Scuola, novità: alle elementari si passa da voto a giudizio

Scuola: tra le tante novità quella della valutazione alle elementari dove si passa dal voto al giudizio. Questo è il contenuto di un emendamento al decreto scuola presentato e approvato al Senato.

Scuola, novità: alle elementari si passa da voto a giudizio. Il decreto scuola per l’emergenza dell’8 aprile sta per essere convertito in legge e in via quasi definitiva ormai sono stati approvati nuovi emendamenti che in parte stravolgono il testo originale: dalla modifica del concorso straordinario, alla riapertura delle graduatorie di seconda e terza fascia che diventano provinciali, fino alla valutazione della scuola elementare che sarà con il giudizio al posto dei voti.

L’emendamento è stato presentato dai senatori Verducci, Iori e Rampi e approvato in Commissione Cultura e Istruzione. Dal prossimo anno scolastico i voti spariranno per i bambini dalle prime classi della scuola primaria e saranno sostituiti dal giudizio, ma questa è solo una delle tante novità per la scuola previste dal decreto in fase di conversione.

Scuola, novità: alle elementari si passa da voto a giudizio

La novità per la scuola è che alle elementari torna il giudizio al posto del voto. Non più dunque i numeri per valutare i bambini dalla prima classe della primaria alla quinta.

D’altronde il giudizio era già stato introdotto nella scuola, anche per le scuole medie, per poi essere rimpiazzato dal voto per volontà di Mariastella Gelmini ai tempi in cui occupava il posto di titolare del MIUR.

La senatrice Vanna Iori, una delle fautrici dell’emendamento approvato per il decreto scuola che prevede la novità del ritorno del giudizio per la valutazione al posto del voto, ha così commentato ad ANSA:

“L’emendamento prevede che nella scuola primaria i bambini non possano essere considerati dei numeri. Dare un 4 può essere un macigno pesante da comprendere mentre una valutazione più complessiva prende in considerazione le caratteristiche del bambino. Ovviamente vanno trovate le parole adeguate e la valutazione va fatta in termini di giudizio sintetico. Il giudizio tiene conto della specificità e della individualità di ogni singolo bambino mentre il voto numerico livella e rende tutti uguali, anche se ci sono diverse motivazioni dietro a quel voto.”

A commentare anche la stessa capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelmini in una nota:

“L’emendamento approvato in commissione al Senato sulla cancellazione dei voti in pagella durante il ciclo della scuola primaria, proposto dal Pd, è un errore e un ritorno al pregiudizio. Contro gli insegnanti – che certo non abusano nei confronti di bambini fra 6 e 10 anni di voti clamorosamente negativi – contro il merito e contro i bambini. Adesso torneranno i giudizi. Una singolare priorità questa della cancellazione dei voti, in un momento in cui la scuola è stata gettata nel caos dalla pandemia e da un ministro inadeguato. C’è grande voglia di sei politico: ma il ’68 è passato da un pezzo anche se qualcuno finge di dimenticarselo.”

Ma quella del ritorno al giudizio alle elementari che sostituirà il voto non è l’unica novità per la scuola che arriva con il decreto.

Scuola: le altre novità nel decreto

Oltre al giudizio che sostituisce il voto alle elementari ci sono anche altre novità nel decreto modificato e in via di conversione in legge. Uno dei punti centrali è il reclutamento dei docenti precari da settembre che deve avvenite attraverso il concorso straordinario.

Alla fine la mediazione si è trovata e non sarà più di ottanta domande a risposta multipla in ottanta minuti, ma con un prova scritta a domande aperte che invece che ad agosto si terrà nel corso dell’anno scolastico 2020/2021 anche se gli insegnanti vincitori verranno assunti con contratto con decorrenza dal 1° settembre 2020.

Altra grande novità è che le graduatorie di Istituto di seconda e terza fascia, che diventano provinciali, non saranno più bloccate fino al prossimo anno, ma aggiornate e con validità per due anni scolastici.

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