Reddito di Cittadinanza e affitto in nero: rischi e conseguenze

Antonio Cosenza

10 Aprile 2021 - 12:53

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Quali sono i rischi dell’affitto in nero per chi prende il Reddito di Cittadinanza? Conseguenze differenti per locatore e locatario.

Reddito di Cittadinanza e affitto in nero: rischi e conseguenze

Reddito di Cittadinanza e affitto in nero, cosa si rischia? Molti si fanno questa domanda, visto che - purtroppo - il dato degli affitti in nero, quindi senza regolare contratto, in Italia è ancora molto elevato. Secondo le varie statistiche, infatti, sembra che ancora oggi un affitto su otto non sia regolare.

Per rispondere a quali sono le conseguenze dell’affitto in nero per chi prende il Reddito di Cittadinanza, però, bisogna fare la distinzione tra locatore e locatario.

A seconda dei casi, infatti, ci sono delle conseguenze ma solo nel caso del locatore - ossia di colui che cede in affitto un immobile di sua proprietà - si rischia la decadenza del Reddito di Cittadinanza, con possibili risvolti penali. Facciamo chiarezza a riguardo.

Reddito di Cittadinanza: cosa rischia chi vive in un’abitazione affittata in nero

Come noto, il Reddito di Cittadinanza si compone di due diverse quote: la A consiste in un’integrazione del reddito familiare, mentre la B in un rimborso del canone di locazione (fino ad un massimo di 280,00€ mensili) o della rata del mutuo (fino a 150,00€ mensili).

Ovviamente, per avere diritto alla quota B del Reddito di Cittadinanza è necessario avere un regolare contratto di affitto. Con l’affitto in nero, quindi, è preclusa la possibilità di ricevere un rimborso del canone per un massimo di 280,00€, rinunciando così ad avere un Reddito di Cittadinanza di importo più elevato.

Inoltre, si ricorda che l’inquilino è responsabile, in solido con il proprietario di casa, dell’omesso versamento dell’imposta di registro. Di conseguenza, questo è corresponsabile per l’evasione di questa imposta: non ci saranno conseguenze per il Reddito di Cittadinanza, ma ci si espone comunque al rischio per cui l’Agenzia delle Entrate richieda il pagamento dell’imposta di registro notificando una cartella esattoriale.

È sempre sconsigliato, quindi, vivere in un’abitazione affittata in nero, anche perché l’assenza di un contratto vi nega la tutela dei vostri diritti da locatario.

Reddito di Cittadinanza: cosa rischia chi affitta in nero

Ben diverse le conseguenze qualora sia il locatore a percepire il Reddito di Cittadinanza. Questo, infatti, rientra chiaramente in quanto previsto dall’articolo 7 del decreto 4/2019 (convertito dalla legge 26/2019), nel quale - al primo comma - si legge che:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di ottenere indebitamente il beneficio di cui all’articolo 3, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni.

L’entrata mensile del canone di locazione (in assenza di regolare contratto), infatti, è a tutti gli effetti un’entrata in nero e quindi rientra in quella serie di informazioni dovute ma omesse al momento della richiesta del Reddito di Cittadinanza. Le entrate del canone di locazione, d’altronde, se regolarmente dichiarate (in presenza di un contratto) avrebbero inevitabilmente comportato un aumento dell’Isee, con conseguenze anche per il Reddito di Cittadinanza.

Il rischio di un affitto in nero, quindi, è non solo di perdere il Reddito di Cittadinanza, dovendo tra l’altro restituire quanto indebitamente percepito, in quanto tra le conseguenze c’è anche la reclusione da due a sei anni.

E non è un caso che nei mesi scorsi la Guardia di Finanza abbia messo a punto una strategia anti furbetti, con controlli a 360 gradi anche per scovare coloro che prendono il Reddito di Cittadinanza e nel frattempo affittano le case in evasione d’imposta.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories