S&P: improbabile un grave downgrade dell’Italia

Secondo l’agenzia di rating Standard & Poor’s non è probabile un grave downgrade dell’Italia. Elezioni anticipate? Potrebbero non essere cattiva notizia

S&P: improbabile un grave downgrade dell'Italia

L’outlook resta negativo e il giudizio fermo a BBB ma per Standard & Poor’s un grave downgrade dell’Italia è improbabile. Lo ha sottolineato proprio oggi l’agenzia di rating tornando a esprimersi sulla situazione italiana, caratterizzata da un alto debito pubblico e da una evidente incertezza politica.

Eventuali elezioni anticipate? Per gli analisti potrebbero anche non avere effetti negativi nel contesto politico del Paese.

Per Standard & Poor’s è improbabile downgrade dell’Italia

Dopo aver fatto tirare un sospiro di sollievo venerdì scorso, quando il giudizio sull’Italia – sebbene negativo – è stato mantenuto stabile, oggi Standard & Poor’s torna a rincuorare i mercati.

In particolare, secondo un analista dell’importante agenzia di rating

"Un downgrade grave non è probabile (…) Credo che il rating italiano sia già abbastanza basso, considerato lo stato dell’economia e la forte posizione dell’export”.

Incertezza sull’Italia

Le previsioni, comunque, non restano positive sull’Italia. Il Paese è d’altronde alle prese con una turbolenta situazione politica interna che potrebbe - come qualcuno spera – portare ad elezioni anticipate.

I contrasti interni al governo tra M5S e Lega non aiutano a dare la stabilità di cui l’Italia ha bisogno, ma tornare alle urne prime dei canonici 5 anni potrebbe anche non essere un male.

Come ha sottolineato l’analista di Standard & Poor’s:

“Le elezioni anticipate non sarebbero necessariamente una notizia negativa per la situazione politica”

che potrebbe invece divenire meno frammentaria.

Il giudizio di Standard & Poor’s

Venerdì scorso, i mercati hanno atteso con una certa ansia il giudizio dell’agenzia di rating, temendo il peggio per l’Italia. A chiusura di Wall Street, è arrivata l’attesa sentenza: conferma della tripla B e dell’outlook negativo.

Non è andata poi così male perché un giudizio stabile per quanto negativo è sempre meglio di una revisione peggiorativa, ma non c’è moto da festeggiare visto che nel lungo periodo il rating rimane negativo con un’economia in evidente rallentamento e stime di crescita ridotta.

S&P, inoltre, non nutre grandi speranze sulle politiche economiche del governo che secondo l’agenzia di rating rischiano seriamente di rendere ancor più rigido il mercato del lavoro.

Intanto una buona notizia, stamattina, arriva dall’Istat: il Pil dell’Italia è tornato a crescere segnando un inaspettato +0,2% nel primo trimestre 2019.

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