Renzi dà buca a Conte e rievoca la crisi: fino a quando dovremo sopportare questo teatrino?

Alessandro Cipolla

15 Dicembre 2020 - 16:14

15 Dicembre 2020 - 16:15

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Non c’è stata la verifica tra Giuseppe Conte e Italia Viva a causa dell’assenza del ministro Teresa Bellanova, ma nel frattempo Matteo Renzi continua a minacciare una crisi di governo mentre l’Italia ha bisogno di risposte urgenti per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica.

Renzi dà buca a Conte e rievoca la crisi: fino a quando dovremo sopportare questo teatrino?

Si sarebbe dovuta tenere oggi alle ore 13.00 l’attesa verifica di governo a Palazzo Chigi tra Giuseppe Conte e la delegazione di Italia Viva, dopo che nella giornata di ieri il premier ha ricevuto i rappresentanti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.

Tutto rimandato però ai prossimi giorni vista l’assenza del ministro Teresa Bellanova impegnata a Bruxelles. Un appuntamento questo della capo delegazione di IV che probabilmente era sfuggito quando è stato deciso il calendario dei faccia a faccia.

Fatto sta che Matteo Renzi in queste ore non ha di certo ammorbidito la sua posizione, rinnovando nella sua ultima enews la minaccia di una crisi di governo in vista dell’incontro con Giuseppe Conte che a questo punto potrebbe tenersi tra giovedì e venerdì.

Stiamo facendo una battaglia per le idee, non per le poltrone: all’incontro verranno anche le ministre che sono pronte a rimettere il mandato, se serve - ha scritto Renzi nella sua enews - Perché chi dice che noi facciamo confusione per avere mezza poltrona in più deve prendere atto che noi siamo l’unico partito che è pronto a rinunciare alle poltrone, non a chiederle”.

Cosa vuole Matteo Renzi?

In vista dell’incontro di Palazzo Chigi, Renzi ha fatto sapere che “sui temi del salto di qualità del Governo diremo la nostra al Premier con un documento scritto appena ci sarà occasione di incontrarci”.

Un documento che il leader di Italia Viva starebbe scrivendo di proprio pugno e che dovrebbe contenere le richieste del partito a Giuseppe Conte. Se non dovessero essere accettate, stando a quanto ribadito nell’enews si potrebbe aprire una crisi di governo con l’abbandono dei due ministri targati IV.

Ma cosa vuole veramente Matteo Renzi? Una domanda questa che al momento appare essere una autentica sciarada, vista anche la ridda di voci che si susseguono in merito alle ipotetiche trame dell’ex premier.

La foto postata su Facebook che ritrae il senatore di Rignano e Joe Biden, suo vecchio amico, ha rilanciato le voci di chi vorrebbe Matteo Renzi desideroso di diventare ministro della Difesa, così da avere un’ottima rampa di lancio per una possibile nomina nel 2022 a segretario generale della NATO.

Altri invece dicono che il vero obiettivo non sarebbe un rimpasto di governo, difficile da ottenere in piena pandemia, ma l’avere più voce in capitolo nella governance del Recovery Fund e nella scelta della pesante delega ai servizi segreti.

L’apertura di Matteo Salvini a un governo di centrodestra insieme a pezzi dell’attuale maggioranza, ha poi scatenato le fantasie di chi sarebbe favorevole a un clamoroso ribaltone dopo quello post Papeete, senza dimenticare l’ipotesi ever green di un esecutivo di larghe intese guidato da Mario Draghi.

Governo fermo in piena pandemia

Di certo basta vedere gli ultimi sondaggi politici oppure l’esito delle recenti regionali per capire cosa invece non vogliono i renziani: le elezioni anticipate, non a caso evocate in caso di crisi di governo a mò di avvertimento da PD e 5 Stelle.

Mentre ci si aspettava un chiarimento tra Renzi e Conte visto il delicato momento tra legge di Bilancio, piano vaccini, possibili nuove restrizioni a Natale e definizione del Recovery Plan, il governo rimarrà ancora altri giorni bloccato e sotto minaccia di una crisi.

Mai più potere di ricatto ai piccoli partiti” cinguettò su Twitter Matteo Renzi nel gennaio 2014, mentre nel 2017 a Porta a Porta con una stilettata ad Angelino Alfano disse “non possiamo fermare tutto per dare potere di ricatto ai partitini”.

Avere dei dubbi politici è sacrosanto, basta però poi presentarsi al tavolo per colmare queste distanze. Mai come questo momento l’Italia avrebbe bisogno di correre, invece il governo appare ingessato da veti e minacce.

Un teatrino che in piena pandemia sta iniziando a diventare stucchevole: mentre il nostro Paese ha la più alta incidenza in Europa di morti per Covid e sta soffrendo in maniera fortissima la crisi economica, quella responsabilità politica da tutti invoca appare essere sempre più un miraggio.

In vista delle impegnative sfide che attendono l’Italia nel 2021, questo pantano politico non sembrerebbe promettere nulla di buono.

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