Regno Unito verso il green pass: il “Piano B” per fronteggiare il virus

Martino Grassi

25/10/2021

25/10/2021 - 10:39

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Per fronteggiare il nuovo incremento dei contagi, il governo del Regno Unito sta valutando la possibilità di introdurre delle nuove restrizioni come l’obbligo della mascherina e del green pass.

Regno Unito verso il green pass: il “Piano B” per fronteggiare il virus

Dopo il picco di contagi che ha investito il Regno Unito nel corso degli ultimi giorni il governo britannico, guidato da Boris Johnson, potrebbe introdurre delle nuove restrizioni. L’indiscrezione arriva dall’Observer, il domenicale del Guardian, che preannuncia una possibile stretta in vista dell’inverno.

Tra le ipotesi più quotate al momento c’è quella che prevederebbe l’introduzione del green pass vaccinale, una soluzione che fino a oggi è sempre stata respinta dal governo inglese. Ma vediamo cosa potrebbe prevedere il Piano B al vaglio di Boris Johnson.

Regno Unito verso nuove restrizioni: si valuta obbligo del green pass

Il Covid nel Regno Unito è tornato a far paura: negli ultimi giorni nel Paese oltremanica è stato registrato un nuovo incremento dei contagi e solo nella giornata di ieri, dopo 11 giorni, i nuovi contagi sono tornati sotto la soglia dei 40.000.

Con l’arrivo della stagione fredda il governo sta valutando la possibilità di introdurre delle nuove restrizioni come l’obbligo di indossare la mascherina in alcuni contesti, introdurre il pass vaccinale e incentivare lo smart working. Al momento nel Regno Unito non sono in vigore norme Covid, il governo ha previsto solamente di somministrare una dose di richiamo alla popolazione più vulnerabile, una sola dose di vaccino ai bambini tra i 12 e i 15 anni e sta continuando a incoraggiare gli adulti non vaccinati a farsi somministrare il farmaco.

Anche la Uk Health Security Agency (Ukhsa) sta consultando le amministrazioni locali sulla possibilità di una immediata implementazione del piano per l’inverno con l’intento di far fronte alla crescente pressione sul servizio sanitario pubblico. L’incremento delle restrizioni per fronteggiare la pandemia ha ricevuto l’appoggio dei Laburisti, come ha spiegato Rachel Reeves, così come della Confederazione NHS e la British Medical Association. Al momento però non si hanno ancora certezze ufficiali su quelle che saranno le prossime mosse del Governo britannico.

La situazione epidemiologica nel Regno Unito

Per 11 giorni consecutivi il Regno Unito ha fatto registrare più di 40.000 contagi al dì, facendo segnalare un incremento del 15% rispetto alla settimana precedente. La crescita maggiore è stata registrata nei bambini appartenenti alla fascia tra i 7 e gli 11 anni.

Stando ai dati forniti dall’Office for National Statistics (ONS), l’equivalente dell’ISTAT nel Regno Unito, nella settimana del 15 ottobre lo somma dei contagi è stata pari a un caso ogni 60 abitanti. Analizzando la situazione nelle quattro nazioni del Regno Unito, il tasso di casi più alto, pari a uno ogni 45 abitanti, è stato riportato dal Galles, segue poi l’Inghilterra, con un caso ogni 55 abitanti, e la Scozia con uno ogni 90.

La situazione migliore invece è quella dell’Irlanda del Nord, con un caso ogni 130 abitanti. Il governo di Belfast, autonomo da Londra nella gestione della pandemia, ha annunciato di avere intenzione di allentare i controlli precauzionali per la movida, come le discoteche e i locali notturni.

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