Quota 100, sindacati alla Camera: “Nuove regole per donne, gravosi e dipendenti pubblici”

Riforma delle pensioni, ultime notizie: i sindacati hanno chiesto alla Camera delle modifiche per Quota 100, così da tutelare donne e gravosi e non mettere a rischio i servizi essenziali nella Pubblica Amministrazione.

Quota 100, sindacati alla Camera: “Nuove regole per donne, gravosi e dipendenti pubblici”

Quota 100 sta avendo un grande successo: secondo gli ultimi aggiornamenti dell’Inps, ad aver presentato domanda per andare in pensione in anticipo sono stati in 80.130.

Tuttavia, c’è un aspetto di questa misura che continua a preoccupare i sindacati che nella giornata di ieri sono stati in alla Camera - precisamente presso le Commissioni Lavoro e Affari Sociali - in occasione dell’audizione informale sul decreto 4/2019: il fatto che Quota 100 esclude alcune categorie di lavoratori, specialmente le donne.

Gli ultimi dati sul numero di domande per la pensione con Quota 100, infatti, ci confermano che questa è una misura prevalentemente per uomini: sono 58.069, infatti, le istanze presentate dai lavoratori a fronte di 22.061 richieste da parte delle donne. D’altronde è ovvio che con il requisito contributivo di 38 anni Quota 100 sia meno accessibile ai lavoratori con carriere discontinue, caratteristica molto frequente tra le donne.

È per questo motivo che - dopo l’incontro avuto settimana scorsa con il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon - i sindacati (CGIL, CISL e UIL) hanno fatto richiesta alla Camera dei Deputati di approvare degli emendamenti specifici per tutelare maggiormente alcune categorie.

Quota 100, quindi, potrebbe cambiare nuovamente con il passaggio alla Camera anche se, come dichiarato dallo stesso Durigon, non bisogna attendersi degli stravolgimenti visto che non è possibile utilizzare ulteriori risorse rispetto a quelle già stanziate.

Novità pensioni: i sindacati chiedono più tutele per donne e gravosi

Anche se Quota 100rappresenta un’opportunità per lavoratori con carriere continue e strutturate” (tant’è che già in 80.000 ne hanno fatto richiesta) questa misura è decisamente meno accessibile “ai lavoratori del Sud Italia ed è del tutto insufficiente per le donne e per i lavoratori con carriere discontinue occupati in particolari settori produttivi caratterizzati dalla stagionalità o appalti, come quello agricolo o dell’edilizia”.

È per questo motivo che i sindacati chiedono delle agevolazioni per queste categorie, ampliando la platea dei beneficiari di Quota 100.

Una richiesta che difficilmente verrà accolta: i numeri rivelati dall’Inps confermano sì un grande successo di questa misura ma allo stesso tempo ci dicono che probabilmente tutte le risorse stanziate con la Legge di Bilancio 2019 potrebbero essere utilizzate. Non ci sarebbe spazio, quindi, per ulteriori voci di spesa di una riforma delle pensioni già particolarmente dispendiosa per il Governo.

Nell’incontro avuto settimana scorsa, però, il sottosegretario al Lavoro ha comunque confermato ai sindacati che verrà valutata la fattibilità di uno sconto contributivo per le lavoratrici con figli: uno o due anni di bonus per ogni figlio, sulla falsariga di quanto già succede per l’Ape Sociale.

Alla Camera i sindacati hanno chiesto anche di valutare la possibilità di introdurre nuove regole per i lavoratori addetti alle mansioni usuranti e gravosi, paradossalmente penalizzati dall’ultima riforma delle pensioni. Questi, infatti, avevano già ottenuto il blocco dei requisiti della pensione anticipata evitando l’adeguamento con le aspettative di vita; con il decreto 4/2019, però, questi hanno visto ritardare la decorrenza della pensione di tre mesi vista l’introduzione della finestra mobile trimestrale valida per la generalità dei lavoratori.

La richiesta è chiara: escludere gravosi e usuranti dalla platea di lavoratori costretti a rispettare una finestra mobile di tre mesi per accedere alla pensione anticipata.

Quota 100, allarme PA: nuove regole per assunzioni e finestre mobili

Secondo i sindacati anche il meccanismo delle finestre mobili per Quota 100 è molto penalizzante e quindi va cambiato. Questo vale specialmente per i dipendenti pubblici, costretti ad attendere ben 6 mesi per la decorrenza della pensione.

Lato Pubblica Amministrazione a preoccupare i sindacati c’è anche il blocco delle assunzioni disposto dalla Legge di Bilancio, nonché la lentezza con cui si sta provvedendo ad avviare concorsi pubblici in quei settori non interessati dal blocco.

Secondo i sindacati se si andrà avanti così (sono 30.378 le richieste sono arrivate dai lavoratori del settore pubblico) i “servizi essenziali saranno a rischio”. Questo perché nonostante siano stati approvati degli emendamenti importanti che vanno incontro all’esigenza di anticipare le procedure dei concorsi nella Pubblica Amministrazione e far fronte all’esodo degli statali, ancora oggi ci sono troppi vincoli sulla spesa che rallentano le nuove assunzioni. Se non si farà qualcosa in merito al più presto c’è il rischio di compromettere la garanzia di servizi essenziali (quale ad esempio la Sanità).

Sindacati: “Serve una nuova riforma delle pensioni

Alla Camera i sindacati hanno ribadito la necessità di una nuova riforma delle pensioni: un intervento che rispetto a Quota 100 sia “più ampio, di tipo organico e strutturale”. Per i sindacati è giusta l’età di 62 anni come riferimento per la pensione, ma per quanto riguarda il requisito contributivo bisognerebbe introdurre delle nuove regole per garantire la flessibilità ad alcune categorie di lavoratori.

L’intervento dei sindacati si conclude con la richiesta di estensione di Quota 41 una misura importante che - qualora venisse realizzata da Governo - metterebbe tutti d’accordo.

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