Snapchat: lascia anche chief strategy officer e il titolo fa -2%

Vero e proprio esodo in Snapchat, che registra l’ennesimo addio nel giro di pochi mesi. A lasciare è ora lo chief strategy officer Imran Khan. Le azioni soffrono

Snapchat: lascia anche chief strategy officer e il titolo fa -2%

Snapchat perde un altro dirigente e Wall Street perde la pazienza.
Ad annunciare l’intenzione di lasciare stavolta è Imran Khan, chief strategy officer, solo l’ultimo di una lunga serie di addii all’azienda in tempi recenti.

Prima di lui infatti il vicepresidente Tom Conrad ha salutato a gennaio, il direttore finanziario Drew Vollero ha lasciato l’incarico a maggio - sostituito dall’ex Amazon Tim Stone - così come quello considerato ’il guru dell’ingegneria’ di Snapchat, Stuart Bowers, che è passato a Tesla.

Snapchat inoltre non ha nessuno a coprire il ruolo di chief operating officer da quando Emily White ha lasciato nel 2015.

Snapchat, lascia anche Khan: che succede alla società?

Lo chief strategy officer Imran Khan abbandona ufficialmente per cercare di cogliere altre opportunità. Ma Khan - ex Credit Suisse e J.P.Morgan, in organico dal 2015 e secondo molti fondamentale nella quotazione di Snapchat - non andrà via per il momento, e continuerà a ricoprire il proprio ruolo in ottica di una transizione.

È stata proprio la società a dichiararlo alla SEC, precisando anche che la scelta non deriva da nessun dissidio interno. Secondo diverse indiscrezioni Khan sarebbe intenzionato a lanciare una propria azienda in futuro, proprio a Los Angeles.

Ma l’annuncio, inserito nella più ampia cornice che inquadra anche il primo calo degli utenti attivi giornalieri registrato dall’ultima trimestrale, segna un periodo non privo di ostacoli per la società. Ostacoli che stanno inevitabilmente pesando sul titolo, che ieri è arrivato a perdere fino al 2%.

Solo la scorsa settimana le azioni Snapchat hanno toccato il loro minimo storico, perdendo oltre il 40% rispetto al prezzo dell’IPO dello scorso anno (pari a 17 dollari ad azione).

L’ad e co-fondatore Evan Spiegel ha definito il partente Khan “un ottimo partner”, che ha aiutato l’azienda a costruire il suo business, e gli ha augurato il meglio.
Ha poi aggiunto che c’è ancora “un gruppo stellare”, in grado di guidare la società verso sfide future.

Ma gli investitori non sono d’accordo. Oltre al dato relativo agli utenti attivi giornalieri - che si è fermato a 188 milioni - e alla perdita per azione notevole dal momento del debutto, la società deve far i conti con la sempre più incalzante concorrenza di Instagram e Facebook.

Un altro problema che affligge Snapchat è inoltre l’obbligo per gli investitori di riporre la loro fiducia quasi interamente in Evan Spiegel e nel co-fondatore Bobby Murphy, anche responsabile tecnologia, visto che le azioni con diritto di voto sono detenute quasi interamente da loro.

Secondo diversi osservatori Snapchat avrebbe bisogno dell’equivalente della direttrice operativa di Facebook Sheryl Sandberg o dell’ex presidente e amministratore delegato di Google Eric Schmidt, ovvero qualcuno che si mostri in grado di gestire sia il lato tecnologico che quello finanziario.

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