SocGen: trader senza scrupoli si pente dopo un incontro col Papa. Parigi – Roma a piedi per espiare i peccati finanziari

Jérôme Kerviel ha generato il buco più grande mai creato da un singolo trader: 4,9 miliardi di euro. Dopo un incontro col Papa si è pentito e percorre Parigi - Roma a piedi per espiare i suoi peccati

Anche i trader possono cambiare. È successo a Jérôme Kerviel, ex trader di Société Générale, simbolo di quella finanza senza scrupoli che il mondo cerca di combattere.

Jérôme ne ha fatte di tutti i colori durante la sua carriera e adesso rischia di pagare un prezzo molto alto per i suoi peccati, moralmente e finanziariamente parlando. La Cassazione francese infatti deciderà a breve se confermare la condanna a 5 anni di carcere e 4,9 miliardi di euro di risarcimento ottenuta a causa delle sue spericolate operazioni sui derivati che sono costate al suo istituto fior fior di quattrini.

Ma prima di parlare del suo cammino verso il pentimento, vediamo di saperne di più della sua storia.

Chi è Jérôme Kerviel
All’inizio degli anni 2000, i mercati cominciano a galoppare verso guadagni da urlo, trainati dalla cosiddetta New Economy e in particolare dalle tecnologie legate ad internet. In quello stesso periodo Jérôme Kerviel, figlio di un fabbro e di una parrucchiera, completa con fatica i suoi studi e viene assunto da Société Générale, una delle più grandi banche d’Europa.

Per lui è un sogno, ma ben presto tutto si trasforma in un incubo. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”, direbbero alcuni. Arriva il 2008 e Jérôme conosce la fama. Ma non è una fama positiva, derivata dal talento e dal lavoro, ma quella brutta, legata alla frode e alle speculazioni spericolate che causano all’istituto bancario una perdita di dimensioni abnormi, 4,9 miliardi di euro appunto. Il 21 gennaio 2008 infatti, i mercati finanziari diventano protagonisti di un vero e proprio crollo. La Francia viene travolta dalla valanga di perdite e l’indice Cac 40 scende a quota 4744,45 punti con un ribasso del 6,83%.

Kerviel, che nei mesi precedenti aveva agito indisturbato mettendo in atto spericolate operazioni sui derivati e prendendo posizioni sui listini continentali fino a 50 miliardi di euro vede crollare il proprio castello di carta.

Si prova a nascondere le perdite, ma l’esposizione della banca cresce di pari passo con i tentativi di rimediare al danno fatto. Ma tutto prima o poi viene a galla e la Banca di Francia comincia ad indagare scoprendo che Jérôme Kerviel aveva utilizzato fin dal 2007 tecniche fraudolente per operare senza autorizzazione.

Société Générale è costretta a varare una ricapitalizzazione da 5,5 miliardi per ovviare ai danni, mentre il trader viene arrestato dalla polizia. Il suo, è conosciuto come il buco più grande mai creato da una singola persona.

L’incontro con il Papa
Il 19 febbraio scorso Jérôme Kerviel viene ammesso all’Udienza generale dopo aver scritto una lettera a Papa Francesco. È in prima fila e il Santo Padre gli si avvicina sussurrando alcune parole all’orecchio.

È in quel momento che l’ex trader prende la decisione di percorrere la strada che porta da Parigi a Roma a piedi per espiare le sue colpe.

«Ho scritto al Papa che aveva denunciato la tirannia dei mercati finanziari e
l’ingiustizia, perché dopo 6 anni di battaglie legali ero esausto e senza speranza, privo di alternative. Ma dopo aver parlato con il Pontefice è successo qualcosa dentro di me. Mi ha dato la forza per mettermi in cammino, e riprendermi la mia vita. Mentre cammino penso a tutto quello che mi è successo in questi ultimi anni, ma anche alle parole del Papa».

Racconta Kerviel. Adesso non ha più soldo, anzi è “l’uomo più indebitato del pianeta” come scrive lui stesso. Non ha un futuro e aspetta il verdetto della Cassazione francese che potrebbe distruggergli anche l’ultima speranza rimasta.

Il contenuto della lettera lo rivela proprio lui:

Sono ciò che di peggio la finanza ha potuto generare. Ho cominciato a lavorare alla Société Générale a 23 anni, a 28 sono stato promosso «trader junior», oggi ho 37 anni e per aver creduto come un bambino che far parte di questo ambiente simboleggiava il successo ho firmato la mia condanna a morte. Sono il mostro creato ed espulso dalla Francia. Accusato di buso di fiducia, falso e uso non autorizzato del sistema informatico. Ma facevo quello che avevo imparato nella banca, e il sistema era praticato in tutta la banca».

Lo sapevano tutti, sostiene Kerviel, e alla fine del 2007 riceve anche “un bonus da 60mila euro lordi” per la sua bravura.

Quella di Jérôme Kerviel è la storia di una speculazione e di un’espiazione. L’incontro con il Pontefice lo ha profondamente cambiato, dichiara. E in questo momento si trova da qualche parte nella strada che lo porterà dalla capitale francese a quella italiana. A piedi e senza un euro in tasca.

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