati Oltreoceano anche dalle più prestigiose Università.

In verità non è che in Italia negli ultimi anni sia andata in maniera molto differente, con i risultati delle urne che più di una volta hanno sbugiardato quelle che erano state le percentuali snocciolate dalle indagini.

Ma quanto ci possiamo fidare dei sondaggi politici? Senza dubbio sono degli strumenti molto utili per capire l’andazzo generale di un partito, ma spesso il margine di errore può essere maggiore di quello indicato trail 2 e il 3%.

I sondaggi politici in Italia

Quando si parla dei sondaggi politici spesso non si fa caso a due dati molto importanti: il campione e la percentuale di chi non si esprime. Per esempio, nell’ultima indagine di Swg del 30 novembre sull’andamento dei partiti, il 38% dei rispondenti non ha dato alcuna risposta su un totale di 1.200 soggetti intervistati a campione.

Alle elezioni europee del 2019, gli ultimi sondaggi diramati indicavano il Movimento 5 Stelle al 23,5% (Emg, 9 maggio), 23% (Demopolis, 7 maggio) e 22,7% (Swg, 7 maggio). Alla fine invece il risultato ufficiale per i pentastellati è stato del 17,07%, circa sui punti percentuale in meno delle previsioni.

Per quanto riguarda invece le elezioni politiche del 2018, la “supermedia” di Youtrend (una media di tutti gli ultimi sondaggi che erano stati diramati) andava a indicare una stima dei principali partiti diversa da quelli che sono stati poi i risultati ufficiali.

PartitoSupermedia sondaggiRisultati alla CameraDifferenza
PD 22,8% 18,8% -4%
Movimento 5 Stelle 28,1% 32,7% +4,6%
Lega 13,4% 17,4% +4%
Forza Italia 16,4% 14,0% -2,4%
Fratelli d’Italia 4,6% 4,4% -0,2%
Liberi e Uguali 5,7% 3,4% -2,3%

Si può notare come alla vigilia delle elezioni, il dato del Movimento 5 Stelle e della Lega sia stato di molto sottostimato da parte dei sondaggi, a differenza delle percentuali generose attribuite a PD, Forza Italia e Liberi e Uguali.

Clamoroso poi è stato il flop di alcuni sondaggi in merito alle elezioni regionali in Puglia, che si sono tenute lo scorso 20 e 21 settembre in occasione dell’election day.

Prima dello stop alla pubblicazione dei sondaggi, Raffaele Fitto del centrodestra era dato in vantaggio per gli istituti Swg (40%, 3 settembre), Emg (29 agosto, 43,5%) e Tecné (28 agosto, 41%), con il presidente uscente Michele Emiliano invece indicato rispettivamente al 39%, 38,5% e 38%.

Le urne però hanno raccontato una storia diversa, con Emiliano che è stato riconfermato con il 46,8% dei voti e Fitto che si è fermato al 39%. Emblematico poi il dato di Scalfarotto, candidato di Italia Viva e +Europa, che ha ottenuto l’1,6% dopo essere stato accreditato anche del 5% (Swg, 3 settembre) e del 4,7% (Winpoll, 1 settembre).

Insomma, generalmente negli ultimi anni i sondaggi sono stati bravi a indicare alcune tendenze dell’elettorato, come la crescita dei 5 Stelle alle politiche del 2018 e della Lega alle europee del 2019, ma i margini di errore tra previsioni e risultati spesso sono stati ben più ampi di quelli stimati.

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