Soggiornare in albergo è sicuro ai tempi del Covid?

10 Agosto 2021 - 14:55

condividi

Italiani in vacanza: come le grandi catene di alberghi hanno organizzato misure straordinarie di sanificazione, pulizie e prevenzione allo scopo di tutelare i clienti.

Soggiornare in albergo è sicuro ai tempi del Covid?

Alberghi sicuri o no, di questi tempi?

Le domande che gli italiani in vacanza (o in procinto di partire) si pongono sono le seguenti: posso fidarmi e poggiare i piedi sulla moquette della stanza d’albergo? Posso aprire la mia sliding door senza temere il contagio? Il colloquio con il concierge avverrà in maniera corretta e tale da tutelarmi? In termini teorici c’è da stare tranquilli, perché le grandi catene alberghiere hanno pianificato azioni di sanificazione piuttosto articolate, garantendo ai turisti ospiti la massima sicurezza. Talvolta in maniera ultra-tecnologica.

La porta si apre con l’app

Gli alberghi Hilton sperimentano, secondo il sito lastminute.com, il check-in e il check-out senza contatto, attraverso l’applicazione per smartphone. L’app è peraltro in grado di aprire le porte delle stanze d’albergo al posto della chiave magnetica.

Spray ogni due ore nei corridoi

La nota catena di alberghi IHG dal canto suo (comprende Holiday Inn, Crowne Plaza e Indigo Hotels) rende noto di provvedere a disinfettare le aree comuni (e quando si parla di aree comuni ci si riferisce anche a corridoi, lobby, sale riunioni) ogni due ore e di avere intensificato la pulizia degli interruttori della luce, delle maniglie delle porte e dei pulsanti dell’ascensore.

Lo 007 che vigila sull’igiene

La catena di alberghi Hyatt è una multinazionale che ha sede a Chicago ma che è attiva in sessanta Paesi del mondo (in Italia è presente con il Park Hyatt di Milano, il Hyatt Regency Milano centrale, e Hyatt Centric Murano a Venezia). I vertici della società hanno dichiarato di aver assunto un responsabile dell’igiene in ognuna delle sue 900 strutture. Lo 007 anti-Covid dovrà sovrintendere, controllare e garantire il rispetto delle procedure di disinfezione.

Luce ultravioletta amica della pulizia

Barcelò Group è un’altra società che raggruppa 119 alberghi sparsi tra l’Europa, l’Africa e l’America, con 30.000 camere in diciannove Paesi. Gli alberghi del gruppo provvedono a disinfettare le chiavi delle camere con luce ultravioletta, mentre Hilton sta studiando l’uso di spruzzatori elettrostatici per pulire le superfici. Questi ultimi sono molto efficaci perché utilizzano disinfettanti di tipo ospedaliero che vengono raccomandati dal Center for Disease Control and Prevention.

Kit anti-covid nelle stanze

Il gruppo dei Kempinski hotels (gruppo svizzero che include 78 alberghi in 34 Paesi) ha preparato kit anti-Covid da collocare nelle stanze di ogni struttura. Il kit comprenderà disinfettanti per le mani e mascherine. I dipendenti, dal canto loro, indosseranno guanti e mascherine durante qualsiasi interazione.

Serve solo un’etichetta

Accor è uno dei principali gruppi alberghieri francese a livello mondiale. Nel 2015, AccorHotels contava oltre 3.800 alberghi, 180.000 dipendenti ed era il primo gruppo alberghiero d’Europa. La catena di alberghi insieme a Bureau Veritas (azienda francese di rilevanza mondiale nella valutazione e analisi dei rischi legati alla qualità, all’ambiente, alla salute, alla sicurezza e alla responsabilità sociale) ha sviluppato una etichetta, spiega lastminute.com, che certifica il rispetto degli standard di sicurezza e dei protocolli di pulizia.

Disinfettanti per tutti

Non che la notizia costituisca una grande novità, tuttavia va riferito che in un sondaggio condotto su 213 albergatori, lastminute.com ha rilevato come il 97.2% di essi fornirà ai clienti un disinfettante per le mani.

Argomenti

# Hotel

Iscriviti a Money.it