Regime dei minimi 2015: opzione in UNICO 2016

I contribuenti che hanno aperto la partita iva nel 2015 senza poter accedere al regime dei minimi al 5% possono esercitare l’opzione in sede di UNICO 2016. Ecco tutti i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Potranno accedere al regime dei minimi al 5% anche quei contribuenti che hanno aperto la partita iva nei primi mesi del 2015, tra l’abrogazione del regime agevolato operata con la Legge di Stabilità 2015 e la reintroduzione dello stesso per effetto dell’entrata in vigore del decreto Milleproroghe del 1° marzo 2015.
L’opzione potrà essere esercitata in sede di UNICO 2016.

Regime dei minimi: il caso dei contribuenti che hanno aperto la partita iva tra gennaio e febbraio 2015

Con la Legge di Stabilità 2015 sono stati abrogati tutti i regimi agevolati in vigore al 31 dicembre 2014, sostituiti da un nuovo regime forfetario (meno conveniente rispetto a quello dei contribuenti minimi al 5%).
Quindi chi al 31 dicembre dello scorso anno già operava con il regime dei contribuenti minimi poteva continuare a farlo fino a scadenza naturale ovvero entro i 5 periodi d’imposta previsti oppure al raggiungimento dei 35 anni (per coloro che hanno aperto la partita iva in età inferiore ai 30).

Coloro che, invece, avessero deciso di aprire la partita iva successivamente avrebbero potuto scegliere tra due opzioni:

  • Regime ordinario, soggetto a imposte sul reddito, iva, irap e studi di settore;
  • Nuovo regime forfetario 2015.

Successivamente il decreto Milleproroghe, entrato in vigore il 1° marzo, ha prorogato per tutto il 2015 il regime agevolato per i contribuenti minimi al 5%.
Di conseguenza, chi avesse scelto di aprire la partita iva dal 1° marzo 2015 avrebbe potuto scegliere tra tre regimi:

  • Regime ordinario;
  • Regime forfetario;
  • “Vecchio” regime dei minimi al 5%.

In questo modo però si è venuta a creare un’evidente disparità di trattamento nei confronti di coloro che avevano già aperto la partita iva nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 28 febbraio 2015, magari optando per il regime ordinario data l’impossibilità di accedere ad altri regimi agevolati.
L’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un interpello presentato da una contribuente, ha risolto la questione affermando la possibilità per i contribuenti che vogliono accedere al regime dei minimi al 5% di esercitare l’opzione in sede di UNICO 2016 (redditi 2015).

Opzione in UNICO 2016 per il regime dei minimi al 5%: la spiegazione dell’Agenzia delle Entrate

L’interpello in questione, di cui alla risoluzione 67/E dello scorso 23 luglio 2015, riguarda un contribuente che ha aperto la partita iva a gennaio 2015, optando per il regime ordinario (tassazione massima) poiché ormai aveva superato il termine ultimo previsto per accedere al regime dei contribuenti minimi al 5%. Con l’entrata in vigore del Milleproroghe e, di conseguenza, il ritorno a tempo (fino al 31 dicembre 2015) del regime agevolato, il contribuente pone all’Agenzia delle Entrate le seguenti due domande:
1) È possibile accedere al regime dei contribuenti minimi al 5% alla luce della nuova apertura operata dal decreto Milleproroghe (ovviamente possedendo tutti i requisiti previsti)?
2) In caso affermativo, come operare?

Ecco le risposte dell’Agenzia delle Entrate:

1) Si, anche i contribuenti che hanno aperto la partita IVA tra il 1° gennaio ed il 28 febbraio 2015 potranno accedere al regime dei minimi al 5%.
L’adesione al regime dei contribuenti minimi al 5% potrà essere comunicata ufficialmente con la dichiarazione dei redditi UNICO 2016 (periodo d’imposta 2015) allegando il modello relativo alle opzioni predisposto per la dichiarazione IVA. Questo perché a inizio anno (gennaio e febbraio 2015) non era possibile esercitare l’opzione con il modello di inizio attività, non essendo ancora entrato in vigore il decreto Milleproroghe.
Ciò consente di evitare una grave disparità di trattamento tra titolari di partita IVA che hanno dichiarato l’inizio dell’attività a poche settimane l’uno dall’altro, addirittura potenzialmente soggetta a contestazioni di illegittimità costituzionale per violazione dell’articolo 3 della nostra Costituzione.

2) Entro 30 giorni dalla pubblicazione della risoluzione 67/E del 23 luglio 2015, quindi entro il 22 agosto 2015, il contribuente ha la facoltà di operare le rettifiche alle fatture emesse con indicazione dell’IVA (note di variazione) e alle fatture passive (variazione in aumento dei costi per effetto dell’indetraibilità dell’IVA per i contribuenti minimi). In alternativa, tali rettifiche potranno essere apportate entro la prima liquidazione IVA successiva, se quest’ultima scade dopo il 22 agosto 2015.

Opzione regime dei minimi 2015 al 5% in UNICO 2016, ecco il file pdf con la risoluzione n. 64/E del 23 luglio 2015 dell’Agenzia delle Entrate:

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