Quota 100, per l’Inps è sostenibile

Il presidente dell’Inps esclude che un’eventuale procedura di infrazione possa gravare su Quota 100

Quota 100, per l'Inps è sostenibile

Un’eventuale procedura di infrazione nei confronti dell’Italia non avrà alcun impatto su Quota 100. Ne è certo il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che garantisce la sostenibilità della misura, adottata dal governo Lega - 5 stelle.

Lo ha affermato oggi a Trieste, rispondendo a chi chiedeva di eventuali rischi in caso di una manovra correttiva.

“Si tratta di una misura che dura tre anni ed è assolutamente sostenibile per i conti dell’Inps,”

ha chiarito Tridico.

Quota 100 nessun rischio per il provvedimento del governo

Le coperture per Quota 100 ci sono. Il provvedimento, cavallo di battaglia del governo Lega - 5 stelle, non salterebbe neanche se l’Unione europea decidesse di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Lo ha detto oggi a Trieste il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico.

Il numero uno dell’Istituto previdenziale ha anche escluso che la messa a punto di un’eventuale manovra finanziaria correttiva da parte del governo possa possa portare alla cancellazione del provvedimento.

“Da questa misura si ricavano dei risparmi. Si può anche intravedere un risparmio rispetto all’iniziale previsto da quel capitolo, Naspi, Rdc, Quota 100 sono tutti provvedimenti che cercano di dare risposte in un contesto economico difficile e svolgono una funzione di stabilizzazione sociale oltre che economica”.

Nessun timore, dunque. I soldi ci sono. Anzi, secondo Tridico, le 140 mila domande di pensionamento ricevute fino a oggi fanno ben sperare in un risparmio per le casse dell’Istituto, si spenderà meno di quanto inizialmente preventivato.

Leggi anche Quota 100, guida e requisiti per anticipare la pensione.

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1 commento

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GGM • 1 mese fa

La realtà è molto semplice: il bilancio non era già sostenibile l’anno scorso (deficit per 7,5 miliardi di €) quello di quest’anno lo sarà ancora meno. Le cause sono almeno 3: quota 100 (che aumenta la spesa di circa 1,5 miliardi ogni 100mila pensionati in più, in totale circa 3-4 miliardi), della frenata della crescita del PIL (che cresce meno della spesa pensionistica) e della sostituzione di lavoratori con più alto reddito (che vanno in pensione) con quelli a più basso reddito. Certo che sentire il responsabile dell’INPS dire il contrario senza nemmeno portare un bilancio preventivo (che possa sostenere le sue ipotesi)...

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