Smart working dai Caraibi si può: ecco chi lo consente

Lo smart working dai Caraibi si può, o meglio si potrebbe presto, grazie all’iniziativa annunciata dal governo di Barbados aperta anche all’Europa. Vediamo in cosa consiste.

Smart working dai Caraibi si può: ecco chi lo consente

Un sogno lo smart working dai Caraibi che presto potrebbe diventare realtà dal momento che esiste una proposta governativa in merito.

Le giornate di lockdown in smart working rinchiusi tra le quattro mura domestiche saranno solo un lontano ricordo perché la nuova location potrebbe diventare proprio l’isola dei Caraibi di Barbados.

È stato il governo nella persona della prima ministra Mia Amor Mottley a pensare allo smart working nello scenario paradisiaco dei Caraibi per i turisti e per ben 12 mesi.

L’iniziativa servirà anche a risollevare l’economia e il turismo nel Paese coinvolto, come tutti, nella crisi derivante dalla pandemia mondiale di COVID-19.

Vediamo come dovrebbe funzionare questo innovativo smart working dai Caraibi, iniziativa destinata a cambiare per sempre la percezione del lavoro.

Smart working dai Caraibi si può: ecco come

Lo smart working dai Caraibi si può grazie all’iniziativa pensata per il prossimo futuro dal governo di Barbados, ma come funziona?

I turisti potranno entrare a Barbados, una delle più famose e apprezzate isole dei Caraibi, con un visto speciale che avrà la durata di un anno.

12 mesi in cui i turisti visitatori potranno lavorare in smart working con il proprio pc e connessione con vista sul mar dei Caraibi.

In particolare la prima ministra Mottley ha pensato a quello che è stato battezzato “Barbados Welcome Stamp”, un timbro di benvenuto di Barbados, che dà la possibilità di godere di una lunga permanenza nell’isola caraibica. Secondo la ministra questo timbro speciale permetterebbe alle persone:

“di venire a lavorare qui dall’estero, in modo digitale. Non devi lavorare in Europa, negli Stati Uniti o in America Latina se puoi venire qui e lavorare per un paio di mesi alla volta.”

Il visto infatti durerebbe 12 mesi che potrebbero essere utilizzati in modo continuativo o anche in modo frazionato con la libertà dei turisti-smart workers di andare e tornare forti del proprio visto.

La prima ministra di Barbados ha proprio ragione: non occorre essere necessariamente nel proprio Paese con lo smart working, questo si può fare anche ai Caraibi.

Smart working dai Caraibi per risollevare l’economia

Quella di permettere lo smart working ai Caraibi per 12 mesi ai turisti è un’iniziativa che ha l’obiettivo di risollevare l’economia dell’isola di Barbados che con il fermo delle crociere e dei viaggi ha subito un brusco arresto.

Infatti il 40% del PIL dell’Isola si basa sul turismo che coinvolge moltissimi attori. L’idea di concedere lo smart working dai Caraibi ha l’intenzione di puntare su un tipo diverso di turista quello che si trattiene e diventa parte integrante della comunità contribuendo anche al suo benessere.

Il prossimo 12 luglio l’isola delle Antille riaprirà ai voli aerei, ma non ancora a tutti, solo a quelli di breve durata per il momento. I turisti anche qui, come in altri Paesi, dovranno adottare misure di sicurezza per l’emergenza COVID-19 ancora in atto.

Argomenti:

Lavoro Smart Working

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