Quota 100, quando si va in pensione: decorrenza assegno, finestre mobili e preavviso

Quota 100: dalla maturazione dei requisiti alla decorrenza della pensione passano dai 3 ai 6 mesi. Per i dipendenti pubblici, inoltre, c’è l’obbligo di preavviso semestrale.

Quota 100, quando si va in pensione: decorrenza assegno, finestre mobili e preavviso

Con l’approvazione di quello che è stato denominato “decretone”, in molti si stanno chiedendo quando potranno andare in pensione con Quota 100.

Questa nuova misura di pensionamento anticipato - rivolta ai lavoratori che hanno compiuto almeno 62 anni di età e hanno maturato 38 anni di contributi - partirà con un regime di decorrenze differenziato a seconda che il lavoratore appartenga al settore privato o al pubblico impiego.

In entrambi i casi, comunque, Quota 100 introduce il meccanismo delle finestre mobili, ossia quell’arco di tempo che passa dalla maturazione dei requisiti per l’accesso ad una determinata misura alla decorrenza della pensione stessa. Durante le finestre mobili si può fare domanda per andare in pensione, tuttavia per ricevere l’assegno previdenziale bisognerà attendere che questa si sia “aperta”.

Come anticipato, per dipendenti pubblici e privati la durata delle finestre mobili per l’accesso a Quota 100 sono differenti e di seguito vi spiegheremo perché; prima di andare avanti, però, è importante ricordare che anche per la pensione anticipata e Quota 41 sono state reintrodotte le finestre mobili (che per ogni lavoratore sono di 3 mesi), così come per Opzione Donna (per la quale addirittura vi è una finestra mobile di 12 mesi per le lavoratrici subordinate e di 18 mesi per le autonome).

Quota 100: decorrenza dell’assegno per dipendenti privati

Se vi state chiedendo quando potrete andare in pensione ricorrendo alla nuova Quota 100, qui trovate tutte le risposte che cercate. Districarsi tra decorrenze, finestre mobili e scadenze non è complicato, basta procedere con ordine.

Come prima cosa bisogna fare una distinzione tra dipendenti del settore privato e statali, con i primi che godono di un trattamento di miglior favore. Questi, infatti, devono attendere solamente 3 mesi dalla maturazione dei requisiti per ricevere il primo assegno previdenziale.

È bene sottolineare che al momento del riconoscimento del primo assegno previdenziale non si ha diritto agli arretrati; la pensione, quindi, decorre a tutti gli effetti 3 mesi dopo dalla maturazione dei requisiti, indipendentemente dal momento in cui si fa domanda.

L’eccezione è rappresentata da coloro che hanno raggiunto i suddetti requisiti prima della fine dello scorso anno: per loro la pensione ricorre - indipendentemente dal mese di maturazione - da aprile 2019 e non sono riconosciuti gli arretrati per le mensilità precedenti.

Ricapitolando, ad aprile 2019 vanno in pensione coloro che hanno raggiunto i requisiti per Quota 100 entro il 31 dicembre 2018, ma anche quelli che li maturano tra il 1° e il 31 gennaio 2019 (finestra mobile di tre mesi). Per chi invece compie i 62 anni - o matura i 38 anni di contribuzione - dopo queste date, la pensione decorre da:

Maturazione requisiti Decorrenza pensione*
1° - 28 febbraio Maggio 2019
1° - 31 marzo Giugno 2019
1° - 30 aprile Luglio 2019
1° - 31 maggio Agosto 2019
1° - 30 giugno Settembre 2019
1° - 31 luglio Ottobre 2019
1° - 31 agosto Novembre 2019
1° - 30 settembre Dicembre 2019
1° - 31 ottobre Gennaio 2020
1° - 30 novembre Febbraio 2020
1°-31 dicembre Marzo 2020

* L’assegno viene pagato il primo giorno bancabile del mese (qui il calendario)

Prima di andare avanti e vedere cosa succede nel caso dei dipendenti pubblici, è bene ricordare che durante la finestra mobile si può decidere liberamente se continuare oppure smettere di lavorare; d’altronde il requisito contributivo è già stato raggiunto, quindi non ci sono motivi per continuare a lavorare se non quello di percepire uno stipendio (visto che in quei mesi, ricordiamo, non si ha diritto alla pensione).

Quota 100: decorrenza della pensione per dipendenti pubblici

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici c’è stata la necessità di prevedere tempi più lunghi per evitare uno svuotamento improvviso di uffici e comparti della Pubblica Amministrazione.

Per questo motivo è stato deciso che la finestra mobile ha una durata di 6 mesi; inoltre, per far sì che l’amministrazione venga a conoscenza con largo anticipo della decisione del dipendente di accedere a Quota 100 è stato introdotto un obbligo di preavviso semestrale. Per accedere alla pensione 6 mesi dopo dal raggiungimento dei requisiti, quindi, è necessario farne domanda non appena possibile, anche prima del compimento dei 62 anni o della maturazione dei 38 anni di contributi.

Nel caso di coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 la prima finestra di accesso è fissata a luglio 2019, data in cui decorre anche la pensione di chi li raggiunge entro il 31 gennaio 2019 (finestra mobile di sei mesi).

Per i mesi successivi la tabella da prendere come riferimento è la seguente:

Maturazione requisiti Decorrenza pensione*
1° - 28 febbraio Agosto 2019
1° - 31 marzo Settembre 2019
1° - 30 aprile Ottobre 2019
1° - 31 maggio Novembre 2019
1° - 30 giugno Dicembre 2019
1° - 31 luglio Gennaio 2020
1° - 31 agosto Febbraio 2020
1° - 30 settembre Marzo 2020
1° - 31 ottobre Aprile 2020
1° - 30 novembre Maggio 2020
1°-31 dicembre Giugno 2020

* L’assegno viene pagato il primo giorno bancabile del mese (qui il calendario)

Finestre mobili Quota 100: il caso specifico della Scuola

Le tempistiche e le decorrenze suddette valgono per tutti i dipendenti pubblici ad eccezione delle Forze Armate (per le quali vi è già un trattamento previdenziale agevolato) e per il personale della Scuola.

Per insegnanti, ATA e dirigenti scolastici, infatti, la pensione decorre dal 1° settembre 2019, come vale per le altre forme di collocamento in quiescenza.

Inoltre, in questo caso specifico la domanda per l’accesso alla pensione con Quota 100 va effettuata entro il 28 febbraio 2019; possono farne richiesta tutti coloro che maturano i 38 anni di contributi e compiono il 62° anno di età (o successivi) entro il 31 dicembre del 2019.

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Argomenti:

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