Separazione consensuale: come si fa, modello, costi e tempi

In caso di accordo, i coniugi possono procedere alla separazione consensuale in tribunale, con negoziazione assistita o davanti al sindaco. Qui come presentare la domanda, il modello FAC-SIMILE, tempi e costi della procedura.

Separazione consensuale: come si fa, modello, costi e tempi

Quando si parla di separazione consensuale si intende la volontà condivisa dei coniugi di prendersi una pausa dal matrimonio, nell’attesa di procedere al divorzio oppure al ricongiungimento.

La separazione consensuale può avvenire in diversi modi che andremo a spiegare dettagliatamente: in tribunale, davanti al Sindaco oppure mediante negoziazione assistita con l’ausilio degli avvocati.

L’effetto della separazione è mettere in standby alcuni obblighi matrimoniali, come la fedeltà e la convivenza; persiste invece il diritto all’assegno di mantenimento, ma solo se uno dei coniugi ne abbia effettivamente bisogno. Quando la decisione è consensuale significa che tra i coniugi c’è accordo riguardo la gestione dei figli, l’assegnazione della casa e ogni altra questione relativa agli aspetti patrimoniali.

In questa guida pratica vedremo come procedere alla separazione consensuale, il modello per fare richiesta e i tempi necessari.

Separazione consensuale: come procedere in tribunale

Uno dei modi per procedere alla separazione giudiziale è in tribunale. Per dare inizio a questa procedura, i coniugi devono depositare il ricorso nella cancelleria del tribunale dove una delle parti ha la residenza o il domicilio. Una volta aperto il fascicolo, sarà il tribunale a chiedere la copia dell’atto di matrimonio, le dichiarazioni dei redditi dei coniugi e ogni altra documentazione utile.

Entro 5 giorni dalla ricezione del ricorso, il presidente del tribunale fissa la data in cui entrambi i coniugi devono comparire in aula. In questa sede il giudice dovrà innanzitutto provare una conciliazione del matrimonio; solo in caso di rifiuto delle parti, il giudice provvede alla separazione. La sentenza di separazione, quando c’è l’accordo di entrambi, consiste nella lettura da parte del giudice degli accordi presi dai coniugi su patrimonio, casa e gestione dei figli e provvederà al decreto di omologazione delle volontà espresse. Senza omologazione, la separazione non ha effetto.

In genere tale decreto viene depositato in cancelleria nel giro di due o tre settimane; da quel momento scattano i 6 mesi di separazione obbligatoria prima di procedere al divorzio.

Ecco un modello fac-simile di ricorso per separazione consensuale in tribunale:

Modello fac-simile separazione consensuale

Separazione consensuale, serve l’avvocato?

L’avvocato è sempre obbligatorio quando la coppia ha uno o più figli minori oppure maggiorenni ma affetti da handicap o non economicamente autosufficienti.

Naturalmente separarsi senza avvocato permette un risparmio notevole di tempo e denaro. Se si procede alla separazione in Comune davanti al Sindaco, come vedremo, bastano 16 euro della marca da bollo.

Separazione consensuale in Comune davanti al Sindaco

Con l’introduzione della normativa sul divorzio breve (decreto legge n. 132/2014) è possibile separarsi e divorziare anche il Comune davanti al Sindaco, sempre che tra i due coniugi ci sia il pieno accordo di tutti gli aspetti della separazione/divorzio.
Questa procedura viene svolta senza avvocati e ha un costo davvero esiguo: 16 euro per la marca da bollo. Questa procedura è esclusa quando:

  • vi sono figli minori o disabili;
  • si debba procedere a trasferimenti patrimoniali.

L’assistenza degli avvocati è facoltativa e non necessaria. Per separarsi consensualmente in Comune in genere occorrono 30 giorni totali tra richiesta, fissazione della data e altre formalità.

Separazione consensuale con negoziazione assistita

Ultima alternativa per la separazione consensuale è quella della negoziazione assistita. Per negoziazione assistita si intende l’accordo raggiunto all’esito di una procedura conciliativa condotta dalle parti con l’assistenza di due avvocati in cui i coniugi hanno manifestato l’impegno di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere i loro rapporti in maniera amichevole.

L’accordo è redatto in forma scritta e deve essere sottoscritto dagli avvocati che ne attestano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico e che certificano l’autenticità delle firme dei coniugi.Tale accordo, che dovrà essere sottoposto al vaglio del PM e trasmesso allo stato civile per le necessarie annotazioni, ha quindi gli stessi effetti del provvedimento di separazione che viene omologato dal tribunale.

Anche in questo caso la presenza di figli minori o non autosufficienti cambia le cose:

  • in mancanza di figli: l’accordo consensuale viene trasmesso al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente che, se non individua irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta per tutti gli adempimenti.
  • in presenza di figli: l’accordo deve essere trasmesso entro 10 giorni al procuratore della Repubblica presso il tribunale competente, che lo autorizza, qualora lo ritenga in linea con l’interesse dei figli.

Separazione consensuale, quali documenti servono?

A prescindere dalla procedura scelta dai coniugi, ci sono dei documenti indispensabili:

  • copia integrale dell’atto di matrimonio;
  • certificato di residenza e stato di famiglia di entrambi i coniugi (non è ammessa l’autocertificazione);
  • dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di entrambi i coniugi;
  • copia di un documento di identità di entrambi i coniugi;
  • copia del codice fiscale di entrambi i coniugi.

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