Salvini, tutto pur di stare con Draghi: i migranti sbarcano e addio Flat Tax

Alessandro Cipolla

19 Febbraio 2021 - 11:27

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Matteo Salvini sta già ingoiando diversi bocconi amari: dalla bacchettata sull’Euro al no alla Flat Tax fino ai migranti che sbarcano in tempi record, il leader della Lega appare disposto a tutto pur di non indispettire Mario Draghi.

Salvini, tutto pur di stare con Draghi: i migranti sbarcano e addio Flat Tax

La nascita del governo Draghi ha in qualche modo scombussolato gran parte dei partiti nostrani. In pochi giorni abbiamo così assistito a una probabile scissione per il Movimento 5 Stelle, a una Lega che non è più indigesta per il PD, a diverse piroette di Matteo Salvini su alcuni dei suoi cavalli di battaglia fino a Italia Viva che, nonostante fosse il motivo principale per far cadere il Conte-bis, adesso non reputa più indispensabile il MES.

Potere dell’appello alla responsabilità fatto dal Presidente Mattarella o, più maliziosamente, della voglia di avere un posto riservato nella gestione degli oltre 220 miliardi in arrivo dall’Europa nei prossimi anni.

Fatto sta che ormai si è perso il conto delle abiure, tanto da rendere arduo stabilire chi si stia maggiormente snaturando tra i partiti pur di stare all’interno della maggioranza che sostiene Mario Draghi.

Caso emblematico è Matteo Salvini, che negli ultimi tempi sta mandando giù un numero record di bocconi amari: simbolico è lo sbarco in tempi record della Open Arms ad Augusta, arrivato dopo “appena” 15 ore dalla richiesta fatta dalla ong alle autorità nostrane.

Un Salvini “nuovo” con Draghi

Fin da quando a Mario Draghi è stato affidato il mandato esplorativo per formare un Governo, qualcosa è cambiato nell’azione politica di Matteo Salvini. Oltre alle parole più europeiste del primo momento, la Lega ha messo poi sul piatto anche il voto favorevole a Bruxelles sul regolamento del Recovery, dopo che in precedenza si era astenuta.

Un segnale chiaro di come il Carroccio volesse in tutti i modi essere della partita, tanto da far trapelare un appoggio incondizionato all’ex governatore durante i giorni caldi delle consultazioni.

Anche per non lasciare troppo campo a Giorgia Meloni, che furbescamente ha preferito incarnare l’opposizione piuttosto che entrare in un Governo dove avrebbe avuto un ruolo marginale, ecco che Matteo Salvini ha quindi provato a mandare un messaggio ai suoi elettori più euroscettici affermando in merito all’Euro che solo la morte è irreversibile.

Durante il discorso al Senato di Draghi, è arrivata però sul tema la tirata d’orecchie da parte del nuovo Presidente del Consiglio “sostenere questo Governo significa condividere l’irreversibilità dell’Euro”, con tanto di bordate poi al sovranismo.

Anche per la Flat Tax da sempre cavallo di battaglia dell’ex ministro dell’Interno non ci sarà nulla da fare, con la riforma fiscale che Draghi ha in mente che manterrà ben saldo il principio della progressività.

Quello che però più fa specie è il sostanziale silenzio di Matteo Salvini di fronte ai recenti sbarchi di migranti, dove si è seguito il principio del prima l’approdo a terra degli ospiti a bordo e poi l’inizio delle procedure per il ricollocamento. In pratica il contrario rispetto all’azione del Capitano durante il suo regno al Viminale.

Punzecchiato dai cronisti, Salvini finora ha sempre cercato di cavarsela con battute e fissando nuovi obiettivi, per ultimo il Ponte sullo Stretto che ha proposto di chiamare niente di meno che “Ponte Mario Draghi”.

Il sentore è che oggi più che mai nella Lega la linea la detti Giancarlo Giorgetti insieme ai Presidenti di Regione del Nord, grandi sponsor della svolta governista vista la ricca torta del Recovery Plan in ballo, mentre per Matteo Salvini ci sarebbe un ruolo più da frontman: non il massimo per chi ambisce alla leadership del centrodestra e a guidare il Paese, sempre Giorgia Meloni permettendo.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories