Mercati, un analista ne è certo. Questa è la cosa peggiore che puoi fare in questo periodo

Laura Naka Antonelli

24/12/2025

Come fare trading in questo periodo di festività natalizie? L’analista dà un consiglio ben preciso alla comunità dei trader.

Mercati, un analista ne è certo. Questa è la cosa peggiore che puoi fare in questo periodo

Con l’anno 2025 che si avvia alla conclusione e il periodo delle festività che prende il sopravvento, restano lezioni importanti da trarre dall’attività di trading in questa fase.

È vero: i mercati (non tutti e non sempre) restano aperti e questo significa che è bene per i trader sapere come muoversi in condizioni operative particolari, spesso molto diverse da quelle che caratterizzano la quotidianità.

Durante le festività natalizie gli scambi in Borsa vengono interessati infatti da una riduzione significativa, con volumi contenuti che contraddistinguono le contrattazioni dei mercati. Alcune piazze finanziarie, come Piazza Affari, chiudono anche i battenti, per esempio oggi alla vigilia di Natale e il giorno di Santo Stefano 26 dicembre. Pochi i dati macro di rilievo e decisamente più scarsa la liquidità, fattore che si traduce in una maggiore volatilità. In questa situazione, meglio che i trader evitino di commettere il peggior errore. Ovvero?

L’analista spiega cosa succede ai mercati durante il periodo di Natale

A dare il consiglio ai trader è Justin Low, analista del mercato del forex.

Low fa notare che tutti i trader tendono ad aspettare il momento propizio per muoversi sui mercati, che si tratti di procedere all’acquisto o alla vendita di un qualsiasi strumento di investimento.

La voglia di individuare la mossa perfetta da lanciare anche durante le feste natalizie è sempre tanta. Non per niente, in questo periodo si parla spesso di rally di Natale.

In poche parole, fa notare Low, “a tutti piace l’azione sui mercati” e nessun trader “ ama le giornate piatte e prive di spunti ”.

Esiste però un “ma”: Non ogni potenziale operazione “ merita attenzione o di essere inseguita e, soprattutto in un periodo come questo, non tutto è ciò che sembra a prima vista”.

Di conseguenza, “il rischio è quello di attribuire un significato eccessivo a dinamiche che, in realtà, sono puramente tecniche o casuali ”.

L’analista ha rimarcato più volte un dato di fatto che tutti conoscono e che spesso tendono probabilmente a dimenticare, cadendo preda di facili entusiasmi. “Le condizioni di liquidità sono particolarmente rarefatte: molti investitori istituzionali sono assenti, i volumi scendono in maniera drastica e, di conseguenza, i flussi residui tendono ad amplificare i movimenti dei prezzi praticamente in tutte le asset class”, fomentando la volatilità e rischiando di innescare reazioni violente da parte dei mercati.

Tutto ciò significa che anche “operazioni di dimensioni relativamente contenute possono generare oscillazioni anomale ”.

Ancora l’analista:

“È vero, alcuni movimenti possono sembrare coerenti con una certa narrativa di mercato o con un bias che, come trader, associamo abitualmente a un determinato asset. Ma ancora una volta, correlazione non significa causalità. In questa fase, collegare un movimento di prezzo a un presunto fattore fondamentale può essere fuorviante”.

Ciò che i trader devono ricordare, dunque, è che durante il periodo delle feste natalizie, fase in cui le transazioni sono concentrate in un periodo limitato, semplicemente, “ molte dinamiche non hanno senso ”, tanto che non è inusuale assistere a picchi anche rari, che si manifestano in modo improvviso e a cui è difficile riuscire a dare una spiegazione razionale.

Il rischio di avvicinarsi più a una scommessa da casinò che a una operazione di trading strutturata

Si finisce insomma secondo Low di ritenere che un apparente cambiamento che si presenti sui mercati sia il segnale di “un cambiamento di direzione”, o un evento cruciale tale da ribaltare “ la narrativa dominante ”.

Nella maggior parte dei casi, invece, quanto si sta manifestando è “un rumore che viene amplificato da fattori tecnici anomali”.

“Alla fine della giornata, noi trader retail non possiamo fare altro che adattarci al flusso del mercato, cercando di interpretare i segnali e comprendere se le condizioni operative giocano a nostro favore. E questo periodo, nella maggior parte dei casi, non rientra tra quelli più adatti a un trading efficiente e razionale. Certo, si può essere fortunati e ottenere qualche risultato positivo anche nei prossimi giorni. Ma, realisticamente, il rischio è quello di avvicinarsi più a una scommessa da casinò che a un’operazione di trading strutturata, non molto diverso rispetto al sedersi a un tavolo di roulette. Per questo motivo, se l’obiettivo è andare a caccia di un ultimo extra-profitto o recuperare perdite recenti prima della fine dell’anno, è fondamentale procedere con estrema cautela. Questo non è un periodo di mercato ’normale’: la liquidità è ridotta, le condizioni sono distorte e i segnali perdono affidabilità”.

L’analista conclude così il consiglio snocciolato alla comunità dei trader: “A volte, la migliore operazione che si possa fare è non fare niente. Si tratta di una lezione semplice, ma fondamentale, da ricordare sempre — e ancora di più in momenti come questi”.

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